L’errore in cui spesso incappiamo è di pensare che tutto debba essere fatta dalla testa, cioè da chi ha l’ultima parola. Ma proprio perché è l’ultima parola ci vuole che prima di essa ne arrivino altre, fatte di proposte, di suggerimenti, di esempi che possano mettere il decisore nelle condizioni di dire si o no. Questo almeno da quando la borsa della spesa la tiene sola ed esclusivamente la Regione, o direttamente, oppure in due con il Ministero della Coesione territoriale. Così che stiamo scoprendo, e ci fa piacere, che il protagonismo di alcuni Sindaci , nell’analizzare situazioni e fare proposte, si sta rivelando un forte acceleratore delle decisioni, soprattutto quando certe proposte partono da una capacità dello stesso sindaco di fare squadra con i colleghi del territorio, in maniera tale da ampliare i benefici ad un territorio omogeneo.
Questo tipo di programmazione distrettuale ha portato a numerosi risultati positivi, nel Melandro, nel Lagonegrese, nel Bradanico . Nel Vulture , che storicamente non ha mai dato prova di coesione territoriale, si fanno le prove generali di un comportamento più solidale e meno individualista, attraverso la proposta di un piano di sviluppo per Monticchio che passi attraverso la creazione di uno specifico Parco vulcanico. E’ da tempo che in Europa la valorizzazione dei parchi vulcanici è oggetto di iniziative approdate positivamente a Bruxelles e che hanno ottenuto finanziamenti specifici. Essi sono la meta preferita di un turismo specifico di chi è amante della natura e di quello che di bello essa ha lasciato nei secoli: e questa perla del lago piccolo, che già gode di una protezione regionale,può essere messa in vetrina già a partire dal 2019. Il problema è che un progetto di rivitalizzazione e di rilancio del lago passa attraverso la scelta di un tipo di turismo che non vuole la folla e che non si porti il panino.
la foto dei cavalieri à di 31/05/2016 – © Gianfranco Vaglio
