LE CATACOMBE EBRAICHE DI VENOSA: UN MONDO SOTTERRANEO TESTIMONIANZA DI INTEGRAZIONE TRA CIVILTA’

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adelaide lombardi

Durante il periodo del lockdown , quando per intenderci girava  come un mantra la frase: “andra tutto bene”,  con finalita di autorassicurazione psicologica per essere stati ce catapultati in una realtà ignota temibile  (dalla quale , purtroppo, non si sa tutt’oggi se e quando ne saremo fuori definitivamente), di grande aiuto è stata la campagna # iorestoacasa e # la culturanonsiferma. Il ministero dei beni culturali  aderendo in particolare a quest’ultima , ha promosso una serie di tour virtuali alla scoperta di luoghi ed opere d’arte incantevoli e pieni di fascino. Tra di essi le catacombe ebraiche di Venosa, testimonianza di notevole interesse storico ed archeologico. Scoperte nel 1853 situate sulla collina della maddalena , appena fuori dall’abitato di Venosa esse sono luoghi sotterranei costituiti da una serie di corridoi di varia larghezza e dal tracciato irregolare. Gli ebrei le usavano per la sepoltura; vi sono  pareti e pavimenti , loculi chiusi con lastre di marmo o da tegole di terracotta. Le nicchie dette anche “cubicula” contenevano più sepolcri scavate nel tufo intonacate ed affrescate.

Oltre ad essere  una testimonianza di grande interesse del culto dei morti nell’ antichità , queste catacombe sono importanti perché costituiscono un  un raro esempio di integrazione della cultura latina ebraica e cristiana. A questo proposito occorre dire che per tradizione si è sempre pensato che gli ebrei avessero imitato la pratica di costruire le catacombe dai primi cristiani tra il III ed il V secolo d.C ,ma studi recenti  su catacombe ebraiche di altri siti sembrerebbero mostrare il contrario.). E’ probabile dunque che questo sistema di sepoltura fosse stato ideato dagli ebrei e solo successivamente imitato dai cristiani. Inoltre a differenza di quelle cristiane s nelle catacombe ebraiche si può ravvisare  la presenza di decori a fresco con simboli ebraici. Ma la distinzione tra i due tipi sistemi sepolcrali oltre che meramente artistica e decorativa è anche di “significato” poiché nelle catacombe ebraiche non vi è infatti la presenza di ipogei normalmente adibiti alle riunioni pubbliche ed alle celebrazioni liturgiche in onore dei defunti.

I cubicoli, le gallerie e gli accessi sono in esse solo ed esclusivamente ad uso sepolcrale. Ogni tipo di celebrazione liturgica a suffragio dei defunti era infatti da considerarsi come una sorta di contatto tra i vivi ed i morti e percio, considerato come una pratica impura.

 Le epigrafi che sono state rinvenute  nel sito venosino, testimoniano la presenza in questo luogo di una consistente comunità ebraica stanziale tra il IV ed il IX secolo a.C, forse addirittura più potente di quella di Roma, la cui origine potrebbe essere ellenistica e non palestinese o mesopotamica. Di sicuro le epigrafi denotano che gli ebrei presenti a Venosa dovevano essere molto ben integrati: commercianti (probabilmente in origine , di stoffe preziose), artigiani, medici ed anche personaggi influenti che ricoprivano alte cariche nell’amministrazione cittadina.

È straordinario come questo sito sia riuscito ad arrivare ben conservato fino ai nostri giorni visto che il tufo è un materiale friabile , granulare e di origine vulcanica.  Per questo ci è voluto negli anni scorsi un lungo lavoro di restauro e consolidamento da parte della Sopraintendenza dei Beni archeologici .

Il video che mostra  il complesso monumentale è fruibile dal  sito www.beniculturali.it  (ora è possibile ritrovarlo  anche sul canale youtube), è stato girato dalla società GeoNature e realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e all’adesione ad un progetto di ricerca con la Fondazione beni culturali ebraici in Italia, l’associazione Daniela Nicastro ed il Cnr di Tito. Attraverso questo viaggio virtuale si ha  sensazione affascinante di essere portati in epoche lontane,  immersi in una atmosfera sacra , in cui sembra quasi doveroso far silenzio avvolti da una suggestione di profondo rispetto verso un luogo meraviglioso sopravvissuto a millenni di storia.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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