POLITICHE CORAGGIOSE PER L’AREA BRADANICA

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domenico mangieri

Una striscia di terra piena di storia, cultura e ricchezza, che attraversa e unisce le due province, Potenza e Matera, al confine con la ricca Puglia alla quale fornisce la preziosa acqua per le sue terre pregiate e per la grande industria, ed il grano, l’oro giallo di Ungaretti, per i suoi infaticabili mulini per il pane e la pasta della dieta mediterranea, patrimonio dell’umanità. Dalla Magna Grecia Metapontina alla Melfi dei Normanni. Da Orazio a Rocco Scotellaro. Dai Castelli Medioevali ai borghi più belli d’Italia. Dai Templari ai Briganti. Dalla “vergogna” della città più antica alla Capitale Europea della Cultura. Dalle Lotte Contadine per la terra alla Fiat SATA e alle devastanti industrie chimiche e petrolifere, alla vivace industria privata del polo del salotto, al Turismo d’eccellenza di Matera che ha portato, per le nostre incapacità politiche, più benefici alla Puglia che al nostro territorio. Dalle primizie del metapontino, all’oro giallo della via del grano e ai vigneti dei più pregiati vini sui pendii vulcanici del Vulture, ai formaggi delle pregiate razze autoctone Podolica e Merino Gentile, e ai Salumi e ai Cruschi. Popolo orgoglioso e caparbio che seppe tenere testa ai predatori Romani tanto da costringerli a farseli alleati ma per poi mandarli, i Lucani, al massacro nelle prime linee al fronte così da spopolare e sottomettere più facilmente il territorio. Per arrivare al più recente spopolamento causato dai predatori Garibaldini, e dai moderni Lombardi Veneti delle scorie, dei fossili, e della ferraglia energetica. Terra fertile, che ha visto il fallimento annunciato della Riforma Fondiaria, ricca di Storia e Arte ma destinata alla lenta agonia dello spopolamento favorito dalla sconcertante inadempienza della politica regionale e nazionale. Per fare posto a cosa? Ai mega impianti eolici e fotovoltaici, alle scorie e ai rifiuti? Un “affascino”, un “malocchio” che ci perseguita per cui è necessario l’impegno e tutta l’energia dell’orgoglio Lucano per poterci liberare di “mammane” e ciarlatani. Energia che stiamo riponendo in MEDinLucania. Con MEDinLucania ci si pone una domanda: cosa fare? Innanzi tutto non si può rinunciare alla propria identità per fare spazio a interessi lontani che non ci appartengono. Le potenzialità ci sono ancora tutte, c’è solo bisogno del risveglio dell’orgoglio Lucano che ci risvegli dall’indifferenza e riporti innanzitutto l’etica Politica. L’industria può riprendersi e se è necessario la Regione e lo Stato se ne devono riappropriare. Dell’Agricoltura non se ne può fare a meno, non tanto per la produzione di cibo, che oramai non manca, ma quanto per mantenere viva la Cultura delle produzioni e per proteggere e custodire un territorio ricco di diversità vegetali, paesaggi unici e di borghi tra i più belli d’Italia, riconosciuto patrimonio dell’umanità. Se si distrugge la realtà esistente, fatta di piccole e medie attività produttive, che vivono il territorio e i paesi delle aree interne, già in fase di forte spopolamento, se si distrugge il settore agricolo, detto primario proprio perché è la base della civiltà moderna e tecnologica, fatto di impianti arborei, stalle e allevamenti anche allo stato brado, impianti ortofrutticoli, vigneti, ecc., sarà poi difficile ricostruire quegli stessi impianti una volta passata una situazione di crisi, come quella attuale dovuta alla scarsità di pioggia e come quella del crollo dei prezzi che grava sul comparto da oltre vent’anni grazie al “libero mercato”. Crisi che mettendo in ginocchio il settore primario dell’agricoltura ha accelerato lo spopolamento delle aree interne, creando una situazione insostenibile anche per tutte quelle altre piccole attività che vivono e fanno vivere il territorio ed i piccoli paesi, come artigianato, piccolo commercio, e a seguire il turismo. Quindi è necessario e di assoluta importanza riuscire a mantenere attive tutte le attività esistenti con l’abbattimento dei costi di gestione. Promuovere attività nuove che possono creare reddito aggiuntivo al settore primario tipo piccoli impianti fotovoltaici aziendali non a terra ma sopraelevati in modo da poter allevare nell’area