Leonardo Pisani
A quant’anni dalla morte, non poteva essere dimenticato quel figlio di emigranti che divenne un innovatore nella Pedagogia, un apostolo dell’inclusione tra Vecchio e Nuovo Mondo, e lo si deve grazie al lavoro dell’Università di Foggia e del Comune di Avigliano, paese natale di Leonardo Coviello, passato alla storia come Leonard Covello, promotori il Convegno internazionale bilingue “Viaggio nella comunità italoamericana di New York. Vita e pedagogia di Leonard Covello (1887-1982)”, organizzato in occasione del quarantesimo anniversario dalla morte dell’educatore e teorico della pedagogia. Il convegno si terrà online il prossimo 4 ottobre a partire dalle ore 9,30 sulla piattaforma e-learning Unifg. Si tratta di un progetto di ricerca, studio, traduzione e analisi su Leonard Covello. Come sottolinea Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie che aprirà il convegno figura, Covello è una figura educativa determinante “per un’integrazione scolastica dei figli degli immigrati che passasse attraverso il riconoscimento del valore della loro cultura d’origine”.
Via Telesca, ex via Porta Castello
Non solo imparò perfettamente l’inglese, ma anche il francese e lo spagnolo: gli saranno utilissimi in futuro. La carriera scolastica è folgorante: supera tutte le difficoltà, comprese quella razziali, vince una borsa di studio al liceo che dal 1907 al 1911 gli permise di frequentare la Columbia University e di laurearsi. Poi Nel 1913 fu assunto come insegnante di francese alla DeWitt Clinton High School. Arriva il 1917 e gli Stati Uniti di Woodrow Wilson entrano nel conflitto mondiale, era la fine della “Dottrina Monroe“ e dell’isolazionismo Usa nelle vicende non americane. Covello partì volontario in Francia, per la sua conoscenza della lingua francese fu assegnato a compiti di interprete e di intelligence. Poi 1920 tornò al suo lavoro di insegnante alla DeWitt Clinton High School, dove approfondì le sue riflessioni pedagogiche sull’integrazione dei ragazzi italoamericani. Qui arriva la grandezza dell’aviglianese, apostolo dell’integrazione . Sulla sua figura Luigi Scaglione, Coordinatore del Centro Lucani nel Mondo” afferma: ” Il museo dell’emigrazione è solo un’appendice della nostra attività. Aprendo le porte di quello che è chiamato forse impropriamente un Museo, il Museo dell’Emigrazione Lucana, si trova una grande sorpresa a dispetto di chi ha immaginato ed immagina che siamo difronte ad un sogno irrealizzato ed irrealizzabile. Ed in effetti nel raccontare all’epoca la storia dell’emigrazione avevamo visto lungo con la similitudini delle migrazioni che in questi giorni ci appaiono davanti ai nostri occhi in ogni dove. Dal Mediterraneo al Messico come in fondo è la storia di Leonard Covello, insegnante di pedagogia, fondatore di uno dei centri dell’immigrazione italiana è a tutto tondo il prototipo di Un racconto emozionale che suscita sentimenti contrapposti compreso le divaricazioni sulla storia dell’emigrazione lucana per i quali gli intellettuali in perenne conflitto con le date e gli inizi del fenomeno sembrano non volersi arrendere all’idea della sua storicizzazione e immaginano di riuscire a segnare addirittura il punto di partenza ma anche quello di arrivo. Un punto di partenza dunque che non c’è perchè altrimenti diremmo che per noi il primo vero emigrante era Orazio. L’altro ieri parlandone con i giovani delle diverse realtà della Regione abbiamo ricordato una frase di Orazio che dice: chi solca i mari, muti i cieli e non l’anima. Leonardo Coviello è in piena sintonia con il grande Orazio, proprio per questo suo essere stato legato alla sua terra, non mutando mail l’animo di chi interpretava il genius aviglianese. E Lucano».
Covello in visita alla casa natia
Nel 1956 si ritirò dal ruolo di preside della Franklin High School ed accettò un incarico di consulenza presso la Divisione Migrazioni del Dipartimento portoricano del Lavoro. Tra i riconoscimenti «il più elevato, concessogli dal Congress americano, che, in data 14 dicembre 1966, gli assegnava una medaglia d’oro su relazione di Robert Kennedy. Era la “Meritorius Service Medal. In anni successivi, Louis Clapes (Claps), sindaco della città di Stamford, di origini aviglianesi anche lui, fissò al 21 agosto il ”Leonard Covello Day, come scrive Giovanni Caserta in Leonard Covello. Sempre legato a Avigliano, mantenne corrispondenza con i parenti e ci ritorno nel 1938 e poi a trovare l’amico Gennaro Claps nel 1973 era tornato in Italia, in Sicilia su invito di Danilo Dolci per applicare i suoi metodi educativi ai ragazzi siciliani. Covello morì il 19 agosto 1982 a Messina.
“Il convegno è una pietra miliare che l’Università di Foggia offre al territorio e alla comunità scientifica sul primo di tanti personaggi che ancora oggi sono nascosti nelle pieghe della storia e che hanno bisogno di essere illuminati, diffusi, divulgati” ha dichiarato Cagnolati. Il sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca, entusiasta dell’iniziativa e delle prossime attività che seguiranno, ha commentato: “Le manifestazioni volte a ricordare la figura di Leonard Covello, messe in campo dal Comune di Avigliano insieme all’Università di Foggia ed altri, restituiscono a questa potente figura vigore nel presente e luce per il futuro”. Si tratta di un risultato ottenuto dopo anni di ricerca tra l’Italia, New York e Philadelphia e che potenzia sia l’internazionalizzazione dell’Università di Foggia sia il radicamento con il territorio, considerato che la Basilicata e la Puglia hanno da sempre un rapporto stretto e speciale.
Con Franck Sinatra
Come sostiene Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata: “Un convegno internazionale sulla figura di Leonard Covello consente di parlare della grande attualità del suo operato a favore dell’integrazione tra i popoli e della tutela delle differenti identità culturali. Leonard Covello rappresenta ancora oggi un fulgido esempio di inclusività e di rivitalizzazione sociale”. Sulla scia della pedagogia inclusiva e accogliente anche le dichiarazioni di Renato Cantore e Luigi Scaglione, Direttore scientifico e Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel mondo: “Covello ci lascia un grande insegnamento, valido ancora oggi e in ogni paese: la vera integrazione dei migranti è possibile solo riconoscendo che chi arriva è portatore di una cultura e di valori che non vanno cancellati, ma valorizzati come un arricchimento per la nuova patria che li accoglie”. Moltissimi i partner italiani e statunitensi coinvolti, come i nomi importanti di relatori di fama internazionale.
Il coinvolgimento delle scuole della Regione Basilicata e della Provincia di Foggia è determinante per diffondere il metodo, il pensiero e la storia di una grande figura ancora troppo dimenticata in Italia. Il convegno è aperto a tutti.
Justina Barrett della Historical Society of Pennsylvania, Philadelphia sottolinea che: “La Historical Society of Pennsylvania è onorata di prendere parte a questo evento dedicato a Leonard Covello e al suo lavoro di educatore e scrittore. La sua ricerca e il suo attivismo hanno creato un modello di istruzione incentrato sullo studente che ha portato benefici ai bambini delle comunità di immigrati nel XX secolo. Invitiamo i ricercatori a saperne di più negli archivi dell’HSP e a considerare come queste idee siano fondamentali per le scuole del XXI secolo”. L’importanza scientifica di questo convegno è rimarcata da Antonella Cagnolati, Professoressa ordinaria di Storia della Pedagogia: “Il convegno “Viaggio nella comunità italoamericana di New York. Vita e pedagogia di Leonardo Covello (1887-1982)” previsto per il 4 ottobre all’Università di Foggia vuole essere un punto di arrivo di tutte le ricerche che sono state fatte fino ad oggi su di lui ma soprattutto un punto di partenza per lo studio di altri importanti figure italoamericane. La ricerca che io e Carmen Petruzzi stiamo portando avanti crea un solco nella riscoperta della produzione teorica di Leonard Covello, una divulgazione della sua figura e dei suoi scritti, in particolare The Heart is the Teacher che sarà pubblicata a breve in italiano con una traduzione curata da Carmen Petruzzi. Covello merita di essere esplorato come personaggio e figura di spicco della comunità italoamericana in particolare negli anni 30 e 40 del secolo scorso perché il suo destino, la sua traiettoria esistenziale è stata decisamente diversa, impensabile. In forte distonia e divergenza rispetto a quelle piccole abitudini dei paesi da cui provenivano e che spesso avevano lasciato anzi una traccia indelebile nella loro crescita e formazione, il piccolo Leonard forse si sarebbe potuto indirizzare verso lavori di tipo artigianale, verso forse la delinquenza come appare ben chiaro in alcune memorabili scene del Padrino di Francis Ford Coppola ma lo studio, la tenacia, la volontà di essere d’aiuto ai suoi connazionali lo rende diverso. Covello diventa un leader in quella che potremmo definire oggi la pedagogia della marginalità o ancora meglio la pedagogia dell’accoglienza. Non solo c’è il suo impegno di preside della Benjamin Franklin High School ma si tratta di una scuola sperimentale che si apre all’esterno, alle famiglie, a coloro che hanno bisogno di imparare l’inglese, a coloro che hanno bisogno di studiare quei moduli tanto difficili per arrivare all’agognata cittadinanza americana”. Una scoperta avvenuta per caso nella Grande Mela, quella di Covello, personaggio poco valorizzato e ci racconta una delle protagoniste di questa ricerca, anzi colei che ha avviato tutto, la dottoressa Carmen Petruzzi : “Nel 2020 ero a New York per perfezionare la conoscenza degli elementi della ricerca quantitativa, mi imbattei in un passaggio del libro di Covello The Heart is the Teacher. Non avevo mai sentito parlare di Covello prima di allora, né era citato in alcun volume di storia della pedagogia. Una mattina contattai la professoressa Cagnolati e cominciammo così a raccogliere materiale. In Italia erano usciti un paio di articoli quasi venti anni prima che approfondivano solo gli aspetti di storia dell’alimentazione, pochissimi riferimenti alla sua pedagogia e alla scuola di comunità. Da quando sono rientrata in Italia nell’estate del 2020 ho portato con me i suoi libri e articoli in lingua inglese ed ho cominciato a tradurre in italiano . Nei prossimi mesi usciranno una serie di volumi che sono indispensabili per tradurre il suo messaggio.
