NASCE IL POLO MUSEALE DI MELFI E VENOSA

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Istituzione di preminente importanza nel Meridione, di emanazione diretta dal Ministero della Cultura – Soddisfazione dell’area per la valorizzazione del suo ricco patrimonio artistico.

di Franco Cacciatore

 

In Basilicata nasce una nuova struttura per la valorizzazione del patrimonio artistico dell’area nord della regione, il polo museale di Melfi e Venosa. L’istituzione ha suscitato larga soddisfazione, e a Melfi in modo specifico dove le ricche scoperte archeologiche, hanno portato a volere un museo.

la lettera di Pallottino

Soddisfazione particolare per chi scrive che, nell’interpretare l’antica aspirazione di Melfi e la sua area a tale istituzione, l’ha trasmessa al conterraneo Massimo Pallottino, etruscologo di fama mondiale. Egli nel 1971, in seno al Consiglio Superiore delle Antichità, ne faceva decretare la sua realizzazione, mirata a preservare e valorizzare “il preziosissimo ed unico materiale di Melfi”. Oggi il Museo è a lui intitolato. Direttore del nascente Polo Museale, emanazione diretta del Ministero della Cultura, Tommaso Serafini. Originario di Perugia, 31 anni, archeologo, PhD alla Scuola Superiore di Napoli sarà alla guida della prestigiosa struttura, di preminente importanza nel Meridione d’Italia per la sua potenzialità culturale. Il patrimonio monumentale e artistico a lui affidato è di una ricchezza unica.

Venosa-Incompiuta

Dal castello delle Costituzioni di Federico II, sede del Museo Archeologico Melfese che apre a nuovi spazi dopo i recenti lavori di riattamento e ampliamento della fruizione del monumento e della struttura museale, dalla ricchezza di reperti venuti alla luce a partire dall’inizio del secolo scorso. Un lungo percorso dal VII al III sec. a.C. con corredi funerari dalle raffinate ceramiche, tra cui le pissidi decorate dal “pittore di Melfi”, armature, preziosi ornamenti in argento, oro e ambra, vasi in bronzo di produzione sia greca che etrusca. A giungere alla fase romana con un eccezionale sarcofago del II sec. d.C., mausoleo sepolcrale di Emilia, figlia di Cecilia Metella. Unitamente la ricchezza monumentale della città. Dalla Basilica cattedrale con campanile normanno, l’episcopio, “il picciolo Vaticano” all’unicum della cinta muraria, gli ipogei della Melfi sotterranea e le chiese rupestri. A questo si unisce il museo archeologico di Venosa ubicato nel castello Pirro del Balzo, il Parco archeologico con le terme, l’anfiteatro romano, la basilica della SS. Trinità con l’incompiuta che ospita il sacrario dei Normanni Altavilla, il parco preistorico, le catacombe cristiane ed ebraiche.

Direttore-Tommaso-Serafini.j

Con Melfi e Venosa, Castel Lagopesole, che per essere il luogo di caccia dell’Imperatore ha vissuto di riflesso per intero la vicenda federiciana, in mostra nel suo museo. Da annotare che al Museo “Pallottino” l’affluenza di reperti è continua per provenire dai luoghi del territorio attraversati dalla via Appia, oggetto di candidatura UNESCO, presentata dal Ministero della Cultura in collaborazione con i Comuni interessati, Melfi, Rapolla e Venosa. Un impegno non indifferente per il neo direttore, Tommaso Serafini, al quale con gli auguri di buon lavoro, la certezza di sua proficua opera perché il ricco patrimonio artistico del territorio sia giustamente valorizzato e conosciuto.

Foto Copertina: Immagine del museo di Melfi. foto sopra:  lettera di Pallottino  – L’incompiuta di Venosa – Castel Lagopesole-Il neo direttore, Tommaso Serafini

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