La sola cosa positiva che si può trovare nell’attuale situazione del Pd in generale è che il gioco delle correnti non funziona più , nel senso che l’occupazione principale di molti è di guardarsi intorno e di vedere da dove soffia il vento. Sono stati allevati vincenti e non ammettono di poter vivere in altra maniera. Epperò, non essendoci una carta sicura, anche i leader nazionali si sono ritratti in un silenzio tattico anche dimenticando che in periferia da qualche parte si vota. E’ un bene per la Basilicata dove il brand del Pd , se si ostina a mettersi davanti, rischia di creare uno svantaggio competitivo alla coalizione, diventando esso stesso un bersaglio polemico. Se si vuole spostare il dibattito sulla proposta politica e sul futuro della Basilicata, lo sforzo è di mettere insieme un aggregato di classe dirigente incentrata sulle cose da fare e per ciò stesso competente e capace.  Abbiamo visto in questi giorni che il dibattito politico è tutto incentrato sulle colpe del passato. E’ ovviamente l’opposizione a battere questo tasto, ma dalla maggioranza non si fa niente per spostare il dibattito sulle cose buone che sono state fatte e soprattutto su come andare avanti nelle grandi questioni che toccano il lavoro dei giovani, le politiche per crescere e le cose da contrastare. Oggi pomeriggio a Potenza c’è la prima uscita del pd  sui temi del Mezzogiorno e dovrebbe essere l’occasione per dare una traccia di lavoro  ai militanti e un messaggio ai cittadini. Ma di questo ceto politico contemporaneo si è notato sinora più la tendenza a parlare che quella ad ascoltare. Se non è più così, se la bufera elettorale ha sturato le orecchie , vorremmo sentire parole chiare sull’autonomia differenziata , sulla questione petrolio, sulla richiesta di moralizzazione della gestione pubblica, sulla caratura altamente professionale dei dirigenti, sulla meritocrazia e sui concorsi, sulla chiusura della vicenda precariato, sulla scelta di un solo ente ospedaliero regionale e di una sola ASL, su come colmare la grave carenza di una rete territoriale sociosanitaria per gli anziani. Su cinque sei punti , non limitati al titolo ma anche alla esplicazione della scheda, potremmo capire se questa parte dello schieramento ha ancora titolo per governare.  Lo stesso fatto di mettere sullo stesso piano i cinque stelle e la destra lucana è di una miopia strategica incredibile. Spiegare alla gente che con i cinquestelle si è sullo stesso versante, significa colpire insieme il vero nemico di questa regione, che è una cultura nordista che ha cambiato le regole del gioco e che non chiede la secessione ma lavora sottobanco per chiudere i rubinetti della solidarietà nazionale e della coesione territoriale. Una destra estrema che gioca al sovranismo, ma sta spaccando l’Italia in due, con gli applausi dei meridionali. Rocco Rosa