PETROLIO, DE SCALZI E L’ATTESA DI PITTELLA

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Lunedì il presidente della regione terrà una conferenza stampa sulla questione petrolio, alla luce delle dichiarazioni di De Scalzi , che hanno avuto il merito di aumentare il già alto tasso di diffidenza dei lucani. Pretendere che siano gli altri a cambiare, quando è lui o chi per lui ad aver sbagliato, è solo sintomo di arroganza e insofferenza verso tutti quelli che non la pensano come lui e o si mettono di traverso, o, più educatamente ma con la stessa fermezza, alzano  un dito per fare delle domande sensate. L’approccio dunque è sbagliato e può essere compreso solo se si entra in considerazioni diverse, di ordine economico e di redditività degli investimento da parte del cane a sei zampe. Lo sfruttamento dei giacimenti della val d’agri è un programma strategico italiano ed esso non si esaurisce con il protocollo a suo tempo firmato con le Istituzioni ed il Governo.  Significa fare altro  e quell’altro lo conoscono in pochi. Ma certamente non si spendono 5 miliardi per ricavare più barili dagli stessi pozzi e questo significa che bisognerà aprire il dibattito riguardo ad alcuni pozzi in sonno.  Magari in zone dove l’esame del greggio ha dato maggiori soddisfazioni  rispetto alla stessa qualità che si estrae in quelli in via di sfruttamento. L’AD di Eni si rende conto però che il clima è cambiato e che non ha la certezza di poter fare tutto quello che è nei piani aziendali: sono cambiati gli interlocutori politici , è cresciuto il protagonismo ambientalista , c’è una opinione pubblica contraria, perché ha fatto l’equazione petrolio=corruzione=danni al territorio e nessun vantaggio reale alla comunità Che sia giusta o meno giusta questa convinzione comune, non la si può smantellare , se non cominciando un dialogo partendo dalle cose che interessano i cittadini e non l’azienda, le sue consorelle(o il Governo, o lo Stato) perché tutti questi soggetti della Basilicata se ne sono strafregati, almeno da quando è morta la Dc , quella Dc dove un Colombo aveva l’autorità sufficiente per dire ad un gran commis “ vuaglio! vedi di non strafare” . Da allora , grazie a politici che si sono fatti zerbini di fronte al potere economico, è successo quello che non doveva succedere in un Paese serio, e cioè aziende che hanno inquinato, occultato danni, poste recinzioni elettriche, scomodato i più grandi scienziati per dire che era tutto a posto.  E’ per questo che bisogna invertire l’approccio al dialogo, partendo da quello che i cittadini vogliono: attività pulita, attività super controllata da autorità terze,  trasparenza dei comportamenti e degli atti, supermonitoraggio delle falde acquifere e difesa delle stesse. E poi, secondo capitolo, che tipo di sviluppo porta, che non può essere solo quello delle royalties ma investimenti , filiere pulite, laboratori di ricerca, sviluppo delle aree industriali, logistica e quant’altro. Si aprirà in questa maniera il dialogo? Non ci credo ma ci spero. La speranza è legata al fatto che tante persone sono cambiate. E che dopo vent’anni difficili,  che per qualcuno sono stati anni d’inferno, abbiamo tutti una diversa consapevolezza. E quando il presidente di Numisma, viene ad aprire il fuoco di sbarramento per dire che il petrolio è una risorsa dell’Italia,dimostra che la Basilicata è un pò più cresciuta ma il cane a sei zampe è rimasto ancora ad allattare i sui cagnolini preferiti. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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