Arrivano i distretti del cibo per “promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire lintegrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire limpatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari”. Lo prevede l’ultima bozza di manovra finanziaria di cui Public Policy ha preso visione.
L’articolo, ancora in fase di definizione, prevede uno stanziamento triennale ancora da definire, oltre all’applicazione dei contratti di filiera e di distretto a rilevanza nazionale con gli operatori delle filiere.
Potranno rientrare tra i distretti del cibo, che dovranno essere individuati dalle Regioni: i distretti rurali e i distretti agroalimentari già riconosciuti; i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari; i sistemi produttivi locali anche a carattere interregionale, caratterizzati da interrelazione e interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari, nonch‚ da una o più produzioni certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa europea, nazionale e regionale.