Dalla troppa euforia della vigilia alla forte delusione per la sconfitta. Forse qualcuno dimentica che il Napoli non ha perso contro una squadra qualunque, ma si è dovuto inchinare agli attuali campioni del mondo e di Europa. Il Real Madrid difficilmente stecca quando gioca sul proprio campo e poi potrà anche non attraversare un grande periodo di forma, potrà anche non avere una perfetta organizzazione di gioco. Ma a queste presunte manchevolezze gli spagnoli, come al solito, possono sopperire con i fuoriclasse che abbondano nella squadra di Zidane. Semmai si può dire che forse la partita nell’ambiente Napoli è stata troppo caricata alla vigilia e le pressioni sulla squadra sono state eccessive con l’opinione generale che l’attacco dei piccoletti potesse creare notevoli problemi alla difesa dei blancos madrileni. Salvo poi a partita conclusa farsi prendere dal troppo scoramento e da quello che poteva essere e non è stato. E in questo si è distinto il presidente De Laurentis che ha perso un’altra occasione per starsene zitto visto che appena finita la partita, ha sentito il bisogno di dire la sua sulla partita. E sono cominciati a volare gli stracci tra il presidente e l’allenatore. E tra le tante amenità uscite dalla sua bocca che non sono assolutamente condivisibili, un solo concetto espresso dal presidente si può accettare. E cioè che al Napoli, tutto sommato, è andata di lusso per aver perso con un risultato che al ritorno si può, potenzialmente, ribaltare. Il resto delle dichiarazioni di De Laurentis va stigmatizzato. Perché sono pericolose e possono creare qualche contraccolpo psicologico sulla squadra. Per aver attaccato prima la squadra che ha giocato al Bernabeu “senza cazzimma”, tradotto senza foga agonistica e cattiveria, sono parole del presidente, e poi, fatto più grave, per aver criticato le scelte tecniche dell’allenatore Sarri. Accusato di avere tante possibilità di scelte, ma di non utilizzarle appieno. E il tecnico ha giustamente risposto per le rime nella conferenza stampa post gara dicendo che l’allenatore è lui e quindi ha la responsabilità delle scelte. Le accuse di De Laurentis, tra l‘altro, si smontano da sole. A centrocampo hanno giocato Diawara e Zielinski che sono arrivati al Napoli l’estate scorsa al posto di Allan e Jorginho che erano i titolari la stagione passata. E quindi il solo Rog, tra i nuovi voluti dal presidente, non usufruisce di un utilizzo più continuo. Come invocare di mettere in campo Milik denota una contraddizione di pensiero e anche non aver chiaro che tipo di infortunio abbia avuto il giocatore polacco. Nei giorni precedenti la partita di Madrid il presidente non ha perso occasione di esaltare a più non posso il grande momento di Mertens, addirittura per il presidente meglio di Higuain, di Insigne e Callejon ritenuti capaci di fare la differenza anche contro la squadra di Zidane. Senza fare nessun riferimento a Milik. E’ chiaro che la sconfitta di Madrid ha creato una forte delusione nel presidente del Napoli, uguale alle grandi aspettative della vigilia. Come dire che è mancato l’equilibrio sia nel riconoscere il grande valore dell’avversario o nel caricare di troppe responsabilità i giocatori, come abbattersi eccessivamente di fronte ad un risultato che non mortifica le possibilità del Napoli e che può rientrare tranquillamente nella normalità quando si gioca contro i campioni d’Europa e del mondo. Del resto per gran parte dei giocatori del Napoli non è stato facile approcciarsi al meglio al Bernabeu. Se si escludono Hamsik, Reina, e Albiol che la Champions la frequentano da tempo, il resto non ha una grandissima esperienza in questa manifestazione per cui è anche normale che un po’ di emozione in più possano averne frenato il rendimento nel mitico stadio spagnolo. E quindi è fuori luogo aggrapparsi, come fa il presidente, a quei giocatori che non sono stati utilizzati da Sarri. Perché ieri sera né Rog, né Milik o Maximovic avrebbe potuto cambiare il corso della partita. Per come si era messa la partita nel primo tempo, è andata più che bene nel secondo tempo non aver preso un’imbarcata che avrebbe già chiuso il discorso qualificazione all’andata. E anzi è stato più vicino il Napoli ad accorciare le distanze con Mertens che il Real Madrid ad arrotondare il punteggio. Nulla, ovviamente, è perso perché c’è sempre la gara di ritorno da giocare al SanPaolo. Dove però occorre un Napoli diverso da quello che ha giocato ieri. Insigne e compagni potranno contare sull’aiuto del pubblico che è molto più importante di quello che dirà il presidente De Laurentis che ritornerà sull’argomento, si spera, stavolta, con opinioni costruttive e non destabilizzanti. Perché non è sicuramente il modo giusto per stimolare la sua squadra criticare allenatore e squadra. Come sicuramente importanti saranno il lavoro di Sarri e le sue decisioni per impostare la gara del San Paolo.
IL NAPOLI CI DEVE CREDERE
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