Margherita Marzario

La Basilicata, come un gioiello, tra altre regioni è incastonata ma non è adeguatamente valorizzata, nonostante, da Matera a Bella (PZ), sia tutta intensamente vera e profondamente bella!

Basilicata: il Pollino col suo loricato pino, la Piana del Metapontino, il pungente pecorino, la piccante salsiccia in un fragrante panino, l’onnipresente peperoncino e qualcuno che ti è sempre vicino.

Metaponto, “al di là del mare”, è stata una delle prime M, ovvero delle meraviglie della Basilicata, che è tutta una meraviglia (anche nel senso negativo di chi rimane colpito chiedendosi dove sia capitato): dai due laghi – a forma di 8 – di Monticchio alle grotte di Maratea, dai Sassi di Matera alle vestigia della Magna Grecia, dal piccolo castello del Malconsiglio di Miglionico all’imponente castello federiciano di Melfi (fucina delle Costituzioni Melfitane del 1231), dai quadri di Maria Padula (e le opere del marito Giuseppe Antonello Leone) di Montemurro al tipico “canestrato” di Moliterno, dalla campestre Madonna del Monte di Salandra a quella “nera” di Viggiano, protettrice di tutta la regione… E tra Maratea e Matera c’è un legame particolare perché il nome Maratea contiene quello di Matera: l’una perla del Tirreno, l’altra perla della terra. Una speciale funivia emozionale!

Matera è meravigliosità e musicalità a cielo aperto! Fra le sue tante bellezze il complesso rupestre di S. Maria de Idris che, con la rupe, la croce e il riferimento terminologico all’acqua, è un’imperitura metafora della vita.

Matera: mater. È concava come il grembo che accoglie e convessa come la pancia che cresce per portare il frutto, il futuro. Matera non è solo materna, ma anche magica e magistrale perché ci insegna che dal basso si può aspirare all’alto e ad altro.

Luna fa rima con altri due elementi naturali: duna e laguna. Tutti e tre insieme fanno un bel paesaggio emozionante e sognante, come il connubio ancestrale e astrale tra la luna e Matera che hanno colori, imperfezioni e asperità simili.

Al tramonto tutto è come un bel racconto ma, come i sogni, è ancor più bello di notte: i Sassi nella cavità, la chiesetta di S. Maria de Idris nell’alto con la sua croce issata e svettante sulla roccia ultramillenaria, appena calante la luna senza età che sembra dondolarsi malinconicamente e maliziosamente su se stessa, le stelle e qualche nuvoletta ovattata. Così è la vita: un alternarsi di momenti alti e bassi, belli e brutti, bui e luminosi, ma tutti emozionanti perché ci è dato viverli ora e riviverli nei ricordi fin quando ci è dato!

Lo spettacolo dei Sassi fa apprezzare ogni condizione meteorologica (dalle nuvole alla neve) e astronomica (dal crepuscolo all’aurora). Se Matera avesse il mare sarebbe il massimo, ma il mare in realtà ce l’ha già nella sua essenza perché è un mare d’emozioni!

Matera è bella, ma lo è ancor di più in compagnia di persone che mettono allegria e che apprezzano i suoi paesaggi sprigionanti magia.

Basilicata, terra di briganti e santi, dal leggendario passaggio di S. Antonio da Padova a Rotonda (commemorato con un rito arboreo) alle reliquie di S. Biagio a Maratea (che festeggia solennemente lo storico arrivo delle reliquie a maggio). Terra di canneti, roveti, greti e uliveti decantati da poeti! Sì, perché è anche terra di dolci poeti e mesti profeti! Tanti gli scrittori lucani dopo Orazio, famosi e sconosciuti, passati e presenti.

Il poeta dialettale Albino Pierro (di Tursi), più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura, scriveva che la Basilicata era “terra di funebri memorie”. Chi vi rimane deve rimuovere le caratteristiche funebri (anche se c’è molto che non va) e riscoprire le antiche memorie per riscrivere nuove storie.

Rocco Scotellaro (di Tricarico), etichettato “poeta contadino”, affermava: “Ritorno al bugigattolo del mio paese, dove siamo gelosi l’un dell’altro: sarà la notte insonne dell’attesa delle casine imbianchite dall’alba. Eppure è una gabbia sospesa nel libero cielo la mia casa”. In Basilicata il proprio paese è spesso avvertito come una gabbia da cui spiccare il volo sapendo che si può far ritorno perché ci sarà sempre la porta aperta.

Il poliedrico e geniale Leonardo Sinisgalli (di Montemurro) poetava: “Lo spirito del silenzio sta nei luoghi della mia dolorosa provincia” (nella poesia “Lucania”). La Basilicata è e rimane questo, perché è “pathos” di memoria greca!

La scrittrice materana Mariolina Venezia, in un suo romanzo, descrive: “Spesso si usa “passione” come sinonimo di “innamoramento”, anche se non lo esaurisce nel significato, ma lo comprende. La passione si esprime attraverso una tensione, che nasce quando ci si rende conto di essere “nelle mani” dell’altro, perché saranno appunto le sue mani, i suoi sguardi, a renderci oggetto di desiderio, a rivelarci la nostra carne”. Con le radici nella creta lucana la passione per la vita è più che mai fonte di tutte le passioni, un mettersi “nelle mani” della vita che fa godere di ogni cosa “a piene mani”, che rivela la nostra carne con i limiti e oltre i limiti!

Mariolina Venezia, in un altro romanzo, aggiunge: “In un paese che ti appartiene non si può abitare […]. Puoi guardarlo dall’altra sponda e desiderare di tornarci, facendoti spingere da questo desiderio verso nuove terre, perché se il mondo è tondo, un giorno ci arriverai, anche se dovesse essere per sbaglio”. Così è il proprio paese nativo lucano, così il proprio luogo dell’anima!

Il materano Giancarlo Nicoletti scrive: “La strada che calpesti non è l’unica. Tocca a te capire la direzione” (in “Mediterraneo”). Smarrimento fisico che si può avere nei vicoli labirintici dei Sassi di Matera o nei fitti boschi dell’entroterra lucano. Ognuno di noi ha, per farsi orientare, di giorno un sole o di notte una stella polare; quel che conta è non farsi abbagliare! Quel raddrizzare e riprendere la giusta direzione come è nel richiamo virtuale delle braccia aperte dell’imberbe Cristo Redentore di Maratea sulla sommità del Monte San Biagio.

Non dimentichiamo mai che la Basilicata è la regione con la maggior varietà di paesaggi in tutt’Italia e con angoli di tutto il mondo nel suo piccolo mondo, tanto che “Cristo si è fermato a Eboli” e per l’unicità del paesaggio lucano “ci è rimasto”! La Basilicata, però, non è solo bei paesaggi ma di ogni buona cosa ci offre degli assaggi!

Tra i vari giochi linguistici che si possono fare con il nome Basilicata si ricava “baciata”, perché è stata baciata dalla bellezza della natura e, con i suoi doni materiali e immateriali, la Basilicata diventa sconfinata.

Molte strade sono impervie, ma quel che conta sono le persone senza protervie e le cui “strade del cuore” sono a tutti pervie: la vita è sempre bella a Matera, in Basilicata e in qualsiasi altro posto in cui ci si senta con l’anima beata!

Basilicata, cuore del Sud, cuore della sua gente: non è solo una piccola regione ma una grande emozione che si porta ovunque con sé!

Basilicata: malinconia per chi la percorre lungo la via, nostalgia per chi va via, perché la rimpiange per la bonomia, gastronomia e magia!

IN COPERTINA ,MIGLIONICO, IL CASTELLO DEL MALCONSIGLIO