L’OLIO LUCANO E’ UFFICIALMENTE IGP. PREMIATO UN LAVORO DI ANNI

0
Ogni giorno che passa si rafforza la convinzione che la strada tracciata nellagricoltura lucana è quella giusta e che da questo settore possono venire stimoli di sviluppo per lintera economia lucana. Ci sono voluti anni per portare a maturazione  un disegno fatto di modernizzazione e di ricerca della qualità , ma finalmente lo sforzo fatto da vari Governi regionali comincia a dare i suoi frutti. Quello che più impressiona è la quantità di prodotti a marchio che una regione piccola è riuscita ad ottenere, la qual cosa fa della Basilicata la terra delle eccellenze, la terra dei prodotti tipici,  la patria dellenogastronomia di qualità. Uno sviluppo che può avere un ulteriore spinta in una migliore organizzazione della promozione e soprattutto in una moderno sistema di vendita, che sono le principali incombenze lasciate al nuovo Governo regionale. Oggi si aggiunge alla lista dei prodotti a marchio, lolio lucano, che può fregiarsi della qualificazione di IGP, indicazione geografica protetta, che lo caratterizza come prodotto unico. Con il recente riconoscimento “IGP Olio lucano” sono saliti a 18 i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata: 5 Dop, 7 Igp, 4 Doc, 1 Docg, 1 Igt. A questi vanno aggiunti i 114 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Basilicata, il tutto per un giro di affari che vale 13,4 milioni di euro di cui 12 milioni per il vino e 1,4 milioni per i prodotti alimentari. La storia di questo percorso per portare l’olio lucano al riconoscimento IGP   è una storia a suo modo esemplare, perchè essa parla della difficoltà della classe dirigente a superare la frammentazione e il campanilismo, fatto dalle tante zone che vantavano produzioni di eccellenza, con cultivar diverse da un territorio a mosaico, dove la pianura , la collina o il vulcano confluiscono a dare qualità organolettiche specifiche.  E si è dovuto combattere per mettere insieme in una sola proposta di attestazione di tipicità tutta la produzione olivicola lucana, il solo mezzo per poter aggredire la grande distribuzione portando un quantitativo d’olio sufficiente a riempire gli scaffali dell’olio di qualità.  Senza voler nulla togliere ai nuovi arrivati, che si sono incamminati giudiziosamente verso la continuazione di questo lavoro,  questo risultato è per gran parte ascrivibile ai governi De Filippo e Pittella e all’Assessore Braia che dal 2015 si è messo a lavorare per superare i frazionismi ed i particolarismi vincendo la scommessa di far confluire in un unico olio lucano di indicazione geografica protetta l’intera produzione, che oggi tocca le cinquemila tonnellate e, quel che è importante, mette insieme 250 produttori e ben 119 frantoi. Notevole il lavoro tecnico prodotto dall’Alsia in questi anni, a dimostrazione che  quando si lavora bene i risultati non possono che arrivare. Che cosa significa il riconoscimento IGP? Che come per il vino , c’è  un salto di qualità certificata, un olio superiore che, come tale, può spuntare un prezzo più alto, calcolato in una media del 25 per cento di valore aggiunto. Ad Agosto insomma,la Gazzetta ufficiale ha portato una bella notizia. r.r.
Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento