TALENTI LUCANI: PIETRO PICERNO, IL FASCINO PER IL MOVIMENTO UMANO

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a cura di rocco rosa

E’ nato a Policoro nell ’81, cresciuto a Tricarico che è il paese di origine della sua famiglia. Nel 2000, dopo la maturità scientifica, come tantissimi giovani della nostra terra, si trasferisce a Roma per studiare Scienze delle Attività Motorie e Sportive all’Università di Roma “Foro Italico”. Gli piaceva lo sport, non tanto praticarlo quanto studiarlo. Durante i suoi studi universitari, nasce l’attrazione verso la ricerca scientifica, in particolare per l’analisi del movimento umano. Decide di partecipare al concorso per il Dottorato in Scienze dello Sport e Salute al Foro Italico, dove risulta vincitore con borsa. Si forma scientificamente nel Laboratorio di Bioingegneria dell’Apparato Locomotore sotto la paterna e sapiente supervisione del Professor Aurelio Cappozzo.

“ Fu una vera e propria sfida per me, racconta, lavorare gomito a gomito con bioingegneri con un background per niente ingegneristico . Avevo bisogno di ricavarmi il mio spazio, di costruirmi il mio ambito di specializzazione che mi permettesse di avere un’identità precisa e fondamentale in quell’ambiente. Il Progetto Leonardo, programma di tirocinio curriculare finanziato dall’Unione Europea da svolgere in un’azienda dell’Unione Europea, fu inaspettatamente il mio trampolino di lancio. Nel 2006 partii per l’Olanda a lavorare in un’ azienda  che cominciava a produrre in quegli anni i primi sensori di movimento indossabili: accelerometri, giroscopi e magnetometri che oggi fanno parte oramai del nostro quotidiano (sono presenti nei controllers dei videogiochi, negli smartphone, negli smartwatch…in tutto ciò che è “smart” insomma). Ebbi, così, la possibilità di tornare in Italia con un primato non indifferente: ero, di fatto, tra i precursori nel panorama italiano delle scienze del movimento umano nel fare uso di sensori indossabili per l’analisi del movimento in ambito clinico e sportivo.  Ciò che è diventata poi la mia principale expertise nellka ricerca scientifica.

Poi ad un certo momento, hai abbandonato la carriera accademica..

Come sa, quel mondo, in Italia non è per tutti… Ma alla fine è stata una fortuna perchè io ed alcuni colleghi del laboratorio, accomunati dalla stessa sorte, non ci scoraggiammo e decidemmo di mettere le nostre competenze scientifiche, maturate durante gli anni di dottorato, sul mercato. Nel 2008 ottenemmo dei fondi regionali per avviare un’azienda spin-off del nostro laboratorio, che dopo poco divenne start-up. Nacque così nel 2008 Sensorize S.r.l., di cui ero socio fondatore. Sensorize era molto pionieristica per quegli anni: fummo i primi, almeno in Italia, a commercializzare un dispositivo indossabile per l’analisi e il monitoraggio delle capacità motorie in ambito sportivo e della riabilitazione. 

I cinque anni in Sensorize, dove ho ricoperto il ruolo di responsabile del settore Ricerca e Sviluppo, mi hanno dato la grande opportunità di crescere professionalmente non solo dal punto di vista delle competenze tecniche ma anche delle relazioni personali e del management delle risorse umane, mi hanno insegnato a costruire collaborazioni con le federazioni sportive nazionali e con importanti realtà aziendali del settore sportivo e della riabilitazione. In questi anni, soprattutto, ho avuto l’opportunità di conoscere a fondo il territorio e le figure professionali che ruotano attorno al mondo dello sport e della riabilitazione.

 

Mai dire mai, e per la serie “lucani testardi”, sei arrivato per concorso all’Università telematica eCampus

Quando mi comunicarono che ero risultato vincitore neanche ci credevo. Ad eCampus non interessava da dove provenisse il vincitore ma, da buona azienda privata, interessava solo che fosse il migliore tra i candidati. Così, nell’Aprile 2014, ritornai nel mondo accademico come ricercatore universitario. A questo punto davanti a me c’era un campo aperto: non c’erano né gerarchie accademiche strutturate né tantomeno predestinati ma, da buona azienda privata, va avanti chi lavora bene. E di opportunità di fare bene ce ne erano tanta ovviamente. C’erano da prendere per mano corsi di laurea, c’erano da costruire e guidare commissioni di ateneo. In pochi anni divento un punto di riferimento per il corso di laurea in scienze delle attività motorie di eCampus:

Nel frattempo, un altro treno stava passando, e a velocità molto elevate

Si, è stato quando l’azienda mi propose di costruire e guidare un corso di laurea magistrale in scienze delle attività motorie preventive ed adattate. Con grande sacrificio del mio tempo dedicato alla famiglia, accetto la sfida. Il corso di laurea magistrale, dopo numerose revisioni da parte dell’ANVUR (agenzia del MIUR per la qualità dei corsi di laurea) che ci impone che il corso sia “prevalentemente a distanza” (cioè caratterizzato anche da attività esercitative e laboratoriali in presenza), riesce a partire. Ma un corso di laurea appena nato ha bisogno di requisiti di docenza e altre posizioni da bandire a concorso si prevedono all’orizzonte. Tra queste, un posto di professore universitario di seconda fascia. Questa volta la fortuna non è dalla mia parte, ma lo è il mio curriculum: a Giugno 2018 divento professore associato. La gioia dei miei genitori. Una meta che mi è costata molto. Troppo. Il mio sogno, o almeno metà di esso. Già, perché l’altra metà è quella di tornare nella mia amata Lucania (come amava chiamarla mio papà). In molti pensano che sia un’idea insana. Che tutti vanno via e io voglio tornare invece. Ma la cosa non mi spaventa. Sarà che sono abituato a rimboccarmi le maniche e a costruire attorno a me. O forse 18 anni di traffico e smog di Roma sono semplicemente troppi e vorrei far crescere mia figlia là dove io ho avuto la fortuna di crescere.

 

 

 

 

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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