Questa mattina il presidente della regione,Marcello Pittella, illustrerà il programma di contrasto al dissesto idrogeologico della regione, dando il via operativo agli interventi ( circa sessanta) previsti dal patto per la Basilicata e che nel settore dell’ambiente in generale quota qualcosa come 1 miliardo di Euro. Il piano di intervento sul dissesto idrogeologico rappresenta in questa prima tornata il dieci per cento della cifra complessiva e cioè qualcosa come 110 milioni di Euro. Sono zittite dunque le voci ,sempre alla ricerca di qualche appiglio polemico, che hanno visto lo Stato intervenire sul Piemonte ed altre quattro regioni del Nord e subito commentare che qui da noi lo Stato non c’.è. Invece c’è un piano ampio e che si sta portando avanti e , per quanto riguarda il erritorio lucano, si è già a buon punto. C’è stata tutta una fase preliminare di acquisizione di disponibilità tecniche dal punto di vista delle progettazioni e solo ora si è in grado materialmente di partire. Vedremo nel dettaglio quali saranno le scelte e in quali direzioni andranno le priorità. C’è però un tema al quale il presidente deve prestare attenzione ed è quello del rapporto con Anas nella vicenda della tutela della viabilità e della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade statali. Il passaggio di molte strade provinciali alla gestione dell’Anas dovrebbe autorizzare un tipo accordo che garantisca il buon funzionamento delle arterie e una opportuna vigilanza. Quello che è accaduto sulla Statale 18 tra Maratea e Sapri mette in evidenza che in certi luoghi non serve intervenire dopo, ma, prevenire e controllare quotidianamente il pericolo franoso, soprattutto quando queste frane sono agevolate da incendi e certi ingenti solo agevolati da mani criminali. Su questo una riflessione va fatta e vanno allestiti, non dico in tuta la viabilità statale ma almeno in quelle che si rivelano più insicure e trascurate, dei presidii di manutenzione permanente, come agiva una volta l’Anas sull’intero territorio statale. Da quando si sono eliminate le case cantoniere , e il presidio umano che esse assicuravano, si è assistito ad un drammatico peggioramento delle sedi stradali, con l’incuria del verde, il lavoro di rappezzamento fatto ogni tanto, e soprattutto il dilagare della spazzatura che in alcune strade è un’offesa alla decenza. Chi prende la Lagonegro-Tortora assiste ad un immondezzaio incredibile, inimmaginabile in una strada che è turistica . Allora, se la fantasia non manca ai nostri decisori pubblici, sarebbe il caso che ANAS e Regioni, mettendo insieme risorse umane e finanziarie, ripristinassero quel sistema di manutenzione ordinaria e di vigilanza, utilizzando da un lato i forestali che lavorano solo cinque mesi all’anno, e dall’altro mettendo in comune le risorse per la manutenzione straordinaria. Una gestione frutto di un patto, statale per statale, potrebbe giovarsi anche di interventi speciali , come l’inclusione sociale e come la utilizzazione operativa dei migranti. Si metterebbe insieme l’organizzazione del sistema antincendi, con quello della pulizia delle strade e della vigilanza sui boschi. Si incominci con la Maratea –Sapri e con la fondovalle del noce. Così ,tanto per farsi l’esperienza e capire se il modello può essere vincente. Giuseppe Digilio
MANUTENZIONE DELLE STRADE, TORNARE ALLE CASE CANTONIERE!!
0
Condividi