LUIGI GILIO, POESIE IN ITINERE

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LUIGI GILIO

Quanto sei bella

” Quanto sei bella!”
Avrei voluto dirtelo ancora ma il tempo ha disposto diversamente, si è defilato in quell’ottobre dai margini tenebrosi. Senza nessun biglietto è iniziato il tuo viaggio, senza nessun bagaglio, con un sorriso amaro, un addio che si è perso nelle notti senza luci, nei pensieri di ghiaccio.
Sono io l’illusione, tra il porporeo e il succoso, tra le anatrelle e le stampelle sono l’ombra che spasima, il ricordo che spazia tra gli arcani silenzi. Sono io l’illusione, inutile, ormai per sé, mantiene intatto a sé, i momenti, tra i migliori, che sanno riempire un grande vuoto .
“Quanto sei bella”,
Sono riuscito a dirlo mille volte ancora, senza saperlo, senza volerlo, tutte le volte che passo accanto ai posti che riconosco, ai posti dove è cresciuto un giorno un bel fiore e poi un altro fiore ancora.
Sono loro le mie care illusioni, sono loro che raccontano petali di storie da agganciare al mio vecchio cuore.

Vederti sorridere

Vorrei vederti sorridere ancora, allegra alla vita con gli occhi piccoli e le rughe sulla pelle come segni del tempo, crepe di un intonaco antico, ferito.
Tu, che hai saputo regalare battiti di vita, che hai sofferto in segreto il peso dei giorni e da sola cancellato dubbi e paure, ora sei un fragile vascello, che sbatte in un mare intorpidito, incerto, agli occhi nuovi che arrivano, che ti fanno tanto essere un’estranea.
Non tanto lontana dai muri, quei muri che hanno ombre amiche, ormai perse; non lontana dai sospiri che vergano l’aria, dai cuori che somigliano alle parole, dai rami ancora verdi che s’intrecciano alla speranza.
Vederti sorridere ancora intorno a questa vita che ti somiglia, che ha il tuo nome e si porta dietro tutto il tuo amore.

Le luci di agosto

Sono lucciole le luci intermittenti d’agosto, sono raggi di rugiada che scorrono lungo il crinale del caldo, le voce che arrivano da lontano, le piazze piene, le processioni.
Rallegrano la notte, con il canto largo delle cicale, prima che si faccia il conto dei granai, che si inizia a distillare il calice sotto le stelle; il duro lavoro dei contadini, vigilia di un nuovo autunno senza l’ansia dei dispiaceri, che si lasciano ghermire, che si lasciano dormire.
Sono le giornate afose che spengono le luci, che spezzano gli affetti appena ritrovati, che disilludono gli amori estivi come quando la pula si staccava dal grano al profumo del vento, così le illusioni sfacciate si lasciano cadere davanti alle porte chiuse.

La piazza si vive

Non è forse così che si riesce a fare rinascere una piazza dopo lo stanco declino di questi tempi, amari, rovinosi, pieno di abbandono.
La stessa aria tenace si spinge oltre i polmoni di chi crede che si risolve tutto con un manifesto di buone intenzioni, da battute elettorali perse per tempo appena il cappello stringe i gemiti di piccoli ingegni.
La piazza si vive, amando, respirando, delirando, con la pazienza che cresce nelle giornate vuote, solitarie, tra i pochi che ancora stanziano tra portoni semiaperti e portali sporchi di fango e memoria.
La piazza è racconto, un granaio di storie, custodite gelosamente tra le pietre e i palazzi, graffiti da ricercare nelle pieghe dei muri, unico tesoro goloso di una forte comunità.
Dobbiamo tornare a riempire le nostre piazze, rimettere a posto le case, riaprire le botteghe, dare colore a un cielo nuovo, a un canto nuovo.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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