adelaide lombardi
Durante il periodo del lockdown , quando per intenderci girava come un mantra la frase: “andra tutto bene”, con finalita di autorassicurazione psicologica per essere stati ce catapultati in una realtà ignota temibile (dalla quale , purtroppo, non si sa tutt’oggi se e quando ne saremo fuori definitivamente), di grande aiuto è stata la campagna # iorestoacasa e # la culturanonsiferma.
Oltre ad essere una testimonianza di grande interesse del culto dei morti nell’ antichità , queste catacombe sono importanti perché costituiscono un un raro esempio di integrazione della cultura latina ebraica e cristiana. A questo proposito occorre dire che per tradizione si è sempre pensato che gli ebrei avessero imitato la pratica di costruire le catacombe dai primi cristiani tra il III ed il V secolo d.C ,ma studi recenti su catacombe ebraiche di altri siti sembrerebbero mostrare il contrario.). E’ probabile dunque che questo sistema di sepoltura fosse stato ideato dagli ebrei e solo successivamente imitato dai cristiani. Inoltre a differenza di quelle cristiane s nelle catacombe ebraiche si può ravvisare la presenza di decori a fresco con simboli ebraici. Ma la distinzione tra i due tipi sistemi sepolcrali oltre che meramente artistica e decorativa è anche di “significato” poiché nelle catacombe ebraiche non vi è infatti la presenza di ipogei normalmente adibiti alle riunioni pubbliche ed alle celebrazioni liturgiche in onore dei defunti.
I cubicoli, le gallerie e gli accessi sono in esse solo ed esclusivamente ad uso sepolcrale. Ogni tipo di celebrazione liturgica a suffragio dei defunti era infatti da considerarsi come una sorta di contatto tra i vivi ed i morti e percio, considerato come una pratica impura.
Le epigrafi che sono state rinvenute nel sito venosino, testimoniano la presenza in questo luogo di una consistente comunità ebraica stanziale tra il IV ed il IX secolo a.C, forse addirittura più potente di quella di Roma, la cui origine potrebbe essere ellenistica e non palestinese o mesopotamica. Di sicuro le epigrafi denotano che gli ebrei presenti a Venosa dovevano essere molto ben integrati: commercianti (probabilmente in origine , di stoffe preziose), artigiani, medici ed anche personaggi influenti che ricoprivano alte cariche nell’amministrazione cittadina.
È straordinario come questo sito sia riuscito ad arrivare ben conservato fino ai nostri giorni visto che il tufo è un materiale friabile , granulare e di origine vulcanica. Per questo ci è voluto negli anni scorsi un lungo lavoro di restauro e consolidamento da parte della Sopraintendenza dei Beni archeologici .
