Il Movimento 5 Stelle si tuffa nel Lago del Pertusillo per cavalcare uno dei problemi più seri che la Basilicata sta evidenziando e cioè l’incompatibilità assoluta tra la tutela del patrimonio idrico e la estrazione di petrolio e di gas. Si fa politica ed è giusto che ognuno faccia la sua parte, e qui in Basilicata la tutela delle falde acquifere e dei serbatoi naturali od artificiali di acqua è un argomento che interessa più regioni e che sta cominciando a preoccupare la popolazione pugliese.
L’altro giorno alla Camera i pentastellati hanno clamorosamente interrotto il Ministro Galletti fino a provocare la sospensione della seduta nella quale il rappresentante del Governo aveva praticamente riportato i risultati delle indagini effettuate dall’Arpab, sottolineando l’inesistenza di idrocarburi, ma passando sopra l’altro dato emerso che è la richiesta biochimica di ossigeno che dimostra l’esistenza di un processo di alterazione dell’acqua nell’invaso. Da dove arriva lo sforamento del Bod5: dalle emissioni gassose del Cova? Bisogna appurarlo , cercando di capire soprattutto se sono effetto di un cattivo funzionamento del processo estrattivo, come dimostrano le ripetute fiammate al camino del Cova, oppure se c’è comunque un rilascio nell’aria di sostanze che nuocciono all’ambiente . Così stanno le cose, anche se la vis polemica del Movimento non va d’accordo con la memoria, perché se dobbiamo parlare di ostruzionismo, di connivenze, di distrazioni di massa, la lotta politica andrebbe rivolta contro gli attori di un sistema ventennale e non contro chi oggi sta cercando di mettere una pezza ai guasti provocati, con il poderoso rafforzamento dell’Arpab, con la richiesta di aiuto all’Ispra, con le indagini epidemiologiche, con il no ad ulteriori permessi e con la prima diffida che l’Eni abbia mai ricevuto in questi decenni. Se poi si arriva a mettere in dubbio la diffida e la si vuol vedere, allora bisogna capire se stiamo cercando la prova del nove per legittimare il ruolo di questo Governatore, o invece troviamo sempre nuove scuse per denigrarlo a fini strumentali. Ben vengano le interrogazioni, la richiesta di inchieste, i supplementi di indagini, le iniziative a livello regionale, nazionale ed europeo, ma se il tutto non porta a risultati perchè la verità non la si vuole vedere, allora è tutto inutile ed è giustificata l’assenza di dialogo. Oggi parlare di tuttappostismo, di mentitori di professione, di propagandisti del tutto va bene, dimenticando le cose che nel frattempo sono cambiate, significa dare una mano a chi di queste cose è veramente colpevole. Cerchi la verità il M5S e la popolazione sicuramente glie ne sarà grata. Ma la verità, non le postazioni di tiro. rocco rosa
la foto è di Sarconi WEB