sottostante, allo stato brado, e veramente biologico, animali di piccola taglia, avicoli, conigli, pecore, suini, bovini e asini. E anche i “maledetti” cinghiali facendo del problema una fonte di reddito aziendale. E affrontando in modo deciso la questione acqua completando gli schemi idrici centromeridionali, collegandoli tra loro e con centrali di desalificazione. E ritengo neanche tanto cervellotico pensare a risolvere la questione acqua costruendo una vera è propria autostrada dell’acqua, dai grandi laghi del nord, quando ai massimi livelli, alle più modeste piogge esondano creando i danni quotidiani che vediamo tutti i giorni. Invece di sperperare soldi per il ponte sullo stretto che tanto piace al nordista Salvini e alla mafia dei grandi appalti. La Sicilia è stata grande da sola senza mafia e gattopardi. Ed inoltre bisogna avere “Il Coraggio di scommettere sui giovani artisti”, e liberare il lavoro da pastoie burocratiche e servilismo elettorale, questo il messaggio venuto fuori dal convegno tenutosi il 23 agosto scorso ad Irsina, presso il centro Arenacea nell’ex convento francescano e promosso dall’associazione Vola, da MEDinLucania e dai giovani della Residenza Artistica, con artisti dell’accademia di Brera venuti da tutta Italia. Ed un esempio di questo coraggio viene fuori proprio dall’esperienza della cooperativa Arenacea che gestisce ormai da 23 anni l’ex convento di San Francesco quale centro culturale, ed i cui soci, Tonino e Giovanni, dopo la laurea sono ritornati ad Irsina e qui son potuti rimanere perché caparbiamente hanno portato avanti il loro progetto culturale e turistico ma anche perché 23 anni or sono, qualcuno, ossia gli amministratori comunali dell’epoca, dettero una possibilità a quei due giovani affidandogli la gestione di un luogo, l’ex convento, che altrimenti sarebbe rimasto vuoto, desolato, l’ennesima cattedrale nel deserto dopo aver usufruito di finanziamenti pubblici per il restauro e che invece nel tempo è diventato il punto di riferimento quanto a cultura, eventi, accoglienza turistica e promozione del territorio. E va ricordato che è stato proprio grazie a quel progetto che nasce “Irsina Arte”, la storica residenza artistica che la cooperativa Arenacea organizza nell’ex convento ininterrottamente fin dal 2005, dove Irsina e le sue bellezze artistiche e paesaggistiche sono state poste per la prima volta all’attenzione di un pubblico internazionale e promosse all’estero, facendo sì che molti stranieri hanno scoperto Irsina e quindi acquistato casa nel centro storico. Ormai vivono ad Irsina un centinaio di stranieri provenienti da tutto il mondo e la loro presenza indubbiamente contribuisce al ripopolamento e a far rivivere il centro storico, costituendo un impulso economico per nuove attività, bar, ristoranti, piccoli negozi alimentari, imprese di edilizia, ecc.. e a mantenere in vita attività già esistenti. Bisogna scommettere sull’innovazione e su un paesaggio incontaminato. E perché no sull’abbattimento del costo della vita, degli affitti e delle tasse, e sulla fornitura di migliori servizi, su Sanità, Scuola, Trasporti, collegamenti e recuperando il patrimonio edilizio storico e rurale in stato di penoso abbandono per metterlo a disposizione di nuovi e coraggiosi progetti finanche a coinvolgere anche gli immigrati in collaborazione con pensionati attivi affinché non si perda l’arte e la cultura del fare, invece di rifare marciapiedi tutti gli anni, in processioni e nuove cattedrali nel deserto. Lo Stato Italiano, l’Europa, sono debitori nei confronti della Lucania in quanto hanno saputo trarre benefici economici da acqua, petrolio, gas, energia elettrica, automobili e prodotti agricoli d’eccellenza e devono riconoscerci uno sforzo economico mirato affinché si possano offrire condizioni di vivibilità vantaggiose a quanti siano alla ricerca di condizioni favorevoli e piacevoli. Una ZES (Zona Economica Speciale) per creare finalmente una Regione del wellness, dell’utopia realizzata, la Regione Felice della gioia di viverci, della voglia di Restanza che sia d’esempio a tutto il Mediterraneo.

*Domenico Mangieri
Coordinatore MEDinLucania Area Bradanica

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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