Nel dibattito che si è aperto sull’assunzione del personale per le compagnie petrolifere si rischia di ingenerare una guerra localistica, conseguenza del fatto che il posto di lavoro viene visto come ricompensa diretta ai sacrifici che le famiglie sopportano, vivendo in una zona a forte rischio inquinamento. E però nella logica delle imprese c’è il diritto a prendere le persone più brave e meritevoli, dando priorità al territorio ove queste professionalità siano presenti. Con la Fiat , nel 1998, ci fu lo stesso problema e la risoluzione di esso fu un testo di accordo con i Sindacati e con la Commissione regionale per l’impiego ( sostituita con la legge regionale del 1998, Centri impiego, basilicata, osservatorio, dalla Commissione Tripartita) che contemperava entrambe le esigenze. L’articolo uno dell’accordo indicava l’intera Basilicata come bacino naturale dell’accordo e prevedeva che il reclutamento avvenisse all’interno di una fascia di pendolarità compresa in 60 minuti di trasferimento.
NIENTE GUERRA DEI POVERI SULLE ASSUNZIONI NEL PETROLIO
