L’INTER NON NE AZZECCA UNA

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ROCCO SABATELLA

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Stefano Pioli sarà il terzo allenatore a libro paga della formazione milanese in questa stagione. Con la speranza che finalmentei dirigenti nerazzurri abbiano imbroccato finalmente la scelta giusta. Quasi quasi viene da pensare che alla fine Mancini ha fatto la scelta migliore quando ha deciso di lasciare  o meglio di farsi esonerare dall’Inter. Perché con la sua esperienza avrà intuito che, nonostante la faraonica e costosa campagna acquisti, all’Inter non c’erano le condizioni giuste per fare il lavoro come desiderava lui. E se questa situazione così confusa dovesse continuare, abbiamo seri dubbi che Simeone, il sogno di dirigenti italiani e cinesi e dei tifosi, possa accettare di venire ad allenare i nerazzurri fra un paio di anni. Anche perché bisognerà aspettare almeno due anni per portare l’allenatore dell’Atletico Madrid a Milano visto che a Pioli è stato fatto sottoscrivere un contratto per la restante parte di questa stagione e per la stagione 2017-2018. A meno che non si decida di far concludere questa stagione cominciata e proseguita in maniera disastrosa al nuovo allenatore e poi si acceleri al massimo per concludere con il Cholo. E in questo caso bisognerà trovare l’accordo con Pioli per la risoluzione del contratto, oppure se il tecnico argentino decidesse di arrivare subito in Italia e Pioli facesse resistenza, ci si avvierebbe verso un altro esonero. Uno scenario che potrebbe ovviamente mutare se Pioli dovesse fare bene in questa sua esperienza, la prima, con una big del campionato italiano. E noi siamo convinti che questa scelta di un tecnico italiano bravo e soprattutto realista come l’ex di Lazio e Bologna, andava fatta esattamente nel momento del divorzio tra l’Inter e Mancini. Perché è inutile girarci intorno: à stata completamente sbagliata la scelta di De Boer. Perché un conto è allenare una banda di ragazzini provenienti dal fertile vivaio dell’Aiax e riuscire anche a vincere in un campionato molto scadente dal punto di vista tecnico, un altro è essere catapultato in uno dei più complicati tornei d’Europa e per di più andare a misurare le proprie capacità in una squadra che qualche problema doveva averlo fino al punto da costringere Mancini ad abbandonare. De Boer non si è dimostrato all’altezza del compito perché in due mesi di lavoro e sono anche tanti non è riuscito a dare all’Inter un gioco, un’identità precisa ed anche entusiasmo. Detto che questa scelta non andava assolutamente fatta, ci meravigliamo anche che De Boer sia rimasto così a lungo sulla panchina milanese pur inanellando solo brutte figure e risultati molto deludenti. E uno degli azionisti e sponsor storici della società nerazzurra Tronchetti Provera ha fotografato molto bene la situazione dell’Inter:” Suning non  può gestire una società di calcio dall’altra parte del mondo”. Ma anche chi è preposto alle responsabilità dell’area tecnica, avrà sicuramente le sue colpe quando ha deciso che De Boer fosse l’allenatore adatto a risollevare l’Inter. Adesso Pioli è atteso ad un impresa titanica per far recepire le sue idee di calcio a giocatori che già hanno dovuto dimenticare le idee di Mancini e abituarsi a quelle di De Boer. Per poi, da venerdì prossimo, resettare tutto ed entrare in sintonia con Pioli. Ma Pioli ha un vantaggio notevole: è italiano e non avrà problemi a dialogare e a farsi capire. Al contrario di De Boer che per parlare alla squadra ha avuto bisogno dell’interprete.

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Rocco Sabatella

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