Il Gup ha rigettato l’istanza dei legali di Pittella tesa ad annullare i provvedimenti cautelari di sospensione dall’attività con il conseguente divieto di dimora a Potenza. Una decisione che  a volerla esaminare in chiave benevola sarebbe dettata dal poco tempo che il Gup ha avuto a disposizione per valutare la richiesta del Pm di rinvio a giudizio, e quindi forse i legali del governatore qualche giorno in più prima di fare la richiesta avrebbero potuto concederli. Ma proprio il tempo è l’elemento chiave di questa vicenda, sopratutto ora che il rinvio a maggio del voto è scongiurato da una sentenza del tar che riduce di due mesi l’attesa per le urne. E quel tempo significa che per fine mese il Governatore rischia di entrare azzoppato in una campagna elettorale, impossibilitato finanche a fare comizi diretti nel capoluogo regionale. E’ giusto tutto questo? E’ poroporzionato tutto questo? L’opinione pubblica un giudizio se lo è fatto  ed è che c’è una discrasia enorme tra il fatto specifico e la persistenza delle misure cautelati. Dirigenti e funzionari che , nell’ipotesi di reato, hanno infranto la legge e un politico cui vengono addossate tutte le responsabilità quasi fosse un uomo così pericoloso da condizionare, costringere, persuadere, allettare, convincere tutti gli altri a commetere illegalità. Mentre quelle , esattamente identiche, commesse da altri indagati ( poi sottratti al giudizio) sono …scancellate , per motivi ignoti. Io non sono tenero col sistema che previgeva e ritengo che da tempo bisognasse portare trasparenza e meritocrazia liddove non c’erano. MA CHE SI SALVASSE IL SISTEMA, SEMPLICEMENTE DANDO LA COLPA AD UNA SOLA PERSONA , è UNA VIOLENZA ALLA VERITA’, ANZI UNA OPERAZIONE DI OCCULTAMENTO DELLA VERITA’. Il Governatore paga per non essersi arreso subito alla incombente forza della Magistratura inquirente. Avesse fatto come De Filippo!!!!