La caratteristica di manovre imprenditoriali finanziarie ad alto livello è che nessuno ne sa niente fino a cose fatte. E la notizia, smentita più volte, di un possibile accordo della FCA con aziende cinesi per la cessione del marchio ha messo in subbuglio i lavoratori di melfi che , dopo aver passato anni difficili nell’ultimo periodo della Sata, oggi vedono incombere sulle loro teste un nuovo pericolo di derubricazione dello stabilimento lucano. Il buon senso farebbe dire che, siccome quello di san Nicola è uno dei più moderni e produttivi, potrebbe comunque esserci una soluzione affidata ad un nuovo modello o a una nuova vettura, anche perchè sono in via di preparazioni incentivi alla industria 4.0 cui Marchionne potrebbe essere interessato. Ecco perchè, al di là della conoscenza di come stanno le cose, bisogna affinare un progetto che renda conveniente l’allocazione di investimenti al Sud, proprio legati alla innovazione tecnologica. E non è una questione regionale ma una questione nazionale legata al Sud , che senza i grandi investimenti industriali in innovazione e sviluppo non potrà che vedere aumentare il suo gap perso le parti vitali del Paese. Intanto bene fa il consigliere Lacorazza del Pd ad alzare il velo sulla faccenda, anche per predisporre eventuali iniziative atte a preparare uno scenario diverso a quello eventualmente ipotizzato.
“Nei mesi di settembre ed ottobre prossimo – scrive Lacorazza – gli operai dello stabilimento Fca saranno interessati da un nuovo ciclo di cassa integrazione, divisi su più turni; uno stop che fotografa le incertezze sul futuro produttivo dello stabilimento, attualmente impegnato sulle linee Fiat 500 X e Jeep Renegade dopo la fine dell’era Punto. A questo stato si aggiungono le indiscrezioni, che circolano da settimane, in merito ad una possibile acquisizione di Fca da parte di gruppi industriali cinesi che, sebbene non confermate da fonti ufficiali, hanno suscitato viva preoccupazione nella nostra regione”.
Le stesse preoccupazioni “sono state ribadite dai sindacati in occasione dell’incontro tenuto dal sottoscritto con gli stessi nei giorni scorsi”, rileva infine Lacorazza osservando che “lo stato di incertezza dello stabilimento Fca di Melfi non potrà non riflettersi negativamente sull’intero indotto con ripercussioni preoccupanti sull’intero settore industriale del comprensorio del Vulture Melfese e della Basilicata”.
