Come considerare la vicenda burocratica degli ipogei, a Matera, adesso che la pressione dell’opinione pubblica, che in questo caso ha nome e cognome, ha fatto svelare la corrispondenza tra Comune e Soprintendenza ? E’ stato un dialogo tra sordi, un malinteso, oppure una di quelle ordinarie furbizie per cui quello che si dice a voce non vale e vale solo quello che c’è scritto. Il siparietto, adesso che la vicenda è ricca di nuovi particolari, si apre con una Conferenza di servizio nella quale si esamina il progetto e si danno, da parte della Soprtintendenza, indicazioni su come muoversi per redigere il progetto esecutivo. Consigli relativi alla piantumazione, alla facciata della chiesa di Santo Spirito. Da quella sede decisionale erano esclusi gli interventi riguardanti gli Ipogei e il Palombaro Lungo. Punto.
Il progetto esecutivo, redatto dal Comune, se ne va per i fatti suoi , redigendo di fatto una nuova proposta progettuale che, come tale, avrebbe dovuto scontare di nuovo il parere della Soprintendenza, ma che invece si propone per la messa in gara.
Nasce la questione e l’opinione pubblica si infiamma. Ha dato o meno il parere la Soprintendenza su quell’obbrobrio che si vuole perpetrare agli Ipogei?
La risposta è : assolutamente no.! La Soprintendenza non approverebbe mai un progetto del genere perché esso andrebbe a compromettere l’area dell’antica cisterna, dovrebbe eliminare le scale di accesso e rimuovere la scalinata di accesso al vicinato di Santo Spirito che era stata realizzata per riprendere in maniera decorosa quella originaria.
A quanto si capisce, la Soprintendenza ha sbarrato il passo ad ogni tentativo di considerare approvato un progetto che non solo non ha rispettato le cose dette,ma ha introdotto nuove ed importanti modifiche al punto da essere altra cosa rispetto a oin linea di massima assentito. Per evitare malintesi avrebbe detto, in questi giorni in una lettera inviata al Sindaco, in linea di principio su cosa non è d’accordo. E sarebbe bene che la risposta della Soprintendenza fosse resa pubblica, in maniera da capire dove può arrivare l’approssimazione di alcuni dirigenti e la faciloneria di una Amministrazione. Giuseppe Digilio