IOLANDA CARELLA & SALVATORE SEBASTE
Ruoti
Secondo il Racioppi il toponimo deriva dalle forme del basso latino Rodium e Rothus, terreno aperto dall’aratro o maggesato; per altri dalla forma circolare del suo orizzonte e della sua conca, quasi una ruota di carro, che ha per centro l’abitato e per raggi i monti circostanti. Le sue origini sono antiche e probabilmente risalgono al VI-V secolo a.C., quando nella zona s’istallarono i primi nuclei di popolazione sannitica, lungo l’antica strada che collegava Metaponto con la valle del Sele. Nei pressi dell’antica rocca si riscontrano resti di mura preromane costituite da pietre calcaree e, alla sorgente di Fontana Bona, una stipe votiva facente parte di un santuario campestre (del IV-III secolo a.C. come risulta da alcuni reperti); in contrada Giovanni è stata trovata una villa rustica romana e un b
SAN ROCCO
Pure a sinistra è l’acquasantiera e il vecchio fonte battesimale del Trecento, proveniente dalla primitiva chiesa di S. Pietro. A destra si trova il dipinto su tela Madonna delle Grazie tra S. Carlo Borromeo e S. Francesco d’Assisi, della bottega di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, su modello del dipinto realizzato dal maestro ad Anzi. Vi è conservata la tela dipinta ad olio: Madonna del Carmine incoronata con S. Lorenzo e S. Lucia del tardo Cinque cento. Tutte le tele furono donate dalla famiglia Pisanti. L’antica Chiesetta della Madonna del Rosario evidenzia un portale in pietra del Cinquecento e conserva la settecentesca statua lignea dell’Immacolata, donata nel Novecento dalla famiglia Mutalipassi. Nella villa comunale è
RUOTI 12 MADONNA DEL CARMINE
la nuova Chiesa di S. Vito, costruita su progetto del geometra Nicola Zuccarella tra il 1997 e il 2001 sull’impianto di quella originaria del Settecento (demolita dopo il terremoto del 1980). Dell’antica struttura conserva il portale, i gradini dell’altare e l’altare stesso. L’ambone e la Sede del celebrantesono stati ricavati assemblando le antiche pietre della primitiva chiesa. L’abside semiellittico è illuminata da una vetrata circolare. Nel presbiterio sono da notare la statua lignea di S. Vito, e il Crocifisso, realizzato con materiali poveri dal parroco don Antonio Arenella. Le vetrate laterali illustrano la storia di Gesù e dei santi venerati a Ruoti.
Bibliografia
- Gerardo Salinardi, La terra di Ruoti in Lucania, Foggia, S. L. Circolo Culturale Ruotese,
- Società Sintesi, Ambiente e Cultura: fattori e sviluppo per le aree interne della Basilicata, Villa d’Agri (Pz), Ars Grafica srl, 2000.
- Alunni Scuola Media dell’Istituto Comprensivo di Ruoti, La ruota del Tempo, 2000.
- Anna Grelle Iusco, Arte in Basilicata, Roma, De Luca Editore, 2001.
- L. Larotonda e R. Palese, Potenza una provincia di cento comuni, Milano, Arti Grafiche Motta, 1999.
- Giacomo Racioppi, Storia della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C.,
- ristampa anastatica, Matera, Grafica BMG.
