di MICHELE STRAZZA
DAL SAGGIO NITTI E GLI ALTRI DI MICHELE STRAZZA
Caduto il fascismo, anche in Basilicata rinasce nel 1943, pian piano, la voglia di partecipazione politica. Di qui, nel settembre dello stesso anno, la formazione, in provincia di Matera, di vari comitati antifascisti in appoggio al Governo Badoglio. Così a San Mauro Forte il 14 settembre sorge un comitato “Giustizia e Libertà” con oltre 200 iscritti[1]. I nittiani, in attesa del ritorno di Nitti, si ritrovano attorno a Vito Reale, nominato dagli alleati Commissario Prefettizio del Comune di Potenza poi, da novembre, Sottosegretario agli Interni nel II Governo Badoglio. Ad ottobre Michele Mancino incomincia il proprio lavoro di ricostituzione del partito comunista ed il 15 dicembre si apre la prima sezione comunista di Potenza[2].
Michele Mancino
Il 27 febbraio su iniziativa di Michele Bianco nasce la federazione comunista provinciale di Matera, mentre il mese successivo quella di Potenza. Ad aprile si apre la Camera del Lavoro materana[1] e il 16 dello stesso mese viene eletto il Direttivo della sezione DC di Potenza[2]. Il 21 maggio 1944 i comunisti lucani della provincia di Potenza tengono il loro primo Congresso, alla presenza di Palmiro Togliatti, con l’elezione del consiglio federale: Michele Mancino (segretario), Luigi Salvatore, Basilio Napoli, Nestore Padovani, Donato Leone e Michele Pellicani (componenti). Ma i contrasti non mancano. Lo scontro vede da un lato Padovani e Leone, come sostenitori “di una tradizione urbana del movimento socialista e democratico, più attento ai rapporti istituzionali e di potere del capoluogo”, e dall’altro Michele Mancino concentrato sulla preminenza della lotta contadina. Di qui l’iniziativa della Direzione Nazionale del PCI di mandare in Basilicata Mario Leporatti a mettere ordine in una situazione definita “caotica”. La situazione si sbloccherà definitivamente con la nomina a segretario della Federazione di un giovane insegnante di Atella, Antonino Pace, ex ufficiale dell’esercito inquisito per le sue idee comuniste [3]. Comunque, alla fine del 1944 la federazione comunista provinciale di Potenza conta ben 4.192 iscritti divisi su 43 sezioni in 96 comuni, mentre nel Materano si registrano 2.700 iscritti con 26 sezioni su 29 Comuni e altrettante Camere del Lavoro[4]. Stessa situazione per la DC che, sempre alla fine del 1944, presenta 3.500 tesserati nella provincia di Potenza e 3.200 in quella di Matera. Il Partito Socialista, invece, ha 2.600 iscritti a Potenza e 2.000 a Matera. Il PLI e Democrazia del Lavoro presentano un totale di 4.000 aderenti in provincia di Potenza e 4.800 in quella materana.
BIBLIOGRAFIA
[1] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991. Fondato da Vito Reale, il quindicinale era diretto da Benedetto Stoppelli e veniva stampato a Potenza nella tipografia Nucci. Su di esso il Reale “svolse aspre polemiche contro la politica e gli orientamenti del Cln, cercando di dare voce alla crisi dei ceti medi preoccupati dei metodi, delle forme di organizzazione, dei problemi di una democrazia fondata sui partiti di massa”. Tra i collaboratori del giornale vi era anche il giornalista Alberto Jacoviello.
[2] L’Ordine. Periodico della Democrazia Cristiana, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il quindicinale, stampato dal 15 febbraio 1944 al 7 aprile 1946 a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, con direttore responsabile l’avvocato di Pietragalla Gaetano De Bonis, riprendeva la vecchia testata del Partito Popolare lucano nata nel 1920. Redattore era don Angelo Mazzarone, giovane professore del Seminario regionale di Potenza il quale, firmando con sigle e pseudonimi, copriva gran parte degli articoli.
[3] Azione Proletaria. Settimanale della Federazione Comunista, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il settimanale, stampato a Potenza presso la tipografia di Mario Armento, ebbe come direttori l’avv. Donato Leone (nn.1-8), Michele Pellicani (nn. 9-14), in seguito Anselmo Tursi. Venne pubblicato dal maggio 1944 al 1946. Nel 1947 uscirono un numero straordinario ed un numero speciale insieme a “Il Lavoratore”.
[4] Il Lavoratore. Giornale della Federazione Socialista Provinciale, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il giornale, assunte le vesti di quindicinale, venne stampato, dal maggio 1944 e per i primi 13 numeri, a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, mentre per i successivi dalla Cooperativa Tipografica potentina “La Rapida”. Direttori furono, per i primi 6 numeri, Enrico Ajello e, per i successivi, Vincenzo Torrio. Le pubblicazioni cessarono dopo le elezioni per la Costituente.
[5] Il settimanale materano La Voce Liberale iniziò le pubblicazioni il 18 marzo 1945. Direttore responsabile fu l’avvocato Alessandro Bruni. Il giornale si faceva portavoce delle esigenze d’ordine e libertà della migliore tradizione liberale italiana, spesso polemizzando con i partiti della sinistra. Cessò le pubblicazioni alla fine di aprile del 1946.
[6] Fondato da Michele Bianco, il primo numero uscì il 29 aprile 1945. Fu l’organo della Federazione Comunista Provinciale di Matera ma la sua vita fu alquanto breve, cessando all’inizio di luglio. In tutto vennero pubblicati solo otto numeri.
