MICHELE SPERA, LE FORME ARTISTICHE DELLA SOBRIETA’

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Imperante Emilio Colombo in Basilicata, io appartenevo a una minoranza politica interna  di quel partito, bistrattata come tutte le minoranze in ogni luogo e tempo, e surclassata in termini di potenzialità, strumenti, iniziative di comunicazione. Ricordo che avevamo messo sù un periodico  che riusciva a fare opinione non solo per le cose che diceva, ma anche per come le diceva, con le armi aggiunte dell’ironia e quelle più corrosive della satira.Stampa A questa mosca che dava fastidio, il potere allora rispose con una rivista che raccoglieva il meglio dell’intellighenzia  lucana dentro e fuori i confini regionali. I contenuti non mi impressionarono di quella rivista, ma la grafica mi mise a terra: un tratto elegante, semplice, sobrio come lo è un lucano, essenziale, diretto. Erano ricorsi a Michele Spera, un giovane grafico, potentino, che a Roma, insieme a Ciranna, mi sembra,  stava facendo il suo percorso professionale e politico intorno ad una grande figura della politica italiana, Ugo La Malfa.  Quando arrivavano i lucani lui, Spera, non sapeva dire di no: era il suo modo per sentirsi ancora “dentro” una comunità , una terra che è anche parte del suo DNA di uomo ed artista. Quel giovane poi l’ho seguito per la grande capacità di comunicazione che aveva impresso al Partito repubblicano, un partito dell’1,5 % , ma che grazie all’autorevolezza dei leader e anche alla corretta interpretazione del concetto di democrazia plurale contava esattamente quanto un partito a doppia cifra.  Quanto abbia dato Michele Spera a quella presenza politica autorevole e rappresentativa di un Sud che riflette, pensa, opera con serietà e rigore, è qualcosa che dovrebbe interessare le scuole di grafica; io so solo che ogni manifesto , che si trattasse di un convegno  o di una elezione, era un messaggio che non potevi  ignorare perché arrivava diritto alla mente portato da umichele sperana metafora associativa che sbalordiva per la sua semplicità: le radici di un tronco tagliato, dal quale spuntava un rametto appena visibile, oppure  una croce rossa fasciata alla meglio con il messaggio : “le chiacchiere non ti curano”, oppure un bullone inserito in una penna per dire che bisognava rinnovare il management per portare avanti l’Italia.pri18 pri15 Ci sono voluti quarant’anni per capire la modernità di quei messaggi, e probabilmente in questi quarant’anni alcuni algoritmi che mettono insieme linee e punti per composizioni grafiche che sono un capolavoro di essenzialità  saranno figli di spionaggio industriale compiuto nello studio di Michele Spera. Ma lui non si preoccupa perché è già avanti, con i suoi figli che si abbeverano alla fresca acqua lucana della creatività. Già costruiscono il futuro , incuranti di dover essere copiati dagli altri. In Basilicata siamo all’apertura del Master in comunicazione turistica: io direi all’Università lucana  di chiudere con questa storia che Nessuno è profeta in Patria, con questa Provincia  che non ama confrontarsi con i migliori, di questa mediocrità che nasconde e minimizza  la creatività degli altri. Qui si cresce solo se diamo spazio ai migliori. Perché una cosa è certa: Michele Spera , fosse rimasto in Basilicata, non sarebbe diventato una Icona del design e dell’arte della grafica in Italia e nel MondO. Il suo ultimo lavoro ” emigranti di poppa,emigranti di prua, cStampaontiene un’antologia di pezzi diversi, dalle poesie della sorella Raffaella Spera , che ha curato insieme a lui il volume, agli articoli di Stefano Folli alla prefazione di Domenico De Masi, che su Michele Sperra ha scritto con magistrale semplicità ” Molti giovani, nati topo l’avvento del computer, stenteranno a credere che alcune composizioni di Spera sono state realizzate quando non si poteva disegnare se non a mano. In realtà la computer grafica, che ora Spera padroneggia, e che è connaturale al suo stile, gli ha consentito solo una maggiore velocità ma non una maggiore perfezione”

Per i lettori , pochi, che vogliono scoprire la grandezza di questo artista “basilisco fino alle midolla “c’è una letteratura immensa di recensioni fatte da personalità della cultura , da Giulio Carlo Argan, al suo amico e conterraneo Leonardo Sinisgalli, a Domenico De Masi, Massimo Bucchi, Mario Lunetta, Carlo Ludovico Ragghianti. Enzo Carli.  Dice di lui Elio Pecora : consegna messaggi misteriosi,scaturiti dal gioco,balzati dall’immaginazione e subito sapientemente misurati, ordinati nello stupore…..sono geometrie sterminate che strabiliano chi guarda, sono segnali offerti alle folle,affissi nelle strade. Affacciati sulle copertine dei giornali e dei libri. Si, Michele Spera va studiato in tutte le Università che fanno comunicazione.  Lui è l’ Andy Warhol della grafica moderna. Anzi, l’anti Warhol.

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Michelespera@speradesign.eu

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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