PETROLIO: SE BOLOGNETTI PROMUOVE PITTELLA

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ROCCO ROSA

Con buona pace di chi continua ad utilizzare la questione petrolio come mero corpo contundente da sbattere sulla testa di Marcello Pittella, a mo’ di battuta verrebbe da dire che finalmente “c’è un nuovo sceriffo in città” e, a quanto pare, intende far rispettare la legge. La decisione presa dal Presidente della Giunta regionale di bloccare le attività di reiniezione delle acque di strato nel pozzo Costa Molina2, dimostra che avevamo ragione a nutrire fiducia nella capacità di questo governo regionale di imprimere un deciso e necessario cambio di rotta nella gestione dell’affaire petrolio”.
“Avanti così per tutelare ambiente e salute. Avanti così per far comprendere ai grandi player dell’energia che in Basilicata c’è una politica che intende governare il territorio, tutelare i cittadini, far rispettare le regole e le leggi. Avanti così verso sempre più rigorosi e stringenti controlli e magari verso l’approvazione di una legge che fissi limiti sul fronte di certe emissioni inquinanti, quali gli idrocarburi non-metano, per i quali, ahinoi, si registra un vuoto legislativo nazionale. Avanti così verso l’urgente varo, a tredici anni di distanza dall’approvazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, di un Piano Paesaggistico Regionale”. Chi lo dice non è un quisque de populo ma Maurizio Bolognetti, segretario regionale dei radicali e uno che suL petrolio e sull’ambiente  non si è mai arreso, piazzandosi davanti ai cancelli, facendo l’ira di Dio su Radio radicale e sui mass media, attaccando a testa bassa l’Eni, andando in tribunale per querele e per denunce. Oggi lui più che difendere Pittella dice una cosa per noi è giusta: avessero fatto prima quello che si sta facendo ora, non saremmo a questo punto. E se siamo a questo punto oggi , cioè che incominciamo ad alzare la testa,dopo vessazioni e devastazioni, è proprio grazie alle battaglie che alcune persone, dalla Colella a Bolognetti, hanno fatto per far capire alla gente i pericoli della situazione. Solo che questa volta dall’alto lato non si è girata la testa, non si è passata la palla ad altri e non ci si è lavati le mani come ai tempi di “Ponzio Pilato”. Si è capita la situazione e la si è affrontata, con misure straordinarie che avrebbero dovuto essere prese dieci, venti anni prima, come  misure di ordinaria amministrazione. Un’ Arpab più forte, dotata di figure specialistiche e in grado di  contestare le situazioni di anomalia, un’alleanza con i centri specialistici nazionali, la creazione di una Fondazione che fungesse da osservatorio neutrale.Tutto in silenzio, senza clamore e con la determinazione che bisognava andare avanti fino a creare una situazione in cui i due inrerlocutori potessere guardarsi ad altezza d’occhi.

Una diversità di vedute è sacrosanta e la lotta politica spesso forza queste diversità colorandole di aggettivi, qualche volta blandi, qualche volta assolutamente disdicevoli, che poi stranamente vengono presi a modello da una subcultura social, dove parole come ” delinquenti e ladri “sono di uso comune. Perciò bisogna cogliere le preoccupazioni di chi non è contento della situazione e dice , come fanno i cinque stelle,  che il petrolio in Basilicata è un esperimento fallito, da archiviare nel più breve tempo possibile con la chiusura del Cova, la bonifica immediata dei territori inquinati a carico dell’Eni e la riconversione delle attività produttive. Legittima convinzione , solo che dovrebbe essere accompagnata da una valutazione seria di che cosa può succedere se da parte dell’Eni non c’è la voglia di assecondare un processo di cambiamento del modo di produrre e del passaggio verso una incentivazione del green. Sarebbe opportuno lavorare su questo e fare in maniera tale da preparare un futuro diverso. Ma il brutto di questa situazione è che c’è una cacofonia di linguaggio, che poi diventa frastuono nei momenti preelettorali. Ci vorrebbe un dialogo che faccia emergere le diversità in una unità di popolo, il dialogo al posto dell’invettiva, il riconoscimento reciproco del ruolo che ognuno tiene in questa nostra società regionale. Non il silenzio, non la convergenza di comodo, non la sottomissione , ma l’unità che deriva dall’ascoltarsi reciprocamente e senza fare piedino sotto il tavolo.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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