LUIGI GILIO
La canzone del vecchio ubriacone
Un ubriacone contento
Guarda il vento di fronte al tempo
Sbircia le parole
Che gli sfuggono dal cuore
Sembra perso
Ma ritrova la sua strada
Seduto al suo bancone
Il barista lo guarda ciondolare
Gli accantona il fiato
Perché non ha pagato
Conosce le sue storie
Perse a terra come vecchie foglie
Lo aspetta a casa
Una femmina che più non ama
Con il diavolo addosso
Cerca ancora la sua gonna
domani che verrà
Gli passa accanto senza gravità
Il paese è al buio
le nuvole son grosse in cielo
“La mia anima aspetta mentre muoio”
Dice
“Io l’affido ad un altro vangelo
Per brindare lasciami al mio mestiere
l’ultimo bicchiere”
lo sentito mentre fischiava
con il piscio nella tasca
abbaiare la sua notte alla luna
senza fatica alcuna
la sua sfida contro il mondo
cinge gli occhi nel profondo
un amico così strano
non ho mai più incontrato
il suo nome mi rimane
e come acqua scorre sopra un prato
una carezza gli ho potuto dare
il giorno che non ha saputo più tornare
guardo adesso la sua casa
chiusa dentro il tarlo del rumore
passo quando è forte il vento
come note storte di una canzone
sono storie di altri cento
melodie di Dio che accompagna l’ubriacone.