Luigi Gilio Inverno
Dipingono l’aria di un cielo agreste
l’odor di caldarroste
sulle strade gelate
di un vulture in festa dai caldi frutti
prima che, come un pachiderma
s’infonde tutto al riposo
è come l’anima mia
che s’incera di buoni propositi
per l’altro che il sentimento seppur offusca
e si leva lieve alla solitudine
senza soffrir le pene
ancor prima di addormentarsi
l’albero o il fedele ceppo in questo inverno
manto che protegge il fuoco
sarà falò sotto le quiete stelle
il cantore del simil tratto
che sfugge agli occhi
del viaggiatore sull’orizzonte
anch’io mi sforzerò
di lasciar la modestia al pusillanime
e la maldicenza come sortilegio
non sarà appagato chi si sente intontito
e incoraggia la corrente
e le chiacchiere infinite al vento
Oh! Amico dei tempi infantili
che sorteggiavi la vita
sulle rughe di una madre
quale viaggio sarà più lungo del riposo
e chi saprà leggere
l’ansia delle tue spesse rughe
sulla stazione nessuna insegna
ferisce il tragitto
con il biglietto in tasca
saluti il posto
con tutto il coraggio
si riprende il cammino
dalla raccolta “Il sogno del Capitano” copyright Luigi Gilio