un racconto di DOMENICO FRIOLOPASQUETTA SUL POLLINO

Alla fine della settimana pasquale, le campane tacciono, fremono i ragazzi lucani, si intrecciano contatti, eterne domande prendono forma sulla bocca di tutti. Cosa fare a Pasquetta?. Quante, idee, quante proposte. Dal più piccino alla nonnina centenaria. Dai ricchi ai poveri, dalla miss, alla “befana”, dagli innamorati agli sfigati. Chi si rivolge al macellaio, chi al pasticciere. Chi fa da sé e chi non vuol faticare. Per tutti c’è una soluzione, ma… La meteorologia mette ansie e incertezze. Ora è il tempo degli agriturismo, del ristorantino tipico. Però, decenni or sono, com’era la Pasquetta ? Una gita con pic nic in una radura, o in un punto dove vi fosse una fontana, magari dove accendere un falò, fare brace, arrostire salcicce e agnello, possibilmente dove sedersi , pietre, tronchi, ed in mezzo un tavolo. Ma c’era sempre chi arrivava prima, e…il famoso: “ki kul hanno avuto quelli”, si sprecavano. A chi non è successo ? Però voglio raccontarvi di una Pasquetta diversa. La fanno a Terranova di Pollino. In quel luogo vi sarebbero tanti posti per accamparsi, ma in montagna, è importante sapere che tempo farà. Se la Pasquetta cade in Aprile, Terranova si riversa alla Pietà, c’è un pianoro, campi di bocce, diversi angoli disposti con attrezzature per grigliate, buonissima e fresca acqua corrente, campo per una partita a calcio, panchine e tavoli. Non c’è un locale, ma una chiesa, gradissimi cerri, panorama sul Pollino. La strada per arrivarci si diparte da SS92, una salita ripida ma breve. I Terranovesi sanno dove procurarsi capretti e agnelli, le signore sanno preparare specialità del luogo, hanno salcicce stagionate e prosciutti di annata, del buon vino, organetti e zampogne e vino, vino, vino. Non hanno fretta, gustano ogni ben di Dio, raccontano, cantano, ballano. Ognuno offre quello che ha. Il sociale è grandioso, la gentilezza..infinita. Mi sono trovato tante volte tra loro, parte dei miei familiari vivono là, e sapeste in che modo caloroso accolgono me, mia moglie figli amici… Davvero stupendo. Solo nelle ore pomeridiane, si aggiungeva a noi, Federico Valicenti, nella pausa del ristorante, non mancava mai, un assaggio, un bicchiere di vino. Una chiacchiera e poi doveva ritornare al suo ristorante. All’imbrunire si rimetteva tutto in ordine, con lena inaspettata, tutti partecipavano, poi si scendeva al paese, la Pasquetta continuava in centro. Qui i giovani, si riversavano nei locali, gli anziani, in cantine private, le signore, dopo aver messo in ordine e messosi in abiti puliti ed eleganti, non disdegnavano un buon espresso nei bar del centro. Anche turisti, si mischiavano, nel passeggio lungo il corso, alle genti del luogo. Pasquetta terminava tra saluti e promesse. Davvero un giorno da incorniciare, nel silenzio che scendeva dai monti del Parco. Ecco la Pasquetta in un angolo della Lucania, che andrebbe vissuto: la natura, la gente, in questo luogo non tradiscono mai.