E tutto questo non sembra sia giustificato da quello che nel frattempo si muove: riportiamo qui l’articolo tratto da” la legge per tutti”.
Concorsone pubblico da 500mila posti, quando?
Piano di fabbisogno triennale per assumere nuovo personale
Innanzitutto bisogna sottolineare che nessuna amministrazione, in base al decreto attuativo della riforma Madia emanato recentemente [1], può assumere personale se prima non ha elaborato un piano triennale dei fabbisogni.
Questo piano triennale, in parole semplici, è un documento con cui l’amministrazione mette “nero su bianco” le sue necessità riguardo all’organico.
I prossimi piani triennali riguarderanno il triennio 2018-2020.
Concorsoni unificati
Le procedure di selezione per l’assunzione dei dipendenti pubblici, in base alla nuova normativa, dovranno essere razionalizzate e unificate, per consentire un significativo risparmio di spesa.
I concorsi, poi, potranno essere indetti soltanto dalle amministrazioni centrali, come ministeri, Inps ed Inail, mentre i singoli enti non potranno organizzare alcuna procedura di reclutamento autonoma.
Per questo motivo si parla di concorsone unico, anche se potrebbero essere indetti più maxi concorsi: in ogni caso, sia che il reclutamento del personale da rimpiazzare avvenga in un’unica soluzione, sia che avvenga con più bandi distinti, il numero dei dipendenti da assumere sarà enorme.
I vincitori del concorsone saranno assegnati, una volta terminata la selezione, ai vari enti secondo i piani di fabbisogno presentati.
Stabilizzazione precari
In questo contesto si inserisce una questione di non poca importanza: che fine faranno i precari da stabilizzare?
Per quanto riguarda gli assunti con contratto a termine non ci saranno problemi in quanto, se presentano i requisiti per la stabilizzazione, sarà l’amministrazione stessa ad assumerli a tempo indeterminato.
La questione è diversa per chi è stato assunto con un contratto flessibile, ad esempio i co.co.co.: per loro, nel decreto attuativo della riforma Madia è prevista una riserva, nei prossimi concorsi, sino al 50% dei posti.
Il problema, però, consiste nel fatto che molti dipendenti assunti con contratto flessibile in realtà hanno fatto il loro ingresso nell’amministrazione a seguito di procedure di reclutamento pubbliche: secondo una prima stesura del decreto Madia, avrebbe dovuto essere stabilizzato tramite concorso chi non ne aveva fatto già uno.
Dal testo del decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale, però, sembrerebbe che tutti gli assunti con contratto flessibile debbano essere stabilizzati con un nuovo concorso, anche chi ne ha già fatto uno. È quindi auspicabile un chiarimento in merito. Giuseppe Digilio
