cronache di fine ottocento 

LUCIO TUFANO

Dall’Indipendente pubblicato nella tipografia dell’Economia e del lavoro, fondato da Giuseppe Santanello nel 1877, un articolo di F. Pomarici sulle assicurazioni.

Quattordici soldi al giorno, in capo ad un anno, a dieci, a una vita, per sessantaquattro anni, vita media fissata nella curva delle statistiche, fanno per gli eredi una ingente somma, purché la provvidenza lo permetta.

La previdenza invece non fa cadere nel nulla il calcolo, monetizza l’incerto, la morte, la curva impazzita del diagramma che lascia senza tetto, senza guida i poveri orfani alla mercé del borsello del sagrestano.

Sui calcoli della vita si fondano le compagnie di assicurazione a gettare un ponte oltre l’imponderabile a suggello di un disegno trascendente che non di ombre ha bisogno ma di corpi, di decessi registrati regolarmente dall’impiegato addetto per realizzare un autentico progetto di longevità economica. Sulle pagine de «L’Indipendente», si capitalizza l’assenza di vizi e le virtù si trasformano in un cumulo di denaro risparmiato, per un miracolo inventato da Beniamino Franklin che fa da parafulmine alle privazioni e al sacrificio della miseria degli anni ottanta.

A che pro’ vino, liquori, tabacco, carnevale, feste in casa, la maledizione delle tasse, del governo, se le esigenze della famiglia, il caroviveri, consumano ogni guadagno? Eppure si spende almeno il doppio, all’ozio, al lusso, al gioco del lotto.

Il risparmio invece è la virtù dell’emancipazione reale dal superfluo o dall’utile. È eroismo quando è tolto dal necessario. Roma si impose al mondo quando la moglie del suo console lavorava con la rocca e il dittatore con la ronca.

Risparmio, dunque, una ora in più di lavoro, previdenza, i tre colori della bandiera italiana contro tutte le lotte di socialisti e nichilisti, Pomarici, senza volerlo, passa sul cadavere di Marx.

Ma per conto della prima Società ungherese con sede a Budapest, società anonima istituita nel 1858, alla strada Pretoria, 312, avvisa di assumere, a datare dal primo aprile 1883, anche le assicurazioni a premio fisso contro i danni della grandine.

Tommaso Senise, vice presidente del Consiglio Provinciale di Basilicata il 14 dicembre 1883 si è presentato con Fon. Corneale a S.E. De Pretis per invitarlo a visitare la nostra provincia. 

Giuseppe Santanello, a palazzo Barbelli, rimpetto ai tribunali, tipografo e direttore de «L’Indipendente» è in grado di eseguire ogni sorta di lavoro: cifre colorate su buste e carta, partecipazione di matrimonio o di morte, semplici circolari o opere voluminose, moduli di magazzino o cartelli di spettacoli.

La concorrenza che intende fare la tipografia Dell’Economia e Del lavoro non è basata sul ribasso dei prezzi dettato dai rancori personali o da bassa gelosia di mestiere. Non se la prendano i signori Favata, Magaldi, Della Ratta, Santanello Alfonso e Petruccelli, tipografi di Potenza. Non è giusto né morale, specialmente da parte di pubbliche amministrazioni che continui l’abuso delle bizze e gelosie che esistono fra i tipografi di questa città, promuovendo pubbliche gare ed ottenendo ribassi favolosi e rovinosi.

Fasci di fanali, coni di luce e di ombre, completano la Scala del Popolo che rompe la cinta urbana per un morbido atterraggio della piazza nelle scarpate sottostanti.

Una rampa, un varco a scalare, che immette vento e gente nei vicoli che serpeggiano fra case e palazzi.

Nella via principale tortuosa e stretta, che serra il passo alle carrozze e stringe l’armatura in ferro battuto dei balconi, una folla di persone formicola indaffarata fra le botteghe.

Da Milano, via S. Antonio 4, contro vaglia di lire sette, franco di porto in qualsiasi luogo provvisto di servizio di pacchi postali, massima segretezza in modo che sia possibile supporre di cosa si tratti, si spedisce la essenza virile, specifico rigenerativo del dott. Koch: stringimenti uretrali, blenorrea cronica, polluzioni notturne, impotenza virile e in genere tutte le deplorevoli conseguenze, provenienti da rapporti ed eccessi sessuali, vengono guariti radicalmente senza mercurio.

Dirigersi quindi con indicazione del male od imperfezioni fiduciosi all’indirizzo.

Cinque o sei vetrine provviste di merce, una modista francese, un buon albergo con letto e camere pulite, una trattoria tenuta da Giuseppe Torriani, milanese, cucina del settentrione, e un bravo cuoco pure milanese nella salsamenteria di Paolo Diamante e Giovanni Villone, imbastiscono e mestano i messaggi che arrivano e i desideri che partono con i primi freni di cappelli e tegami, sintomi di una città conquistata ma che guarda a settentrione, che toscaneggia, che esige distinzione fra salse e ragù.

C’è anche chi, Vincenzo Cantore di Rocco, dovendosi disfare del deposito di macchine da cucire di Elias Howe Junior di New York, offre al pubblico la rimanenza, garantendone la perfezione: macchine lettera 0, A, e C, uso sarto o calzolaio, a pedale, a pedale grande, a mano, a due fili, per 70, 120, 140, 300 lire.

Regina e Contadina al Teatro Stabile

L’Indipendente 11 agosto 1883 

… Di volo porgo il saluto della bene arrivata alla brava prima donna signora Paolina Bernabei, una Regina coi fiocchi, ed una Contadina da far dimenticare le più belle pacchianelle di Potenza. La signorina Marietta Vigilante merita anch’essa di essere encomiata nella sua parte di Carmen; ed il pubblico non se lo lasci dire per farlo, applaudendola in ispecie, al duetto col bravo Cappelli. Il nostro vecchio amico Federico Stagi è ancora tra noi! Egli, il Duca Libertino, l’intrepido e fedele Edgardo, l’appassionato Armando ed il tenero e coraggioso Fernando, l’ho visto ieri sera con rara maestria, eseguire il Don Sebastiano. Il nuovo baritono Nicolo Lamorgia, disimpegna la parte di Don Pedro. Augusto Cappelli è un basso comico che basta nominare in arte per sentirsi a dire: Oh! quanto è bravo! Il comprimario signor Brile, ha una discreta voce di tenore, e certo farà carriera perché ancora molto giovane. Dell’orchestra, o per meglio dire del Maestro Mugnone mi riservo a parlare e lungamente altra volta.

A Potenza, strada Pretoria, n. 61, presso la ditta Fortunato D’Agostino & Figli, unico deposito in Basilicata con privativa del Regio Governo, unico surrogatore del sale nella confezione dei gelati: Il Refrigerante Italiano.

in copertina , foto tratta da potenza d’epoca, pagina fb