Lo sfogo del patron del Potenza, Macchia

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Giovanni Benedetto

Uno sfogo che un Presidente Macchia amareggiato proprio non è riuscito a trattenere.
L’aveva annunciato già alcune settimane fa, e rinviato per non turbare il destino elettorale di Salvatore Caiata che era in corsa per un posto in Parlamento.
Quindi una decisione procrastinata per fare prevalere il rispetto al rancore.
Nonostante il mese trascorso, non l’ha accantonata, l’ha riproposta ieri mattina in conferenza stampa, quando ha snocciolato tutti i debiti, ufficiali e non, che ha ereditato dal vecchio patron.
Bilancio sottoposto al vaglio di un Advisor  che ha  evidenziato un quadro debitorio severo e tale da allontanare qualsiasi investitore di buona volontà.
Donato Macchia però , pur immaginando di affrontare una debitoria intorno ai due milioni di euro, di fronte alle nuove cifre è andato avanti per senso di responsabilità.
Debiti col fisco di 1,2 milioni di euro, altri 470 mila euro dovuti ai tesserati poi diventati 630, da aggiungere altri 50-60 mila euro di debiti commerciali e poche decina di migliaia di euro già vincolati sul conto per saldare alcuni pignoramenti.
Le quote societarie, come pattuito, non avevano alcun valore, l’unica richiesta fatta dalla società cedente è stata di 150 mila euro a titolo di ristoro per tutto il personale non dipendente che ha collaborato volontariamente con la società negli ultimi cinque anni.
Un’ulteriore aggiunta di 100 mila euro di cui metà, 50 mila, per un rimborso anomalo che la società fece a Caiata nel mese di aprile scorso, e l’altra metà a titolo di prestito personale che Macchia provvisoriamente anticipò per consentire a Caiata di ricapitalizzare la società al minimo, nell’assemblea dei soci del 30 maggio.
Il rammarico maggiore di Macchia  non è tanto nel monte debiti, quanto la restituzione solo parziale del prestito di 50 mila euro e nella mancanza di documenti e quindi di trasparenza che hanno messo in difficoltà gli uffici amministrativi della nuova società ad adempiere a tutte le scadenze in corso.
Un passaggio di consegne che, per prassi,  se eseguito rispettando le norme , avrebbe dovuto costituire un atto quasi indolore per la società subentrante , messa correttamente in grado di rispettare  gli adempimenti e le scadenze previste.
È solo una prima sintesi dei debiti ufficiali, ci saranno degli aggiornamenti man mano che affioreranno altri creditori o pignoramenti e infatti qualcuno ha già ha bussato alla porta tanto da mettere in guardia il patron del Potenza da altre future pretese.
Una partita piena di scorrettezze, alcune da punire con cartellino giallo e forse una, quella della  restituzione parziale, col rosso, sempre secondo Macchia.
In tutta questa vicenda c’è da osservare il gol in zona Cesarini realizzato da Caiata,  causato da un assist di Macchia, quando con la regolarizzazione di tutte le pendenze economiche con i tesserati, il presidente uscente ha potuto svincolare a suo vantaggio la fedejussione di 350 mila euro che aveva versato in banca a titolo di garanzia nel giugno 2021.
Il presidente Macchia ha aggiunto che senza il suo intervento la squadra sarebbe affondata in una categoria regionale e ha elogiato la presenza dell’associazione Potenza 1919 che grazie all’esborso di cifre importanti ha evitato le scure della Co.vi.soc  , già in provinto di essere usata nell’inverno 2022 condannandoci alla retrocessione diretta.
Ha dichiarato che nonostante le sorprese trovate sui debiti e sul conto corrente, rifarebbe tutto quello che ha fatto perché la sua priorità è di dare alla città e alla tifoseria potentina una squadra che possa regalare tante soddisfazioni ai tifosi e visibilità della squadra e della città che rappresenta  in tutta Italia.
In attesa di sapere il 15% delle quote di Caiata nelle mani di chi andrà, si intensificano intanto le attività da mettere in campo tra il Potenza Calcio e l’associazione 1919.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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