LUCIO TUFANO

La grande rotazione: questo è l’anno scuro!

 

 

Rocco Castrignano si fa pensoso quando dichiara, con fare gnomico che “la rotazione è molto scura, che dobbiamo morire molti miliardi di umanità”. “C’è un grande passaggio, la terra deve fare si e no, e i mezzi elettronici si devono lanciare (i missili) perché il governo russo non s’ha voluto presentare alla base, alla vera socialità umana”.

“Tra la Russia e la Cina hanno fatto un bilancio segreto, per quando arriva il momento, in cui faranno un grande obiettivo.

Questa è la grande rotazione, l’alleazione Russia e Cina e chi s’è visto, visto. Quando sarà il giusto momento meneranno u tuocco, perché il governo americano è rimasto congelato. Non è paura, ma c’è la grande paura”. Il film scorre nella moviola della sua mente attenta e confusa, ma che rigurgita di domande, di risposte, di sentenze ammonitrici di cose che si sono fatte o avvertitrici di cose che si stanno per fare o che non vanno mai fatte. “Tre sono le grandi presenze: Cina, Russia e America, questo è “lo cioco direttivo, questo obiettivo di parlamento: non si possono spostare né a sinistra nè a destra e allora si mena al centro, questo è l’obiettivo della nuova scienza. Il Signore quando vede che non si può … fa aprire la terra per dimostrare chi è più forte e fa capire che noi non possiamo comandare il mondo. Allora ti fa venire i grandi raggi del sole che ti distruggono, e ti fanno sbriciolare tutto, come è successo all’anno ’60 che sono usciti dalle Alpi i militari che il sole ha fatto sciogliere …, sono usciti dai ghiacci in disfacimento. Ti può anche mandare animalucci selvatici che ti mangiano vivo.

Quest’anno molti animalucci sugli alberi, le cambe, ci sono state e possono aumentare al punto da divorare tutti. È successo nell’ottantatrè. Fra quindici/venti anni verrà la grande guerra secca perché la grande cometa che passerà dalla parte della Sicilia o dal Sud America, i due punti cardinali, pote venire buono pote venire male – questa cometa è comandata da San Donato, il santo più miracoloso del mondo – comanda a me, a te, a tutti, il cielo, il sole, la terra, la luce elettrica e poi c’è l’altro comandamento”.

Sugli uomini Castrignano si esprime con cautela: “ogni dieci cattivi ne trovi uno buono. Ci vuole molta intelligenza per capire la vera storia dell’uomo: il personaggio lo devi prendere con la dolcezza e quello scende al sentimento tuo”.

Dice ancora che “dall’anno 300 v’è una grande pianeta del martire Donato, la grande pianeta che sorge dal pulinord (polo nord)… C’è ancora molto tempo per l’Anticristo; altri pochi anni. Si dovranno mangiare l’uno con l’altro perché l’umanità vuole andare più avanti della legge di Dio.

La vera legge del Signore è di 465 pagine (mentre parla recita un rituale ad uno starnuto: saluss e salass ias, in ispagnolisc) è la vera legge dei protestanti, dei praticanti la predicazione, dei passionisti, dei giudici. Poi ci sono i vangelisti, la storia missionaria, i grandi profeti e i falsi contro la legge del Signore, i farisei che vogliono truffare con la favola … La fine del mondo è giusta nel duemila. C’è una grande distruzione dell’umanità. Questa è l’ultima rotazione. Ogni cinquecento anni viene un personaggio dal mondo della fame, alto un metro e 25, ha la testa due volte la nostra, gli occhi grandi come arance, con colori diversi”. Sostiene infine che esiste il demonio e che “ce lo portiamo sulla spalla sinistra quando quello ti deve tentare, allora ti prende a destra, t’incontra, ti fa dimenticare, ti fa variare il cervello, ti fa storcere il pensiero e in qualsiasi ora ti attira”.

Castrignano, relitto socio/sciamano, nato ai piedi della Castro-fortezza di Anzi, ultimo del contado.

Guardiano bracciante, presente nullafacente e tuttofare, vive ad Albano indossa il bavero del pastrano ed è pettinato sulle tempie, le rigate parietali, da radi capelli ravviati. Curvo e magro con le orecchie a sventola grandi e lunghe. La paura lo rende mistico di sè e delle creature inermi. Rocco Castrignano è tenero con gli animali e le persone e racconta che quando “la sera e la temperatura sono limpide al punto che puoi controllare le stelle una per una, come su di una giacca a quadri”, vi trovi il fondamento e il significato di esse: Ti faccio vedere i carri trionfali che arrivano verso le dieci.

Sente il terremoto due ore prima con la stessa inquieta sensibilità percettiva dei gatti e delle pecore, e poi vi è “la seconda stella, la stella regina serali, la stella di Santa Caterina”. Ma Castrignano non è un astronomo, è tutt’al più uno “strologo” che “l’anno ’61 al 15 febbraio alle ore sette è fatto questo finomino che è resistito fino alle otto”. Devi pensare una volta al giorno e chiedere al “Rigore” di fare una bona morte giacchè il mondo si trasformerà in molte cose, giorno per giorno, perchè la nostra energia, la nostra scala mobile è per chi sale e per chi scende”. Il centro storico che ha fondato Birilinguer è sbagliato, perchè la cosa deve avere una più robusta architettura”. Ma Castrignano è anche un poliglotta, a modo suo: “l’inglese sta quasi alla pronuncia, la M sta verso di noi e con l’inglese è capo-sotto (alla rovescia) W. Le parole partono tutte dalla lettera acca: lo spagnolo è uguale al nostro linguaggio basta solamente aggiungere oss: mioss, duoss, treoss, quattross, porta la esse finale ed è come il Vangelo che parla delle ossa”. Il “mancpuotolo” è colui che non può, l’handicappato. La “maciacia” (signorina) è scritta in un “vesebuco” (vocabolarietto) “sturiess spagnolisc”.

E Castrignano è anche guaritore: “che se incontra una donna malata in mezzo al bosco, vuol dire che ha la debolezza del cervello e tu le devi dare da bere. Per la debolezza di stomaco occorre invece zucchero e un bicchiere di acqua calda. Nella vita noi uomini abbiamo molte debolezze! si tiene la pressione alta, la medicina è la auliva, quella giovanile, la foglia giovane, e la fai bollire con l’acqua in una pignata di terracotta con coperchio, senza farle toccare ferro; deve bollire fino a ridursi da due litri ad un litro. Dopo questo, la metterai a residenza e bevendone un bicchierino ogni mattina per quindici giorni”.

“Per il fucariello di S. Antonio ci vuole “l’armentizzo” che fa come i vermicelli (la gramigna) – mentre per il riscaldamento viscerale occorre il finocchio selvaggio. Ore e minuti si combatte il diavolo, perchè egli risiede sul “nostro muscolo” che ti fa impazzire. Mentre tu stai così per i fatti tuoi, ti viene quel pensiero “austriaco” (nemico): solo il rotilio della buona casa, grosso libro che viene dai stampatori che fanno i barbanera e i calendari da Foligno, ti può aiutare”. “Sabito padde e chiummo e recchia l’ora”. Con questa frase si interrompe la fatturazione “al sabato e non va più avanti”.

Per il malocchio si dice la orazione “il mal di pancia te lo fai passare – se la sai fare vivi se nò mori.

Quello che ti fà il servizio malamente “ti fa ascire una mascia”.