L’ENI, GLI INDIANI DI BASILICATA E GLI SPECCHIETTI

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Perchè dobbiamo pensare che l’Eni con la nuova rivista sul territorio valdagrino affidata ad un valente giornalista voglia offrire agli indiani di basilicata lo specchietto  in cambio dell’oro nero? Perchè non dobbiamo pensare positivo e credere che il nuovo mezzo di comunicazione voglia inaugurare un rapporto tutto diverso con la popolazione , dicendo cose vere, portando argomenti seri e fatti certi? Io non sono pessimista e  mi aspetto che dopo la disastrosa esperienza del Cova, dopo una tragedia evitata per un pelo dall’intervento della Magistratura, dopo lo spavento delle acque “antropizzate” del pertusillo,  l’Eni  abbia deciso di abbandonare gli scarponi e provare ad entrare nelle case della val d’agri con deferenza e rispetto. Una comunicazione appropriata alle circostanze dalla quale trarre la sensazione che il management dell’azienda petrolifera, consapevole di quello che vent’anni di estrazione più o meno selvaggia e di inquinamento più o meno voluto, porti argomenti del tipo: vogliamo rimediare, vogliamo portare sviluppo, vogliamo far capire che la nostra grande azienda è capace di portare per mano una regione a crescere, che , come abbiamo fatto in altre parti d’italia, mettiamo a disposizione il nostro più evoluto know how , la chimica verde, le nuove strategie per l’energia alternativa che pure stiamo portando avanti. Vogliamo aiutarvi a combattere l’esodo dei giovani portando nelle aree industriali le nostre competenze, la nostra capacità di riorganizzazione, il nostro indotto più evoluto, sopratutto oggi che abbiamo fatto l’accordo con il Cnr per per una strategia di modernizzazioen di lungo periodo . Dateci solo il tempo di operare, di rimediare, di far vedere il volto pulito e trasparente di questa grande azienda che è grande perché rappresenta l’Italia del fare, l’Italia dell’agire. Speriamo che sia così e non che, nell’intento di far capire che tutto va bene, facciano servizi nei quali la val d’agri appare meravigliosa, la Basilicata un territorio unico,   i fagioli di Sarconi sono più buoni di prima, il pecorino di Moliterno  si stagiona meglio all’aria che fuoriesce da Viggiano, l’acqua del Pertusillo è diventata minerale naturale e che volendo può essere anche effervescente.  Abbiamo bisogno di una comunicazione che sia lo specchio di cambio di mentalità da parte della grande società petrolifera,  una mentalità che recuperi quella cultura dì’impresa che è nel Dna delle società partecipate e che dovrebbe fare l’interesse dello Stato in un contesto di bene pubblico e non gli interessi dello Stato centrale contro il pezzo più debole della sua periferia. Io non sono tra quelli che dicono “no” a prescindere, ritengo che certi sacrifici si debbano fare nell’interesse generale, ma che questi sacrifici debbano essere valutati , ridotti al minimo negli effetti e adeguatamente messi a confronto con benefici reali all’intera comunità, che non sono soldi, ma l’assunzione di responsabilità a portare per mano una regione verso un pieno sviluppo. Sono pronto a condividere la tesi di chi dice che non è solo colpa di Eni se le cose sono andate così e che le rojalties hanno fatto da collanine e specchietti per alcuni nostri capitribù. Ma la storia è cambiata in questi anni e siamo capaci di leggere la verità di un Sud che è diventato il pozzo di reiniezioni degli affari del Nord. Buon viaggio, Sechi.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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