LA VILLA ROMANA E TARDOANTICA DI SAN GIOVANNI DI RUOTI

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ANGELA MARIA GUMA*

La villa è situata nel settore montuoso lucano dell’appennino meridionale, quasi equidistante dalle due coste tirrenica e adriatica. Il sito è insediato lungo la riva destra della fiumara di Avigliano, che sfocia nel Mar Tirreno. Sulla cima meridionale che affaccia di fronte, possiamo trovare il borgo di Ruoti. In età Romana, le strade principali che portavano a San Giovanni erano l’»Appia», la »Traiana» ed infine l’»Herculia» che giocavano un ruolo importante per servire l’area ai mercati principali.

 

                         
PRIMA FASE DI EDIFICAZIONE DELLA VILLA  ROMANA
La villa di San Giovanni è il primo esempio di villa tipica nelle aree montuose interne della penisola. Questa fu abbandonata nel  220 d.C. e rimase inutilizzata fino al 350d.C. I muri presentavano i parametri in ciottoli legati con argilla, il legante era formato dalla calce mista a sabbia. Non sono state individuate tracce di finestre, porte e scale, quindi possiamo dire che la villa si sviluppava su un piano terra. I pavimenti erano in argilla battuta. La struttura si estende attorno ad un cortile aperto circondato da stanze. Sono stati scavati altri vani poi modificati durante il restauro. Il vano più importante della villa era il cortile centrale. Si possono vedere inoltre alcune strutture, come la fornace,utilizzata per la cottura di materiali di un certo tipo, il mulino e il praefurnium, cioè una muratura in laterizi legata con l’argilla. Il rivestimento esterno era realizzato in pietra e malta mentre i tetti erano ricoperti di tegole.
IL SECONDO PERIODO     
  Il secondo periodo si divide in 3 fasi databili tra il 350 e il 400 grazie al ritrovamento di vari reperti, come una moneta dell’imperatore Costantino. Gli edifici del primo periodo vennero ristrutturati e furono demoliti alcuni ambienti, come ad esempio un portico. Il cortile centrale, invece, mantenne le sue funzioni. Pochi anni dopo ci furono importanti modifiche, tra le quali rientra la costruzione delle terme.
 
 
Per quanto riguarda la ceramica, possiamo dividerla in due tipologie di Terra Sigillata: Chiara C  e Chiara D . In seguito iniziano ad evolversi  forme ceramiche dipinte di rosso. Inoltre sono stati rinvenuti vari utensili per la casa e la persona, come lucerne e spilloni per capelli.
IL TERZO PERIODO      
Nell’età tardoantica la villa diventa non solo sede di otium ma anche di negotium poiché si svolgono attività di tipo economico riguardanti il lavoro nei campi e il settore di produzione. Le ville, dunque, potevano considerarsi delle vere e proprie città in miniatura. All’inizio di questo periodo tutte le strutture scavate del periodo 2 furono demolite, eccetto i quattro vani, inseriti in una nuova serie di strutture che comprendeva, un nuovo vano absidato, il cosiddetto praetorium, un nuovo complesso termale e una serie di vani nel settore centrale.  In un momento impreciso del quinto secolo la sala absidata crollò, a causa di uno smottamento provocato da un terremoto, come sembrerebbe dalle lesioni  nei muri nord e sud del vano, essendo san Giovanni in un’area ad alto rischio sismico. Il settore dell’absidata fu quindi abbattuto e nuove serie di ambienti furono aggiunti all’interno: tra questi fu progettata una nuova sala absidata. La villa fu ricostruita e raddoppiò l’estensione, con l’aggiunta di una nuova serie di vani a nord, una sala absidata, una torre e una sala mosaicata.
 
 
LE TERME
Rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l’antica Roma. Erano luogo di socializzazione e relax, dove uomini e donne, separatamente, facevano il bagno nudi. Principalmente, internamente vi erano 3 spazi: il frigidario, con vasche di acqua fredda, il calidario, con bacini di acqua calda e il tepidario, con acqua tiepida.
IL MOSAICO
Tra i resti più importanti rinvenuti nel sito traviamo i mosaici. I materiali utilizzati erano le pietre, l’argilla e delle tessere rosse, bianche, nere o rosa. Il mosaico del vano 49(Frigidarium) occupa l’intero vano. Nel settore rettangolare del vano vi è un grande pannello quadrato centrale, decorato con una stella a otto punte circondata da quadrati a losanghe. All’interno della stella una serie di cerchi concentrici racchiudono una rosetta a sedici petali.

  *  NB:  Il presente lavoro è la sintesi di un progetto scolastico svolto dagli alunni della 2B del Liceo Scientifico G. Galilei di Potenza (a.s.. 2017_ 2018), dalla sottoscritta e dalla collega Paola Calabrese, in collaborazione con la delegazione Fai in occasione delle giornate Fai di Primavera del 24-25 marzo 2018 e con il supporto dell’Amministrazione Comunale di Ruoti guidata dalla sindaca Annamaria Scalise.
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