
PIETRO SIMONETTI
Si affrontano i temi della conservazione,fruizione archivistica e della valorizzazione della memoria. Si tratta di una questione centrale della vita culturale al tempo della falsificazione quotidiana della storia,della smemoratezza e della disinformazione. Un tema che non riguarda i soli addetti ai lavori ma la società intera per le ricadute negli studi,ricerca e documentazione. In queste due giornate si valorizzano le iniziative per mantenere in vita la memoria e quindi la fruizione ed il godimento del patrimonio archiviato e non solo.

lo stato degli archivi,delle biblioteche e dell’accesso alle fonti storiche,al patrimonio librario e documentale per segnalare iniziative utili i tanti limiti e criticità sul versante delle sedi,del personale,la mancata digitalizzazione che compromette la fruizione,l’uso della rete:una memoria dimezzata al tempo della realtà virtuale.
Alcuni esempi: dall’Archivio di Stato di Potenza in ristrutturazione da 21 anni. in questi ultimi giorni si è appreso di un possibile accordo bonario per la ripresa dei lavori con l’ Ati di imprese in contenzioso con il Ministero della cultura da tempo immemorabile.
Anche a Matera Archivio e Biblioteca sono stato di sofferenza per risorse e personale.
Anche sulla mancata possibilità di ricezione dei versamenti nella attuale sede di Potenza in fitto per mancanza di spazio occorre intervenire e recuperare parte della documentazione anni 60 e 70 stoccati il altre sedi nel post terremoto.

Il materiale e` recuperabile presso l’archivio di Roma in copia.
Il progetto Adelmo (anagrafe dei lucani emigrati) finanziato con 350 mila euro per la schedatura di oltre 25.000 passaporti non e’ fruibile in rete e sui siti degli appaltatori.
Nel contempo il principale centro archivistico della Regione Basilicata (Isca Pantanelle)appaltato a privati non e’stato digitalizzato se non in piccola parte.
La storia non solo documentale della Regione,di altri enti ,di molti Comuni,delle parrocchie e siti museali non e fruibile da studiosi e cittadini.
Lo stesso accade per la deputazione di Storia Patria.

Per l’archivio regionale occorre un progetto di digitalizzazione,con le relative priorita’, anche in vista di una internalizzazione come per il sistema informatico.
Villa Nitti di Maratea e praticamente chiusa dopo 30 anni di lavori di ristrutturazione e senza una funzione dopo un incendio.
Al momento sono pochi i progetti candidati per le risorse del Pnrr.
In particolare si segnala la richiesta della digitalizzazione delle sole “seicentine” .Tutto il resto puo’ attendere.
Siamo di fronte a moltissimi libri,documenti,materiale fotografico e filmico conservati senza possibilità essere fruiti al di fuori delle sedi conservazione,nel migliore dei casi e si rinuncia ad utilizzare fondi UE e del Pnrr.
Il patrimonio fotografico, inizialmente conservato da Mediafor,e` disperso in varie sedi senza una vera anagrafe e cataloghi.
La vicenda del fondo Bresson archiviato a Tricarico e’solo un esempio dello sterminato patrimonio conservato e non fruibile, non solo in rete.
Una ragionevole azione di recupero dei ritardi da parte degli Enti,delle Autorità’ competenti,delle istituzioni e della forse sociali,come nel caso del Polo bibliotecario di Potenza ottimo esempio di gestione,come il altre strutture , potrebbe invertire una tendenza all’uso circoscritto del grande patrimonio che in questo modo non vive molto e non valorizza la memoria e la crescita culturale
Le risorse finanziarie,a partire da quelle del Pnrr,europee,statali e regionali ci sono e restano in attesa di progetti e richieste anche per coinvolgere le intelligenze,le professionalita` ed il personale impegnato nel territorio.
D’altra parte e’significativo che in Basilicata,dopo la chiusura dell’ Ibres non ci sia un centro studi pubblico.
Toccherebbe in particolare alle singole organizzazioni territoriali statali agire prima che le inerzie e l’ordinaria attesa di interventi centrali, riduca la memoria e aumenti la distanza tra
patrimoni e fruizione.