Finito il campionato e vinta la lotta per la salvezza, è iniziata la partita societaria.
Il Presidente Caiata già da metà campionato, nelle sue settimanali interviste, ha manifestato l’intenzione di lasciare la società in altre mani al termine del girone di ritorno.
Al tempo stesso ha mantenuto la promessa che avrebbe fatto il possibile per salvare il campionato.
Tutta la città e, in primis, la tifoseria, hanno apprezzato l’impegno profuso per salvare la squadra, precipitata agli inizi di febbraio in un mare tempestoso.
Allo stesso tempo i potentini sperano che Caiata non insista nelle sue intenzioni di abbandonare la nave da lui condotta in porta con grandi sacrifici.
Il Presidente ha più volte dichiarato che la sua presenza al comando della società ha senso se ci sono gli spazi per fare programmi di una certa dimensione economica per raggiungere traguardi importanti dal punto di vista calcistico.
Oggettivamente la maggiore disponibilità o il miglioramento delle infrastrutture sportive esistenti non hanno seguito di pari passo i successi e le nuove esigenze sopraggiunte di una squadra professionistica.
È accaduto nel primo triennio, è continuato quest’anno conquistando una salvezza che ha la stessa importanza della vittoria in un campionato.
Un’annata difficile perché i tre posti per la retrocessione si sono giocati non tra 20 squadre del girone ma solo tra 9 o 10, perché l’altra metà aveva una marcia in più come blasone, investimenti e qualità espressa in campionato.
Caiata, dal canto suo, anche in un periodo economicamente di forte depressione e senza la presenza del pubblico allo stadio, ha portato avanti un campionato dignitoso , intervenendo prontamente e senza sbagliare quando si è reso necessario, a far data dagliinizi di febbraio, quando il Potenza con 17 punti era penultimo in classifica, ad un punto della Cavese.
Un ‘annata inquieta sotto il profilo dei risultati e delle prestazioni, alternata a vittorie in trasferta impensabili: Turris, Monopoli, Teramo e Bari per citare le squadre che al momento sulla carta erano favoritissime.
In un campionato, bisogna dirlo, in cui i tifosi lontani dagli spalti sono sempre stati sempre e comunque vicini alla squadra del Potenza: mai una critica mai una polemica nei confronti della conduzione societaria.
A campionato terminato, mentre i calciatori hanno già fatto le valigie per rientrare nelle proprie sedi, società e tifosi sono impegnati nella partita più importante per il prosieguo del calcio potentino tra i professionisti.
In società si lavora per gettare le basi sul futuro e i tifosi vigilano i movimenti e le proposte delle cordate interessate.
In queste settimane se non si chiude subito potremmo rivedere davanti la sede sociale del Potenza lo stesso via vai dello scorso anno.
Stando alle ultimissime notizie e’ giunta via pec, ieri sera dalla società Sbm o gruppo Lauro un interesse a rilevare il Potenza.
Si tratta di una proposta d’acquisto non chiusa ma con clausole e probabilmente pagamenti dilazionati al punto da non dare certezze immediate ad entrambe le parti per una immediata programmazione.
Caiata d’altro canto non aspetta passivamente il vento proveniente da nord ma preferisce provare anche il vento di scirocco tutto nostrano.
Infatti la sua credibilità, il suo carisma e affidabilità hanno attratto la fiducia di un gruppo di imprenditori locali pronti a dargli un forte sostegno per continuare l’ avventura della sua creatura partorita quattro anni fa.
Caiata potrà fare delle valutazioni forte del fatto che non si tratta del prendere o lasciare perché ha altre soluzioni in tasca.
E poi puo’ contare sul socio maggioritario quello che mai lo tradirà: la tifoseria, un coro di consensi che trascina e coinvolge anche i cittadini che non indossano la maglia rossoblù.