di Piero Ragone
Può un poeta americano della beat generation avere a che fare con versi in dialetto materano? E una serie di grafiche contemporanee propiziare questo intreccio, attra/verso una specifica traduzione in inglese? E’ successo con “Nuovo inizio” una coraggiosa e pregevole pubblicazione della materana Giannatelli edizioni. Un volume particolare – fuori formato – di Angelo Palumbo, curato da Antonella Radogna. Catalizzatore di questa impresa una solida amicizia nata nel 1956 tra Cid Corman (approdato nella città dei Sassi “per caso e senza una lira”) e il mediatore culturale – poeta a sua volta – Franco Palumbo (tra i fondatori di quello che diventerà il Circolo La Scaletta). Angelo, artista e insegnante, figlio proprio di Palumbo, già nel 2014 concepisce il progetto di associazione tra i suoi disegni e la poetica di Corman. Il “nuovo inizio” è avvenuto nel ritrovare le carte fotosensibili che il padre, deceduto nel 2011, gli aveva regalato. Da lì si è sviluppata la produzione grafica e si è riattivata la creatività che si era spenta con il lutto. Angelo rinnova motivazione e tecnica, riappropriandosi di una gestualità fluida, già rodata e cresciuta in altre precedenti esperienze artistiche. Per questa idea specifica, sperimenta impressioni e mascheramenti della luce che lasciano sulla carta nuove tracce ed aloni d’ombra, di varie gradazioni.
Divenendo sfondi giallo oro e ocra che accolgono segni e trame di inchiostro del suo immaginario alfabeto, (recupero di epigoni residuali delle forme ectoplasmatiche di “Fossili futuri” presentate nella istallazione “Deserto etico”, condivisa nel 2007 con le sculture in marmo di Giulio Orioli e con le mie di tufo, proprio nel complesso rupestre di S. Giorgio, nel Sasso barisano). Con il ritrovamento successivo del libro di Corman, il cerchio si chiude. Il progetto rimane nel cassetto 9 anni, mentre Angelo si dedica a molte altre iniziative e a diverse mostre (tra cui “Spiritual nature”, “Andare sempre oltre i…muri”, “Vedere l’invisibile”). Il progetto iniziale ritrova nuova linfa nello stretto dialogo che si sviluppa tra Angelo e la poetessa e collega Antonella Radogna. Si apre un nuovo varco che prende corpo in quella che diventerà la seconda sezione del libro “Nuovo inizio”. Qui la lunga amicizia e le affinità poetiche di Franco Palumbo e Cid Corman vengono messe in evidenza da due loro composizioni, messe a confronto, insieme a un paio di lettere della loro corposa corrispondenza epistolare, supportata da ulteriori illustrazioni pensate per il Canzoniere pubblicato dal padre Franco. Antonella Radogna diventa la curatrice del nuovo progetto editoriale, che si amplia col suo intervento di traduzione non solo delle poesie di Corman ma dell’intero testo in inglese. Si arriva così al 2024, quando si creano le condizioni ottimali, la copertura finanziaria e la disponibilità degli editori, mentre la Radogna si occupa, insieme alle traduzioni, anche della presentazione e dell’impostazione della seconda parte del volume.
Nella pubblicazione sono riproposte alcune poesie di Corman tratte dal suo libro ”Sole Sasso Uomo”, scritto a Firenze nel 1962 e dedicato a Matera. La veste è scarna ed essenziale, “minimalista e indipendente” come la definisce la Radogna nella sua introduzione. Una ispirazione “per immagini”, più che per storie e personaggi. Alla ricerca di archetipi e degli echi di “povertà e solitudine dei luoghi”, riverberi della sua lettura del “Cristo si è fermato ad Eboli” e dei versi del poeta contadino e sindaco di Tricarico Rocco Scotellaro, a cui destina una sua lirica. In relazione a questi testi, Angelo ha associato le sue tavole grafiche “rapide, spontanee, immediate, veloci, pregne di emotività” … “scavo automatico e inconscio di un gesto istintuale e permanente al tempo stesso” – citando ancora la recensione della Radogna. Ai mandorli, ai silenzi, alle strade, ai solchi e alle fascine, alle cave e al sole, alle grotte e alle preghiere di Corman non vi è una diretta corrispondenza con i grafemi archetipici e surreali o dadaisti di Angelo Palumbo. Ma sicuramente dei rimandi di “dialogo interiore” e parola ritmata. Scansione di impressioni, accenni e simbolismi “oltre il tempo e lo spazio nella comune inquietudine della ricerca umana”.
Nella seconda sezione di “Nuovo inizio” sono ristampate alcune poesie in dialetto di Franco Palumbo e del suo Canzoniere, dedicate ai luoghi, alle abitudini, alla cultura contadina della “taglia” e della “cialledda”. Con foto storiche e timbri del pane rivisti e caratterizzati dal segno. A corredo, un toccante ricordo firmato dal critico Peppino Appella, che ricostruisce le comuni passioni di Corman e Palumbo padre, per la poesia e il disegno. Delle loro comuni frequentazioni in quell’anno e mezzo di permanenza a Matera dell’americano, figlio di ucraini, (prestato all’insegnamento dell’inglese), in giro in “quell’inferno di facciate, burroni e declivi erosi dal tempo”. Un mondo che Franco Palumbo condensa e racconta nel volume “U rispir du vicinonz” sul filo della forza della tradizione e dell’anelito alla trasmissione dei valori che tra i rioni scavati nella povera e tenera roccia murgiana erano affidati “ai contadini, ai loro volti, alle rondini, ai nibbi, alle lumache, ai fiori di cappero e alle cantine”. Una “persistenza arcaica” che lega per diversi aspetti la storica intesa tra Corman e Palumbo, accomunati dal “saper vedere e saper ascoltare”, come lo stesso maestro Guido Strazza – scrive ancora Appella – aveva saputo condensare nel ritratto calcografico dedicato al poeta di Boston. L’apprezzato “azzardo tipografico” della Giannatelli, uscito a ottobre del 2024 – presentato al salone del libro di Torino, oltre che a Matera, Tricarico e Potenza – è in libreria al costo di 27,50 euro.