MARIA CRISTI SANSONE

Oriana Fallaci. Scrittore. Queste le parole incise sulla lapide di Oriana Fallaci. Il 15 settembre ricorre il decimo anniversario della scomparsa di Oriana Fallaci, giornalista, testimone della storia, una donna giornalista, sempre in viaggio. Una vita da testimone e protagonista della storia, ha raccontato i maggiori avvenimenti del XX secolo, ha partecipato in prima persona come inviato e sì è messa a nudo anche con romanzi autobiografici, per esempio <<Un uomo>> o <<Lettera a un bambino mai nato>> parzialmente autobiografico.

Oriana Fallaci è un esempio da seguire, emulare, non è possibile, perché è stata una protagonista e testimone della storia, unica! Ma si può avere come riferimento, questo sì!

In punta di piedi un omaggio per ricordare. Può piacere, non piacere, ma bisogna ammettere che è stata grande e probabilmente irripetibile, nel mondo della scrittura e del giornalismo! L’incontro con Oriana Fallaci per me avviene leggendo i libri: Quel giorno sulla luna, Niente e così sia, Un uomo.

La scrittura diventa la sua vita, a partire dalla maturità al Liceo Classico Galileo Galilei quando consegna un tema fortemente polemico <<Il concetto di patria dalla Polis greca a oggi>>per la prova scritta di italiano. I professori si dividono, uno scontro di vedute, tra i conservatori che per assegnare l’insufficienza e i più illuminati che scorgono del genio nello scritto, e sono i secondi a spuntarla: votazione 10.

Già a 14 anni Oriana si trova è in prima linea nella Resistenza partigiana: prima linea che non avrebbe mai più abbandonato, e l’avrebbe condotta all’Olimpo del giornalismo mondiale. La vita di Oriana si è svolta tra New York, Milano, Roma, e Firenze le città che hanno significato e segnato la sua esistenza.

Ha intervistato i più grandi protagonisti sia del mondo politico, che delle scienze che dello spettacolo.

 I libri che ha scritto sono: Se il Sole muore; Niente e così sia; La Forza della Ragione; Un cappello pieno di ciliegie; Intervista con il Potere, dove sono riportate le  interviste in ordine cronologico a personaggi del calibro di Robert Kennedy (1964), James Farmer (1967), Dalai Lama (1968), Rascida Abhedo (1970), Faruk El Kaddoumi (1970), Sandro Pertini (1973), Giovanni Malagodi (1974), Ugo La Malfa (1974), Giancarlo Pajetta (1974), Enrico Berlinguer (1980), Deng Xiao-ping (1980), Lech Walesa (1981), Mieczyslaw Rakowski (1982), Ariel Sharon (1982); Saigon e così sia; Insciallah; Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse; che comprende La Trilogia di Oriana Fallaci, insieme a La Rabbia e l’Orgoglio e La Forza della Ragione, pubblicato nel 2004.

Altre  interviste con i personaggi della storia riguardano quelle rivolte ad Arafat, Colby, Khomeini (unica dona a cui abbia mai consesso un’intervista), Panagulis, suo compagno  il loro incontro, e l’amore  riportati nel libro Un uomo.

Dal Prologo di <Intervista con la storia>

…«Non riesco a liberarmene» dissi all’amico che annunciando una sorpresa m’aveva invitato a cena e che, appena uscito dal centro di Washington, guidava sull’autostrada della Virginia. «Mi segue ovunque vada, qualsiasi cosa faccia, neanche fosse geloso del mio ritorno alla vita e volesse impedirmelo.» Pubblicato a giugno in Italia, Un uomo aveva sollevato un tumulto pari al suo successo e ciò che avevo temuto s’era avverato: l’incubo continuava. Quasi ciò non bastasse, presto sarebbe stato tradotto in quindici lingue, e in ogni paese si sarebbe rinnovato il soffocante cerimoniale del lancio, delle lodi e delle polemiche che rinverdivano la presenza del fantasma resuscitato. «Non ci riesco perché è un morto che non vuole morire.»

«Non può più morire ora che l’hai strappato all’oblio» rispose l’amico. «Non può più riposare, permetterti di dimenticarlo. Ti perseguiterà sempre. Lo avrai sempre al tuo fianco, nel tuo letto, nel tuo cervello. Ora non hai altra scelta che quella di imparare a viverci insieme senza permettergli di sequestrare la tua mente, la tua intelligenza. Smetti di parlarne, fai qualcos’altro. Riprendi a intervistare la Storia.»

Scossi la testa: «Intervistare la Storia significa intervistare il Potere, e ne ho abbastanza di scrivere sopra il potere. Quel libro non è forse sul potere, non racconta forse la fiaba di un uomo in lotta contro il potere e ucciso dal potere?».

«Sì, ma non dice tutto sopra il potere. Non dice ad esempio che cosa sarebbe diventato quell’uomo in lotta contro il potere e ucciso dal potere se fosse sopravvissuto e fosse andato al potere.»

«Si sarebbe comportato bene» replicai, offesa.

… Non si salva nessuno dal potere: a qualsiasi livello, in qualsiasi regime, nelle democrazie come nelle rivoluzioni. Guarda i rivoluzionari del nostro tempo: non si è salvato Lenin, non si è salvato Tito, non si è salvato Mao Tse-tung, non si è salvato Castro. Eppure all’inizio non erano mossi da intenzioni malvagie.»

«Erano mossi dall’idea di sostituire l’altrui potere col proprio potere!»

«No, erano mossi da un sogno. Il sogno di cambiare il mondo, renderlo migliore. E per quel sogno avevano sacrificato una vita tranquilla, magari agiata, avevano rischiato la vita, s’erano fatti perseguitare, arrestare, esiliare. Non avevano ambizioni personali, o non sempre. Non intendevano mentire, tradire, uccidere. Eppure, appena abbattuto il potere che mentiva, tradiva, uccideva, hanno incominciato a mentire e a tradire e a uccidere. Sono diventati tiranni. Quanto ai leader che nessuno oggi osa definire tiranni, come Churchill o Roosevelt o De Gaulle, potrei dimostrarti che fino a un certo punto furono tiranni anche loro. E comunque non li definirei campioni di innocenza e di purezza. Hanno tradito e mentito e ucciso quanto i tiranni riconosciuti.»

«Forse perché non erano puri, non erano innocenti neanche prima.»

«In alcuni casi no. In altri lo erano, invece. E hanno cessato d’esserlo appena si sono trovati al comando. Io ti dico che nemmeno Giovanna d’Arco, se fosse diventata regina di Francia, sarebbe rimasta pura e innocente. E non escludo che, come condottiero, non abbia commesso qualche infamia, o almeno alcune ingiustizie. Anche un capotreno diventa arrogante quando sa di amministrare i suoi passeggeri.»

Accostarsi a una donna del calibro di Orianna Fallaci è sempre un operazione complessa, spero l’omaggio non sia stato invaso dall’ammirazione che ha suscitato in me quando scorrevo le righe dei suoi libri e sognavo di poter essere testimone della storia come lei, non avrei il coraggio di fare l’inviato di guerra e ciò mi esclude da qualsiasi velleità di emulazione, non è possibile! Solo grande ammirazione e riconoscenza per i documenti storici che ci ha lasciato in eredità e che meritano ogni tanto di essere riletti, potremmo trovare alcune delle risposte che tempo fa non abbiamo scorto.

 Riferimenti biografici e bibliografici sono reperibili:

http://www.oriana-fallaci.com/