Il combinato disposto tra l’aumento a 150 mila euro del limite di affidamento diretto e l’eliminazione in corso dell’abuso di ufficio ha portato alle conseguenze da noi già denunciate come probabile esito finale. E cioè l’aumento della discrezionalità, la divisione di appalti in più lotti per rimanere al di sotto della soglia di obbligo della gara, lo spreco conseguente di risorse col venire meno di una vera competitività. Sui giornali arrivano i primi esempi di questa deriva nell’azione nella pubblica amministrazione e non è casuale che questi esempi sia collocabili temporalmente alla vigilia delle elezioni. Non entriamo nel merito delle ultime denunce di Nino Grasso sulla Nuova, ci limitiamo a riportare la opportuna iniziativa del presidente del Gruppo basilicata casa Comune, di pretendere un chiarimento in Consiglio regionale. Ma, proprio perché la cosa non si riduca ad un botta e risposta sulla singola vicenda, c’è da chiedere come cittadino perché , nelle norme di autoregolamentazione, degli enti, siano essi Regione, Province o Comuni, non si fissino dei criteri di comportamento perché anche questi affidamenti possano diventare trasparenti e oggettivi. Stiamo parlando della necessità degli albi dei fornitori, senza ricorrere a quelli nazionali che sono penalizzanti per l’economia locale , stiamo parlando del principio di rotazione, che va documentato in ogni procedimento, stiamo parlando della trasparenza nella motivazione dell’atto dal quale possa risultare che si è fatta la migliore scelta tra tutte quelle possibili, stiamo parlando del principio del risultato che va documentato con dovizia . Ebbene, queste cose sono state codificate in molti enti , al cui vertice ci sono persone che inseguono contemporaneamente il bene pubblico e il desiderio di dormire bene la notte. Un modo anche per limitare l’agire di tanti che stanno approfittando di questa pseudo libertà di azione conquistata dalla lega di salvini, per le loro scorribande nella prateria dell’interesse privato con soldi pubblici. Si pretenda una stretta regolamentazione dei comportamenti da tenere. Quelle norme non possono essere interpretate solo come libero arbitrio. r.r.
L’INIZIATIVA DI CHIORAZZO
