
di MICHELE STRAZZA
DAL SAGGIO NITTI E GLI ALTRI DI MICHELE STRAZZA
Caduto il fascismo, anche in Basilicata rinasce nel 1943, pian piano, la voglia di partecipazione politica. Di qui, nel settembre dello stesso anno, la formazione, in provincia di Matera, di vari comitati antifascisti in appoggio al Governo Badoglio. Così a San Mauro Forte il 14 settembre sorge un comitato “Giustizia e Libertà” con oltre 200 iscritti[1]. I nittiani, in attesa del ritorno di Nitti, si ritrovano attorno a Vito Reale, nominato dagli alleati Commissario Prefettizio del Comune di Potenza poi, da novembre, Sottosegretario agli Interni nel II Governo Badoglio. Ad ottobre Michele Mancino incomincia il proprio lavoro di ricostituzione del partito comunista ed il 15 dicembre si apre la prima sezione comunista di Potenza[2].
Nel Materano comunisti e socialisti, tra ottobre e novembre, cominciano ad organizzarsi, raccogliendo numerosi consensi nei grossi borghi contadini (Irsina, Pisticci, Montescaglioso), “già forti di una tradizione politica in tal senso”, mentre la DC si muoverà più in ritardo a causa del contrasto tra due fazioni che richiamerà l’intervento di un esponente della segreteria nazionale, il professor Ignazio Ughi[3]. L’attività di ricostituzione dei partiti democratici ferve particolarmente anche in vista del Convegno delle forze antifasciste fissato a Napoli per il 19 dicembre. L’assise, in realtà, non venne tenuta in seguito al divieto del comando alleato, nonostante le forti proteste dei partiti politici partecipanti. Solo l’anno successivo, spostato a Bari in quanto la città partenopea era troppo vicina al fronte di guerra, si svolse finalmente il Congresso dei Comitati di Liberazione Meridionali. Alla fine dell’anno in vari paesi della provincia di Potenza nascono le prime sezioni della Democrazia Cristiana dopo che, sul finire dell’estate, grazie a don Vincenzo D’Elia, si erano ritrovati alcuni ex popolari, dando vita alla DC ed eleggendo segretario provinciale l’avv. Giuseppe Carriero che aveva ricoperto la stessa carica nel PPI [4]. Per i socialisti Vincenzo Torrio aveva iniziato a lavorare per la riorganizzazione delle forze socialiste lucane, dopo la sua partecipazione il 22 e 23 agosto alla riunione tenutasi a Roma in casa di Oreste Lizzadri nella quale si era deciso di costituire il PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria)[5]. Il 24 dicembre nasce, invece, la sezione del Psiup di Tricarico dopo un incontro svoltosi nell’abitazione di Rocco Scotellaro[6]. Ma è nel 1944 che, venuto meno il divieto di costituzione dei partiti (emanato dal Comando Alleato nell’ottobre 1943), le forze politiche e i sindacati ricominciano ad organizzarsi. Come già detto, il 28 e 29 gennaio si svolge a Bari il Primo Congresso dei Comitati di Liberazione. Pochissimi i partecipanti lucani: Donato Leone per il PCI, Attilio Di Napoli e Vincenzo Milillo per il PSIUP, Francesco Cerabona per la Democrazia del Lavoro. I socialisti, intanto, cominciano a costituire il reticolo delle sezioni sul territorio grazie al contributo nelle diverse zone di esponenti politici di primo piano: Vincenzo Torrio ed Enzo Pignatari a Potenza, Attilio Di Napoli nel Vulture-Melfese, Vincenzo Milillo nel Materano.

Michele Mancino
Il 27 febbraio su iniziativa di Michele Bianco nasce la federazione comunista provinciale di Matera, mentre il mese successivo quella di Potenza. Ad aprile si apre la Camera del Lavoro materana[1] e il 16 dello stesso mese viene eletto il Direttivo della sezione DC di Potenza[2]. Il 21 maggio 1944 i comunisti lucani della provincia di Potenza tengono il loro primo Congresso, alla presenza di Palmiro Togliatti, con l’elezione del consiglio federale: Michele Mancino (segretario), Luigi Salvatore, Basilio Napoli, Nestore Padovani, Donato Leone e Michele Pellicani (componenti). Ma i contrasti non mancano. Lo scontro vede da un lato Padovani e Leone, come sostenitori “di una tradizione urbana del movimento socialista e democratico, più attento ai rapporti istituzionali e di potere del capoluogo”, e dall’altro Michele Mancino concentrato sulla preminenza della lotta contadina. Di qui l’iniziativa della Direzione Nazionale del PCI di mandare in Basilicata Mario Leporatti a mettere ordine in una situazione definita “caotica”. La situazione si sbloccherà definitivamente con la nomina a segretario della Federazione di un giovane insegnante di Atella, Antonino Pace, ex ufficiale dell’esercito inquisito per le sue idee comuniste [3]. Comunque, alla fine del 1944 la federazione comunista provinciale di Potenza conta ben 4.192 iscritti divisi su 43 sezioni in 96 comuni, mentre nel Materano si registrano 2.700 iscritti con 26 sezioni su 29 Comuni e altrettante Camere del Lavoro[4]. Stessa situazione per la DC che, sempre alla fine del 1944, presenta 3.500 tesserati nella provincia di Potenza e 3.200 in quella di Matera. Il Partito Socialista, invece, ha 2.600 iscritti a Potenza e 2.000 a Matera. Il PLI e Democrazia del Lavoro presentano un totale di 4.000 aderenti in provincia di Potenza e 4.800 in quella materana.
