Con l’elezione del neo presidente della provincia, Francesco Mancini, riparte la collaborazione tra PD e M5S. Nulla di ufficiale, se non un accordo di desistenza sottoscritto dalle segreterie regionali dei due partiti e notificata agli altri partner del campo largo, chiamati a ratificare l’accordo in un incontro di coalizione. Il centrosinistra si ricompatta sulla figura del presidente della provincia. Un lavoro di ricucitura importante il cui merito va senza dubbio alla capacità di mediazione del segretario Lettieri. Segretario che ha saputo motivare i partner della coalizione chiedendo un ennesimo gesto di fiducia nei confronti del partito democratico, impegnandosi a “considerare tutti i partiti in egual misura”. Buoni propositi per il futuro, se si vuole ricorrenti e abusati, che il Pd sa mettere in campo quando serve. Futuro che prevede la collaborazione, il rispetto e la pari dignità di tutte le forze politiche, a prescindere dalla percentuale di voti ottenuti . Il principale prezzo pagato rispetto al voto dei cinquestelle su Mancini è per il Pd il silenziamento delle critiche a Bennardi e un suo lasciapassare fino a fine mandato. Come farlo accettare agli elettori, che già gridano al solito inciucio per garantire alcune poltrone, è lasciato al buon cuore di chi continua a difendere l’operazione come necessaria per evitare che il cdx conquistasse anche la provincia. Nel frattempo, Bennardi porta a casa un voto in più per la sua maggioranza, ridotta all’osso. Il consigliere della lega, Cinnella, sulla stessa scia del suo predecessore, Lisurici, “lascia la minoranza” e diventa il 17esimo consigliere a sostegno di Bennardi. Immediatamente dopo il comunicato del consigliere Cinnella, veemente attaccato sui social dal suo predecessore, Lisurici, il sindaco Bennardi sblocca la nomina di Francesco Salvatore ad assessore. Salvatore, ex presidente del consiglio, si occuperà di turismo e varie ed eventuali. L’opposizione, nel frattempo, aspetta con favore l’ingresso della prima dei non eletti che gli subentrerà, la dottoressa Amoruso, la quale non ha mai fatto mistero del fatto di essere oppositrice della maggioranza e del partito che pure le ha dato la possibilità di entrare in consiglio, il M5S. Molti giurano che gli equilibri di maggioranza potrebbero ancora subire scossoni ove si verificasse che il consigliere della Lega non sarebbe intenzionato a lasciare il gruppo che lo ha portato in consiglio. Una scelta di non poco conto che vedrebbe M5S, Socialisti, Verdi ed ex Volt insieme a Lega per Salvini premier, fino alla fine del mandato. Non sarà facile. Nelle prossime ore sono state convocate le segreterie regionali dei partiti che potrebbero avanzare ulteriori garanzie di non inquinamento della maggioranza con forze dichiaratamente di centrodestra. Lasciare nelle mani di Cinnella il futuro di Bennardi è un azzardo, ma al sindaco non dispiace la suspence. Vedremo nelle prossime ore quali saranno le reazioni. Per quanto possiamo capire, nonsiamo ancora all’ultimo capitolo di questa saga mortificante che coinvolge la città. R.R.
L’ELEZIONE DI MANCINI E’ UN SUCCESSO DI LETTIERI. HA VINTO LA DESISTENZA
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