NAPOLI: FUORI GLI ATTRIBUTI !

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Sicuramente Sarri ha ragione quando dice che anche una vittoria con la Dinamo Kiev non avrebbe cambiato il destino del Napoli rispetto poi al risultato che è maturato sul campo. Perché la qualificazione dei partenopei agli ottavi di Champions passa necessariamente per la decisiva partita del 6 dicembre sul campo del Benfica. Ma, allo stesso tempo,  altri due punti in più in classifica avrebbero messo la squadra napoletana nelle condizioni di poter avere, almeno, un vantaggio certo sui turchi del Besiktas. Invece adesso la squadra di Sarri deve necessariamente non perdere a Lisbona per essere sicura di passare il turno. Perché in caso di pareggio con il Benfica e di concomitante vittoria dei turchi con la Dinamo Kiev, sarebbero i lusitani ad essere eliminati e a scivolare in Europa League. E’ proprio la squadra campione di Turchia che ha le maggiori possibilità di accedere agli ottavi visto che l’impresa di vincere in Ucraina è concretamente possibile considerando che ormai la Dinamo Kiev non ha nessun interesse, se non quello, di chiudere con dignità la sua partecipazione ai gironi di Champions. E ancora ci si chiede come ha fatto il Napoli a non conquistare i tre punti. Qui non regge nessun alibi perché la formazione di Sarri avrebbe dovuto affrontare la partita con maggiore determinazione e cattiveria che sono mancate del tutto nei 90 minuti di ieri sera al San Paolo. Per questo, aldilà di qualche occasione, il Napoli ha fatto davvero poco per centrare il successo e alla fine i fischi dei tifosi sono meritati. Manovra lenta, prevedibile, sterile che dimostra come in questo momento il Napoli non stia attraversando il suo momento migliore. La speranza è che le cose possano cambiare radicalmente il 6 dicembre a Lisbona dove una formazione che ripetesse la prestazione con la Dinamo Kiev, avrebbe possibilità pari allo zero di qualificarsi. Del resto la qualificazione era stata buttata alle ortiche il 19 ottobre scorso, quando a sorpresa e in maniera clamorosa Insigne e compagni si fecero battere al San Paolo dal Besiktas vanificando tutto quello che di buono era stato fatto nelle prime due partite del girone con una vittoria in trasferta ed una in casa, netta, con il Benfica. Tanto che a quel punto la qualificazione sembrava una formalità. Ma qualcosa nel Napoli nel periodo successivo deve essere successo perché dopo la sconfitta di Torino con la Juventus, è sembrato che il Napoli abbia accusato pesantemente il colpo e abbia incontrato difficoltà enormi a rialzarsi sia in campionato che in Champions. Tanto da essere scivolato in classifica dal secondo posto al sesto. Toccherà a Sarri far ritrovare al Napoli la brillantezza mostrata nella prima parte del campionato perché il 6 dicembre ci vorrà una squadra completamente diversa da quella attuale per sperare di uscire indenni dallo stadio del Benfica. Come dire che in una sola partita il Napoli si gioca un’intera stagione sia a livello sportivo che a livello economico. E lo scivolamento in Europa League che deve essere evitato ad ogni costo, sarebbe dannoso anche per il prosieguo e per le sorti del campionato perché gli impegni del  giovedinella seconda manifestazione europea per club scombussolerebbero tutto il lavoro che una squadsra svolge durante la settimana. Ma il Napoli ha tutti i mezzi tecnici e caratteriali per riuscire nell’impresa della qualificazione. Anche perché c’è la costatazione che peggio di come ha fatto con il Besiktas e con la Dinamo Kiev è onestamente difficile fare. Poi, a bocce ferme e con la qualificazione ottenuta, la dirigenza si potrà concentrare sul mercato di gennaio per reperire un attaccante in grado di sostituire l’infortunato Milik. Sempre per la Champions, non possiamo passare sotto silenzio la crisi, non sappiamo se piccola o grande che attraversa il Bayern Monaco di Carlo Ancellotti. I tedeschi non riescono nemmeno a dominare la Bundesliga dove sono secondi dietro alla sorprendente matricola Lipsia e i Champions perdono addirittura contro il Rostov e si devono accontentare del secondo posto nel girone. Davvero poco per una squadra che nelle intenzioni dei suoi dirigenti non doveva avere avversari in Germania e nel girone della Champions avrebbe dovuto agevolmente conquistare il primo posto.

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Rocco Sabatella

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