PER BARDI, I GIORNI DELLA MERLA PORTANO CRISI

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Per il Governatore Bardi , per il suo Esecutivo e per la maggioranza che lo sostiene si apre la settimana della verità, con la prova del nove sulla capacità di tenuta della coalizione in ordine ad una legge che quando sembrava aver varcato la soglia del Consiglio improvvisamente è sfuggita di mano. La riunione romana con i segretari regionali , con le affermazioni comuni sulla coesione e sull’unità di intenti, ha fatto la stessa fine, naufragata quando si è passati dalle parole ai fatti, segno che o i segretari contano per se stessi oppure Bardi ha registrato solo le parole che gli piacevano. Sta di fatto che la maggioranza non solo non è pronta a rimettere le cose a posto ma si sta dividendo pericolosamente tra potentini e materani, anche con l’improvvida iniziativa di Confapi di chiamare a raccolta tutti i consiglieri materani, quasi che il ruolo nell’assemblea regionale sia quello di difendere il campanile. Dall’altro lato c’è un assessore che, stanco di fare cuci e ricuci, su un provvedimento che lo tiene impegnato da un anno, si è collocato sulla linea di confine, sostenendo che o passa la legge oppure è lui a passare il confine del Governo regionale per tornare a fare l’imprenditore. Così stando le cose , Bardi rischia seriamente la crisi, a meno che non prenda di petto la situazione e avochi a sé gli emendamenti che ritiene necessari per rimettere insieme le diverse posizioni. Che si divaricano esattamente su un punto: tra chi ritiene che la legge, pur salvando l’esistente attività autonoma del consorzio materano,mette le nuove competenze in mano alla spa regionale ,e quindi vorrebbe la totale esclusione di ogni riferimento al territorio di Matera, e chi invece , vedi l’assessorato, ritiene, giustamente , che una società di promozione e gestione della politica industriale non possa confinarsi in una sola parte, ancorchè vasta, del territorio regionale. Da qui alcune proposte che arrivano anche dall’opposizione come l’idea di Braia di  utilizzare per questo scopo una società già esistente, come Sviluppo Basilicata  e  trasferire il personale del Consorzio parte a questa società e parte , come previsto, agli enti che dovranno gestire la depurazione e, il rifornimento idrico ed energetico ( acquedotto, egrib, sel.) Che le cose dovessero complicarsi era scritto già dall’inizio di questa storia, con la presa di posizione di Fuina, commissario Asi di Matera, contro ogni ingerenza della Regione in un ente che si mantiene da solo ( grazie a tecno parco e alla sua attività di depurazione). E per difendere quella autonomia si sono dette cose giuste e fesserie colossali, quando sarebbe bastata  un ragionamento sensato del tipo: La riforma Renzi del Rio ha disegnato una sola Provincia che è quella di Matera-Potenza; dunque le competenze urbanistiche e di pianificazione  del territorio industriale regionale ( riprese in capo alla regione)  possono essere svolte da un unico ente mentre per i servizi occorre che eventualmente passino senza debiti e con un contributo straordinario annuale della regione per le aree a forte diseconomia ( Isca pantanelle, baragiano,  Senise) . La Spa va in quella direzione, ma quello che conta è il concetto di un organismo unico non la forma societaria che può rimanere anche un ente pubblico economico. Chi non vuole la Spa non può pretendere di lasciare Cupparo con il cerino in mano e i dipendenti consortili senza stipendio e quindi non può evitare che la regione metta in liquidazione il Consorzio potentino e  faccia un solo consorzio regionale Matera-Potenza, ripartendo insieme senza debiti, salvaguardando sia l’unità della pianificazione, sia il mantenimento dei servizi, che potrebbero tornare a dare utili attraverso interventi di  ristrutturazione ( vedi il depuratore di melfi o di nuovi business  ( vedi accumulo energetico, gas ecc.). Invece uno stupido campanilismo , che sembra nascondere più di qualcosa sotto, ha sbarrato l’unica strada sensata costringendo l’esecutivo a scegliere  viottoli stretti e angusti . Col risultato che quando sembrava aver accontentato tutti, l’assessore Cupparo si è visto sbarrare l’uscita. Così stanno le cose. E chi oggi si fa verginello , si copra bene per non mostrare il rossore della vergogna. E quanto alla messa in liquidazione del consorzio potentino, si scelga un  amministratore  straordinario con tutti gli attributi professionale, perchè dell’universo consortile e del suo patrimonio si sa poco o niente. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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