NON SPARATE SULLA CROCE AZZURRA

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BY ROCCO SABATELLA

Rocco Sabatella NON SPARATE SULLA CROCE AZZURRANel panorama dei media italiani e di quelli sportivi in particolare ancora esistono commentatori ed opinionisti che non si sforzano minimamente di capire che il calcio italiano non è assolutamente in grado di offrire in questo momento e chissà ancora per qualche tempo una nazionale capace di recitare ruoli da protagonista in qualsiasi competizione. Sono speciose e davvero incomprensibili le critiche eccessive indirizzate alla prova della squadra italiana contro l’Irlanda.  Lo dobbiamo ripetere fino alla noia: con quello che passa il convento, nella fattispecie le squadre di club del nostro paese imbottite di stranieri, più di quello che fino a questo momento  hanno fatto gli uomini di Conte non è possibile fare. I tempi del 1978, del 1982 e degli anni 90, oltre che quelli del 2006, quando l’Italia sfornava campioni a ripetizione,  sono un lontano ricordo. E per fortuna che c’è ancora qualche club italiano come la Juventus che si sforza di avere nel proprio roster uno zoccolo duro di giocatori italiani che si dimostrano all’altezza degli stranieri compagni di squadra. Perché se cosi non fosse stato i vari Bonucci,  Chiellini, Barzagli, Buffon, Zaza non avrebbero avuto occasione di migliorarsi e di rappresentare l’eccellenza calcistica italiana. Grazie ai quali anche Conte ha potuto presentare in Francia una nazionale che, tutto sommato, non ha vestito i panni della vittima sacrificale. In mancanza di materia prima, lo vogliamo ricordare agli smemorati di turno, Conte ha fatto di necessità virtù e con il lavoro è riuscito a portare la squadra azzurra al secondo turno. Piaccia o non piaccia, l’Italia, contro ogni pronostico, ha superato un avversario ostico come il Belgio e poi, senza soffrire più di tanto, ha bissato il successo contro gli svedesi. Invece di mettere sotto accusa la prova dell’Italia 2 contro l’Irlanda, sarebbe stato più costruttivo analizzare questa sconfitta con il giusto equilibrio sforzandosi di portare contributi indirizzate a chi governa il calcio italiano per  invertire questa tendenza negativa e avviare un percorso virtuoso finalizzato a rivitalizzare il calcio italiano. E’ troppo facile, come si suole dire, sparare sulla croce rossa o per meglio dire azzurra e prendersela con coloro che sono scesi in campo contro l’Irlanda. La squadra, per le proprie possibilità, ha fatto quello che poteva , non ha lesinato impegno e contro il furore agonistico dei britannici che si giocavano la qualificazione agli ottavi ha sì sofferto ma non è andata in barca. Perché, oltre alla rete, l’Irlanda ha tirato verso Sirigu solo altre due volte: con un colpo di testa nel primo tempo parato e poi nella ripresa con un’occasione, l’unica nitida e clamorosa che ha visto Long sprecare solo davanti a Sirigu. E non si dimentichi che era stata l’Italia ad andare vicina alla rete con il palo a portiere battuto di Insigne che avrebbe cambiato sicuramente l’esito della partita. E allora la constatazione che è poi anche quella di Conte è che l’Italia 2 è composta da rincalzi discreti o buoni, ma niente di più. Per fortuna quelli che hanno vinto con il Belgio e la Svezia sono stati tenuti giustamente a riposo e riprenderanno il loro posto contro la Spagna. Contro la quale avranno la possibilità, grazie al lavoro di Conte, di non partire battuti e di puntare alla grande impresa.

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