DI ARMANDO TITA
della nostra vita democratica dobbiamo ricordare ai “distratti” che sono state spezzate e spazzate via 85 esistenze di innocenti cittadini e cittadine da una criminalità politica senza pari.
Un terrificante massacro pagato da cittadini inermi di “seconda classe”.
L’ordigno lasciato nella Sala d’attesa della seconda classe dimostra plasticamente l’odio verso gli ultimi. Alessandro Bergonzoni con la sua immensa generosità ha donato ai familiari delle vittime una “Lettura corale” dall’emblematico titolo: ”85 d’Agosto Tempo di continuar a dire” “Continuar a dire” all’intera comunità democratica di ieri e di oggi che mai mi sarei aspettato qualche mese dopo la strage tanta sensibilità e tanta solidarietà dal popolo e dalle istituzioni bolognesi guidate dal Sindaco dell’epoca Prof. Sen. Renato Zangheri.
Una vicinanza, un’empatia e un sostegno morale e materiale, inattesi e inaspettati, al mio Comune di Ruvo del Monte, disastrato dal sisma del 23 novembre 1980. Sono ricordi indelebili di un giovane vicesindaco dell’epoca supportati da uno stupendo clima di solidarietà e da quella stupenda idea dei Gemellaggi con le Regioni del Nord.

Renato Zangheri
Sono gli ultimi esempi di solidarietà vissuta e praticata tra popolazioni del Nord e del Sud voluti, agognati e concretizzati convintamente dall’ottimo Commissario Straordinario On.le Zamberletti.
Una vera amabilità e una umiltà di uomo davvero straordinario non solo nel ruolo.
Le umanità “sottovoce” di Zamberletti e di Zangheri e della Giunta del Comune di Bologna dell’epoca che credevano fermamente nel protagonismo e nell’autogestione dei Comuni della Basilicata, al pari di uno “stratosferico” Manlio Rossi Doria che in un memorabile intervento del lontano 1981, in quel di Santomenna, in provincia di Salerno, inveiva contro i governi dell’epoca , rei di bieco dirigismo e di assurde imposizioni dall’alto.
Una sorta di “pensiero forte” calato sui nostri territori e sulle nostre popolazioni con una industrializzazione selvaggia poco rispettosa delle produzioni autoctone e, soprattutto, senza alcun effetto moltiplicatore.
Il risultato sconvolgente è sotto gli occhi di tutti. Una terrificante desertificazione industriale condita da un mafioso “mordi e fuggi” e da un criminale spreco che ha favorito la più gretta e la più negletta imprenditoria del Nord in uno scenario terrificante di opere incompiute e di paurosi fallimenti industriali, condannando definitivamente al totale degrado meravigliosi territori irpini e lucani.

Ruvo del Monte 1980
Confermando la stima e il rispetto del Sindaco Zangheri al Comune di Ruvo del Monte e del Commissario Zamberletti per i Lucani non dimenticheremo mai i primi interventi emergenziali voluti dalla sua prima ordinanza ’80.
Ordinanza ‘80, accolta favorevolmente da tutti i Sindaci, prodromica alle belle performance degli amministratori lucani gestori diretti della ricostruzione “intelligente” dei Centri Storici di Potenza, Guardia Perticara, Ruvo del Monte e di tanti altri Comuni che hanno avuto il pregio di non modificare l’assetto urbanistico precedente. (un esempio… per la Milano di oggi)
Il Sindaco Zangheri e la sua Giunta di Bologna e il Commissario Zamberletti hanno saputo alleviare il disagio delle popolazioni terremotate lucane favorendo i protocolli d’intesa con le amministrazioni del Nord gemellate.
Gemellaggi che hanno portato una marea di solidarietà e di volontariato puro e genuino. Un volontariato che ci ha fatto sentire a noi, amministratori lucani dell’epoca, stimati, riconosciuti e “tollerati”. Chi ha rifiutato drasticamente questi gemellaggi non ha mai toccato con mano i momenti più belli e più vissuti della democrazia partecipata lucana. Con i gemellaggi è stata favorita la formazione dei Comitati popolari unitari.

Giuseppe Zamberletti
Aver messo in relazione la nostra identità, le nostre radici, la nostra storia, il nostro fattivo e caparbio impegno quotidiano con le Amministrazioni del Nord, nostre gemellate, è stata per noi, giovani amministratori dell’epoca, una vera “palestra di vita” . Chi potrà mai dimenticare il Protocollo d’Intesa firmato dal sottoscritto e dal Sindaco Zangheri nello storico Palazzo d’Accursio. Il sindaco Zangheri e la sua Giunta , pur con l’immenso dolore della strage alla stazione e il commissario straordinario Zamberletti con il suo Vice Generale Bernard ci hanno spronati a fare sempre di più per le nostre comunità, ci hanno indirizzato e orientato verso la bella condivisione, il dialogo e il confronto, ci hanno fatti sentire orgogliosi di appartenere alla bella “etnia” lucana. Essere parte di un microcosmo come quello lucano è stato troppo importante per noi, amministratori dell’epoca. Confrontare le nostre idee , il mettersi continuamente in gioco è stato un vero banco di prova.
Se Don Milani affermava che uscire “insieme” dai problemi è fare politica. NOI abbiamo fatto Politica, cari lettori, con valori e buoni esempi rivivendo l’imparzialità di quei momenti con le regie del Commissario Zamberletti e del Sindaco Zangheri, del suo gentleman Vice Sindaco Gabriele Gherardi , per non parlare del preparatissimo Assessore Matulli e del simpaticissimo Assessore Mazzetti. Vogliamo riprenderci da questo odierno analfabetismo funzionale, da questa rozza e strisciante “guittocrazia”, da questa imperante “mediocrazia”. Vogliamo partecipare pure NOI, lucani del vecchio conio, liberi e forti, alla Sandro Pertini, alle varie staffette che raggiungeranno sabato 2 agosto la città di Bologna…per non dimenticare. Un pellegrinaggio della Memoria che non si ciba di depistaggi e di connivenze ma di VERITA’. Vogliamo commemorare insieme al bravo Assessore alla “Memoria storica” della Città di Verona, Jacopo Buffolo, i tanti bambini innocenti vittime della Strage (come i bambini massacrati a Gaza o a Kiev)e il giovane ventenne Davide Caprioli morto nella Stazione di Bologna con accanto la sua chitarra…aveva tanta voglia di vivere come il nostro ragazzo lucano Pio Carmine Remollino, originario di Bella, in cerca di lavoro e di fortuna, brillantemente raccontato nello struggente video di Luca Garozzo: “ La Voce e l’Anima di Pio Carmine Remollino”.
Della sua morte non si seppe subito. Orfano di madre, il padre e i suoi sette fratelli lo appresero due giorni dopo. Il lunedì successivo all’esplosione…anche nelle tragedie… siamo gli “Ultimi”.