Ho paura del tuo dolore
ho paura del tuo dolore,
non mi accosto alla sofferenza.
Non so trovare voce, per dare conforto.
Mi sembra di invadere
un campo inesplorato.
Mi allontano.
È come se nel mio cuore,
cercassi un modo
di proteggerti, di proteggermi.
S’illumina nei pensieri,
il coraggio dei tuoi occhi,
che staffilano questi giorni amari
che non finiscono mai.
Ho paura del tuo dolore.
Che è silenzio
In questo rumore.
Che non smette, batte ed è sempre notte

Attese
Dove vado!
dove odo il rumore di un’ansia,
di una attesa.
Sotto casa! o in altro posto!
dove ancora un filo di respiro,
sale dal mio gracile cammino.
Ti troverò ancora!
magari sommersa nei ricordi.
Un pantano del tempo,
tra il tanfo di un cuore malato,
di un’anima, senza colore,
dove è zucchero filato la visione.
Le visioni del tuo mare,
con le vele al vento,
guarderò ballare
chi non sa parlare.
Sarà forse un sogno,
quel rumore acerbo,
sopra il tuo grembo,
il canto del ritorno.
Mi fermerò! allora
sarà un’altra storia;
dura da digerire,
come bussala da capire.
Mille soglie da riempire,
o, peggio ancora,
sentire l’aria nell’ora
prima di morire.

Con gli occhi di un cieco,
sono stato al varco,
di questi anni sordi,
senza una voce,
muto!
Senza mai cadere,
spoglio nel capire,
ho guardato il mondo
senza navigare.
Con le parole di un sordo,
ho origliato i tuoi rumori,
smarriti dentro il cuore,
detenuto dai miei imprevisti,
cieco!
Coi colori smorti,
l’odore del mare,
sentivo le tue mani
bastonare la paura.
Con il sentimento di un muto,
ho guardato il muro,
oltre il rimpianto,
senza mai parlare,
sordo!
Con l’anima appesa,
dentro il male vento,
mi son chiesto se mai il tempo
apprendeva il ritmo dell’attesa.
Con il cuore spento,
non lo puoi capire
come va il mondo, e,
in quale direzione.
Batte!
Il prezioso evento
di una vita sempre greve,
a semafori spenti, si resta in cima
per sempre impazienti.
