Il silenzio che i principali esponenti del Pd mantengono sulla situazione politica regionale viene vestito come un segno di rispetto per Marcello Pittella , nel senso che si vuole sapere prima da lui che cosa ha intenzione di fare. Nella realtà è un segno di impotenza rispetto ad una situazione che è diventata ingovernabile sia per quelli che stanno a Roma, sia per quelli che stanno a Potenza o Matera. E in questa ingovernabilità c’è il quesito su come il Governatore esce dal trauma che lo ha riguardato, con quali sentimenti e con quali intenzioni. Non è affatto scontato che Il Governatore si lasci trasportare dalla corrente del pensiero comune, quello che vorrebbe un presidente che accontenta tutti e che consente a tutti di ripararsi alla meglio dalla tormenta di pioggia e vento , aspettando che il cielo si calmi. E’ da mettere in conto ipotesi anche diverse che escludano le ammucchiate e che portino il Presidente uscente a buttare tutte le fiches sul piatto, nel senso che o si fa quello che dice lui o non se ne fa niente. E il niente non deve far paura a lui che in consiglio regionale i suoi è in grado di portarseli, magari per una parentesi di opposizione e nella prospettiva di un voto anticipato. Mentre è da dare per scontato che , fuori Pittella, un politico militante del Pd o del centrosinistra non può avere l’appoggio del presidente uscente , non è scontata invece la possibilità che alla fine il nome possa uscire da una lista che non sia di partito ma di movimenti espressione dei territori, un nome proposto da una lista e bene accetto a tutti. In questa direzione ci sono movimenti interessanti da parte di personaggi pubblici ed ex consiglieri che sono accomunati da un consenso personale maturato sul territorio da un rapporto corretto e serio con la popolazione e che ambirebbero a fare un movimento di ripresa democratica, magari pensando ad un candidato governatore che li possa rappresentare per serietà e capacità. 