PIGNOLA, LA CHIESA DI SANTA LUCIA

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ANGELA MARIA GUMA

SANTA LUCIA tra Storia e devozione

 

Santa Lucia è la Santa della luce, protettrice della vista intesa non solo in senso materiale ma anche spirituale.

La celebrazione della festa in un giorno vicino al solstizio d’inverno è probabilmente dovuta alla volontà di sostituire antiche feste popolari che celebravano la luce e si festeggiavano nello stesso periodo. Il racconto della sua passio ci è stato tramandato da due documenti, il più antico in lingua greca del V sec., l’altro più recente, in latino, si fa risalire al VI-VII sec. Secondo la tradizione Santa Lucia subì il martirio a Siracusa durante il regno dell’imperatore Diocleziano (284-305). Una prova evidente della reale esistenza della Santa è data dal rinvenimento nelle catacombe di San Giovanni a Siracusa di un’iscrizione greca considerata la più antica testimonianza del culto alla Santa martire. In Basilicata il culto a Santa Lucia è molto sentito e in quasi ogni comune della nostra regione c’è una chiesa dedicata alla Santa della Luce Tra queste particolare rilievo assume  una piccola chiesa ubicata a Pignola sia per la bellezza paesaggistica nella quale è inserita che per la rilevanza storica.

LA CHIESA   di PIGNOLA

La piccola chiesetta a Pignola è ubicata su uno sperone ripido sul fiume di San Michele, a poche centinaia di metri dal centro abitato. Fu costruita all’inizio dell’ ottocento a devozione della famiglia Brigante. Non presenta particolari elementi architettonici.
Secondo recenti interpretazioni potrebbe essere il complesso ecclesiastico più antico del paese e la sua datazione risalirebbe alla metà del 1400, così come si evince da una pergamena del 1587 rinvenuta all’interno della statua lignea. Ad avvalorare tale tesi, anche la struttura del pavimento della cappella che risulta più bassa del livello esterno per via del processo naturale di sedimentazione del terreno che avviene durante diversi secoli.

In essa le funzioni religiose si svolgono solo il 13 Dicembre, giorno dedicato alla Santa.
In questa giornata i ragazzi usano percorrere tre giri di corsa intorno alla chiesa legati ad un laccio di lana multicolore. Durante la giornata, davanti alla chiesa viene acceso un grande falò e viene preparata “la cuccìa” che è una zuppa augurale di legumi che viene offerta ai visitatori. 

La Statua

In una nicchia della chiesetta  vi è la scultura lignea raffigurante Santa Lucia. La statua, fortemente alterata da interventi posteriori, in un recente intervento di restauro ha  recuperato la sua originale policromia che ha svelato, inoltre, importanti notizie sulla sua esecuzione. Infatti, grazie a una pergamena, trovata all’interno di una cavità sul dorso, sappiamo che la scultura fu realizzata nel 1587 dall’artista siciliano Geronimo Arnone, che fu autore anche della venerata statua della Madonna del Santuario del Pantano e di alcuni dipinti già conservati presso la Chiesa Madre di Pignola. La scultura fu realizzata grazie alle elemosine raccolte dai devoti e fu da sempre conservata all’interno della cappella di Santa Lucia, edificio che il documento dice essere stato appositamente restaurato a testimonianza quindi della sua preesistenza. Committente dell’opera fu il sacerdote Francesco Cammerota che redasse l’atto in qualità di notaio apostolico. Essa è realizzata da un unico blocco di legno, presumibilmente di acero. La posizione è di appoggio sulla gamba sinistra con flessione in avanti, mentre il busto è reclinato verso destra. La testa della statua risale ad un restauro novecentesco  dal momento che quella originaria è andata perduta. La mano destra regge un piatto argenteo datato  1857 al cui interno sono posti gli occhi della Santa nel rispetto dell’iconografia tipica. Sulla mano destra si ritrova, invece, un libro e la palma del martirio.

Una interessante iniziativa che è scaturita dalla devozione dei fedeli e dalla disponibilità di un comitato festa tutto al femminile nonché dalla sensibilità anche culturale del parroco Don Antonio Laurita  ha consentito il rifacimento della copertura della chiesa. Inoltre, a fine dicembre del 2017 è stato realizzato un rilievo fotogrammetrico ad altissima risoluzione unito ad un rilievo laser scanner terrestre con precisione della statua restaurata. Il progetto,  realizzato dalla società informatica Acas3D coordinata dall’Ingegner Federicio Capriuoli, ha permesso la realizzazione di una chiavetta usb contenente “la piattaforma multimediale della Statua. La vendita di questo prodotto oltre a far conoscere il bene monumentale  ha consentito di ricavare i fondi necessari al ripristino del tetto della Chiesa. Da quanto detto e descritto scaturisce una opportuna quanto necessaria riflessione ossia che la devozione può contribuire a mantenere in vita feste e tradizioni centenarie e a valorizzare il patrimonio artistico-culturale.  

 

 

 

 

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Angela Guma

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