DOMENICO FRIOLO
Molti, martoriati da guerre fuggono, cercando un ricovero. I leader europei si scontrano per allontanare da sè il problema , non per risolverlo: decisioni insufficienti che portano a ricatti nazionali con minacce di chiudere frontiere, portando, ognuno, le ragioni più comode al proprio interesse nazionale. C’è già fermento, foriero purtroppo di futuri scontri.
Questa massa si aggiunge alla povertà di casa, che , in Italia, ha raggiunto livelli drammatici, al punto che c’è gente che invoca paradossalmente le pari opportunità rispetto al sussidio che viene dato ai rifugiati per l’asilo politico. Non è la guerra tra poveri la soluzione, ma una capacità di agire secondo il bene comune, secondo principi costituzionali, sorretti da un senso di solidarietà che deve poter contraddistinguere l’uomo, in ogni posto e in ogni continente. Quella solidarietà che abbiamo avuto, quell’aiuto che abbiamo ricevuto, oggi ci invita a far posto anche agli altri ed invocare politiche di sviluppo, indispensabili per poter affrontare i nuovi tempi e le nuove condizioni demografiche. Questa poesia vuole essere solo uno sguardo di comprensione verso chi , per qualsiasi causa, e da qualunque provenienza, versa in una condizione di indigenza. D.F.
NEI LIVORI DELLA SOLITUDINE.
Poveri, anonimi,
venuti da lontano,
via mare, o per nazioni
o a volte mai giunti
dopo essere partiti.
Paura, terrore, fame
negli occhi di tutti:
Poveri fuggiti
e castigati durante il viaggio.
Smarriti, pietosi…
dallo sguardo basso,
esclusi, lasciati,
abbandonati
negli angoli, quà e là.
Vivono nei livori
della solitudine.
Giocattoli rotti
divenuti inconcepibili,
addirittura, fastidiosi.
Voci non ascoltate,
messe a tacere,
imbavagliate sprezzate.
Poveri, miseri,
senza aver piú forze
vorrebbero invocare
con un gesto caro
o gridare il disappunto
del loro trascurato soffrire .
Meditano, sconsolati:
meglio lasciar stare,
ed é saggezza…
Ed è delizia rara
il loro silenzio.
Nel loro animo,
arde ancora la fiamma:
orgogliosa, umana,
nonostante tutto.
Solitudine, imposta,
coi suoi livori
dipinta sui volti,
di questa povera gente.
Miriadi di volti spenti,
persi in occhi imploranti
di corpi senza età:
bimbi malnutriti,
anziani, vaganti
senza meta,
comuni, miserevoli,
punti neri
purtroppo, ed a torto,
da ignorare, evitare
allora, volutamente
si volge altrove lo sguardo
che non deve vedere,
non puó ne deve
cogliere la miseria altrui,
che infastidisce, non gradita.
Domani giungerà forse,
come sarà un altro giorno ?
Li vedrà sorridenti e consolati ?
La misericordia Divina di certo,
sarà lì, su di loro,
con loro, per loro ?
Mio Dio…Tu sai, Tu puoi:
Abbi pietà…si elevi l’Amen.
by Domenico Friolo (2013)