Covello comprese l’importanza dell’assimilazione attraverso un percorso di accettazione culturale. Spesso le seconde generazioni nascondevano le proprie origini a causa degli stereotipi negativi che circolavano soprattutto sugli italiani di origine meridionale, chiamati olives, semi-white per la carnagione scura. Il pluralismo culturale di Covello esaltava le origini, le tradizioni e la lingua degli studenti di origine italiana che entrava per la prima volta a scuola come opzione di scelta tra le lingue straniere moderne.
Sul piano sociale, invece, comprese che l’isolamento delle famiglie immigrate nei quartieri più degradati di New York non favoriva l’inclusione e una normalizzazione allo stile di vita statunitense. La sua scuola di comunità, la Benjamin Franklin High School fu la prima scuola superiore del quartiere di East Harlem. Nella scuola oltre al classico curriculum e alle attività laboratoriali, Covello era a disposizione degli studenti tutti i giorni per ascoltare i problemi, solitamente economici e familiari. Questi problemi erano più o meno sempre gli stessi e rallentavano l’integrazione nella comunità.
L’ascolto empatico era la molla di un’azione sociale che coinvolgeva tutta la comunità. La vita di strada entrava a scuola e la scuola usciva per strada: le questioni sociali entravano nella Benjamin Franklin e diventavano argomento di discussione, di progettazione e di attivismo che trascinava studenti, insegnanti, famiglie e abitanti del quartiere a prescindere dal colore della pelle, dal credo e dalla lingua parlata a casa. La scuola si faceva carico del benessere sociale e diventava un punto di riferimento imprescindibile per il progresso individuale e comunitario. Se pensiamo al dibattito contemporaneo sulle seconde e terze generazioni e alle buone pratiche di accoglienza, ci rendiamo conto che Covello è stato anticipatore dei tempi, un vero leader di comunità che ha dedicato la sua vita ai ragazzi e al quartiere di East Harlem.
Nell’ultimo anno l’Università di Foggia ha firmato un partenariato con il Comune di per cui si collabora da tempo con il sindaco Giuseppe Mecca e l’assessora alla Cultura Angela Maria Salvatore, quest’ultima ha realizzato un bel convegno per ricordarlo proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte, lo scorso 19 Agosto.
L’Università di Foggia tiene a cuore il rapporto con il territorio aviglianese che rappresenta anche negli scritti di Leonard Covello sia un ricordo che un riferimento comparativo importante per cui siamo molto contente di lavorare insieme alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Avigliano e al Centro Studi Lucani nel Mondo, presieduti da Donato Salvatore e da Luigi Scaglione.
Altri importanti contatti internazionali che abbiamo avviato sono quelli con la professoressa Donna Chirico dello York College di New York, con l’Italian American Museum del professor Joseph Scelsa, esperto di storia della comunità italoamericana della Grande mela, con Historical Society della Pennsylvania che ha messo a disposizione tutto l’archivio Covello e le risorse online anche a distanza per continuare la ricerca e la scuola superiore Benjamin Franklin High School, oggi Manhattan Center for Science and Mathematics.
Questa rete dimostra che la ricerca storica non si fa solo negli archivi impolverati ma con le persone, dentro le cose, gli oggetti, attraversando stanze e seguendo le orme del passato. Siamo grati all’attenzione della Regione Basilicata e degli uffici USR Basilicata e UST Foggia che hanno riconosciuto l’importanza di questo evento internazionale. Maddalena Tirabassi e Anthony Tamburri sono attesi nella mattina e nel pomeriggio con i discorsi di apertura e quello di keynote speaker, entrambi sono due studiosi di storia e letteratura italoamericana di fama internazionale. L’Università di Foggia è riconoscente alla Fondazione Monti Uniti e al presidente Aldo Ligustro che ha accolto prontamente l’invito e coprirà i costi di pubblicazione degli Atti del Convegno su Leonard Covello. Un ringraziamento sincero va ad Angela Maria Salvatore e a Renato Cantore che sono stati essenziali per la realizzazione dell’evento in programma, due splendide persone appassionate e umili che hanno messo a disposizione il tempo e la loro esperienza in questo convegno. Il 4 ottobre non è un punto di arrivo ma una data di partenza che testimonia la solidità del partenariato e della rete che si è creata negli anni. L’Università di Foggia e il Comune di Avigliano non si fermano qui”.
Il programma del convegno è visibile anche sul sito dell’Università di Foggia https://www.unifg.it/it/leonardcovello
Nella prima pagina c’è il link interattivo che rimanda alla piattaforma del convegno che è aperto a tutti.