[7] Il primo numero venne pubblicato il 27 maggio 1945. Suo direttore responsabile fu Ignazio Ughi mentre la direzione politica venne affidata a Francesco Paolo Padula. Il giornale intendeva chiamare a raccolta tutti i democratici cristiani, essendo giunta la loro “ora” per difendere la libertà e le nuove istituzioni. Nel marzo del 1946 dovette interrompere le pubblicazioni. [1] Nino Calice, Il PCI nella storia di Basilicata, Ed. Osanna, Venosa 1986, p. 85. [2] Questa la sua composizione: La Sala dott. Domenico (Presidente), Nocera geom. Giulio (Vice Presidente), Fantozzi geom. Luigi (segretario), Ferrara Giuseppe (cassiere), Verrastro Paolina, Colombo Maria, Boccia Raffaele, Ciciani Delie, Forlenza Gerardo, Lamorgese Nicola, Grimaldi rag. Biagio, Mancusi Domenico, Mitidieri Giuseppe, Merenda Claudio, Satriani Torquato, Vallo Vincenzo, Vaccaro Francesco, Cuscino rag. Ugo , Starace avv. Adriano, De Bonis avv. Gaetano.
[7 Nino Calice, Il PCI nella storia di Basilicata, Ed. Osanna, Venosa 1986, p. 85.
[8] Questa la sua composizione: La Sala dott. Domenico (Presidente), Nocera geom. Giulio (Vice Presidente), Fantozzi geom. Luigi (segretario), Ferrara Giuseppe (cassiere), Verrastro Paolina, Colombo Maria, Boccia Raffaele, Ciciani Delie, Forlenza Gerardo, Lamorgese Nicola, Grimaldi rag. Biagio, Mancusi Domenico, Mitidieri Giuseppe, Merenda Claudio, Satriani Torquato, Vallo Vincenzo, Vaccaro Francesco, Cuscino rag. Ugo , Starace avv. Adriano, De Bonis avv. Gaetano.
[9] Cfr. Nino Calice, op. cit., pp. 86-87.
[10] Ivi, pp. 85 e 90.
[11] Giampaolo D’Andrea, Dal governo di Salerno, cit., p. 280. Per un quadro più dettagliato cfr. Relazione Quadrimestrale “riservatissima” dei carabinieri al Prefetto del 17 dicembre 1944, in ASP, Fondo Prefettura Gabinetto, II Versamento, II Elenco, B. 8.
[12] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, n. 19, 8 ottobre 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991.
[13] Sulla rinascita della Stampa libera cfr. Domenico Notarangelo, La stampa periodica lucana 1944-1994, Ed. Osanna, Venosa 1995, pp. 25 e ss.
[14] Rinascita. Periodico delle democrazie per la Basilicata, n. 1, anno 1, 3 febbraio 1944, Tip. Ercolani, Muro Lucano 1944-1947, ristampa anastatica a cura del Centro Culturale Franco-Italiano, Finiguerra Arti Grafiche, Lavello 1998.
[15] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991. Fondato da Vito Reale, il quindicinale era diretto da Benedetto Stoppelli e veniva stampato a Potenza nella tipografia Nucci. Su di esso il Reale “svolse aspre polemiche contro la politica e gli orientamenti del Cln, cercando di dare voce alla crisi dei ceti medi preoccupati dei metodi, delle forme di organizzazione, dei problemi di una democrazia fondata sui partiti di massa”. Tra i collaboratori del giornale vi era anche il giornalista Alberto Jacoviello.
[16] L’Ordine. Periodico della Democrazia Cristiana, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il quindicinale, stampato dal 15 febbraio 1944 al 7 aprile 1946 a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, con direttore responsabile l’avvocato di Pietragalla Gaetano De Bonis, riprendeva la vecchia testata del Partito Popolare lucano nata nel 1920. Redattore era don Angelo Mazzarone, giovane professore del Seminario regionale di Potenza il quale, firmando con sigle e pseudonimi, copriva gran parte degli articoli.
[17] Azione Proletaria. Settimanale della Federazione Comunista, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il settimanale, stampato a Potenza presso la tipografia di Mario Armento, ebbe come direttori l’avv. Donato Leone (nn.1-8), Michele Pellicani (nn. 9-14), in seguito Anselmo Tursi. Venne pubblicato dal maggio 1944 al 1946. Nel 1947 uscirono un numero straordinario ed un numero speciale insieme a “Il Lavoratore”.
[18] Il Lavoratore. Giornale della Federazione Socialista Provinciale, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il giornale, assunte le vesti di quindicinale, venne stampato, dal maggio 1944 e per i primi 13 numeri, a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, mentre per i successivi dalla Cooperativa Tipografica potentina “La Rapida”. Direttori furono, per i primi 6 numeri, Enrico Ajello e, per i successivi, Vincenzo Torrio. Le pubblicazioni cessarono dopo le elezioni per la Costituente.
[19] Il settimanale materano La Voce Liberale iniziò le pubblicazioni il 18 marzo 1945. Direttore responsabile fu l’avvocato Alessandro Bruni. Il giornale si faceva portavoce delle esigenze d’ordine e libertà della migliore tradizione liberale italiana, spesso polemizzando con i partiti della sinistra. Cessò le pubblicazioni alla fine di aprile del 1946.
[20] Fondato da Michele Bianco, il primo numero uscì il 29 aprile 1945. Fu l’organo della Federazione Comunista Provinciale di Matera ma la sua vita fu alquanto breve, cessando all’inizio di luglio. In tutto vennero pubblicati solo otto numeri.
[21] Il primo numero venne pubblicato il 27 maggio 1945. Suo direttore responsabile fu Ignazio Ughi mentre la direzione politica venne affidata a Francesco Paolo Padula. Il giornale intendeva chiamare a raccolta tutti i democratici cristiani, essendo giunta la loro “ora” per difendere la libertà e le nuove istituzioni. Nel marzo del 1946 dovette interrompere le pubblicazioni.