Molto bassi i numeri del Partito d’Azione: poche decine a Potenza e 630 nel Materano[5]. Per incrementare le fila di quest’ultima formazione lavora alacremente l’ing. Vito Gerardi, delegato provinciale di Potenza, reduce dalla partecipazione al I Congresso Meridionale del partito, svoltosi a Cosenza ad agosto. Gli azionisti lucani hanno aperto sezioni a Melfi, Avigliano e Potenza dove un gruppo di giovani è stretto intorno al segretario provvisorio Giuseppe Ciranna[6]. E’ rinata, intanto, la Stampa libera previa autorizzazione, naturalmente, del PWB (Psychological Warfare Branch), organismo di controllo delle truppe alleate di occupazione[7]. Il primo periodico ad essere pubblicato, a febbraio, è Rinascita. Periodico delle democrazie per la Basilicata. Suo ideatore è il democristiano Salvatore Pagliuca di Muro Lucano[8]. Poi è la volta del nittiano Il Gazzettino[1], del democristiano L’Ordine[2], del comunista Azione Proletaria[3]. Il 3 maggio riprende le pubblicazioni anche Il Lavoratore, battagliero giornale socialista nato a Melfi nel 1905 e che ora, stampato nel capoluogo, diventa l’organo della Federazione Socialista Provinciale di Potenza sotto la direzione di Vincenzo Torrio[4]. L’anno dopo a Matera escono La Voce Liberale[5], Avanguardia Proletaria[6] e il democristiano L’Ora Nostra[7].
BIBLIOGRAFIA
[1] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991. Fondato da Vito Reale, il quindicinale era diretto da Benedetto Stoppelli e veniva stampato a Potenza nella tipografia Nucci. Su di esso il Reale “svolse aspre polemiche contro la politica e gli orientamenti del Cln, cercando di dare voce alla crisi dei ceti medi preoccupati dei metodi, delle forme di organizzazione, dei problemi di una democrazia fondata sui partiti di massa”. Tra i collaboratori del giornale vi era anche il giornalista Alberto Jacoviello.
[2] L’Ordine. Periodico della Democrazia Cristiana, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il quindicinale, stampato dal 15 febbraio 1944 al 7 aprile 1946 a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, con direttore responsabile l’avvocato di Pietragalla Gaetano De Bonis, riprendeva la vecchia testata del Partito Popolare lucano nata nel 1920. Redattore era don Angelo Mazzarone, giovane professore del Seminario regionale di Potenza il quale, firmando con sigle e pseudonimi, copriva gran parte degli articoli.
[3] Azione Proletaria. Settimanale della Federazione Comunista, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il settimanale, stampato a Potenza presso la tipografia di Mario Armento, ebbe come direttori l’avv. Donato Leone (nn.1-8), Michele Pellicani (nn. 9-14), in seguito Anselmo Tursi. Venne pubblicato dal maggio 1944 al 1946. Nel 1947 uscirono un numero straordinario ed un numero speciale insieme a “Il Lavoratore”.
[4] Il Lavoratore. Giornale della Federazione Socialista Provinciale, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il giornale, assunte le vesti di quindicinale, venne stampato, dal maggio 1944 e per i primi 13 numeri, a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, mentre per i successivi dalla Cooperativa Tipografica potentina “La Rapida”. Direttori furono, per i primi 6 numeri, Enrico Ajello e, per i successivi, Vincenzo Torrio. Le pubblicazioni cessarono dopo le elezioni per la Costituente.
[5] Il settimanale materano La Voce Liberale iniziò le pubblicazioni il 18 marzo 1945. Direttore responsabile fu l’avvocato Alessandro Bruni. Il giornale si faceva portavoce delle esigenze d’ordine e libertà della migliore tradizione liberale italiana, spesso polemizzando con i partiti della sinistra. Cessò le pubblicazioni alla fine di aprile del 1946.
[6] Fondato da Michele Bianco, il primo numero uscì il 29 aprile 1945. Fu l’organo della Federazione Comunista Provinciale di Matera ma la sua vita fu alquanto breve, cessando all’inizio di luglio. In tutto vennero pubblicati solo otto numeri.
[7] Il primo numero venne pubblicato il 27 maggio 1945. Suo direttore responsabile fu Ignazio Ughi mentre la direzione politica venne affidata a Francesco Paolo Padula. Il giornale intendeva chiamare a raccolta tutti i democratici cristiani, essendo giunta la loro “ora” per difendere la libertà e le nuove istituzioni. Nel marzo del 1946 dovette interrompere le pubblicazioni. [1] Nino Calice, Il PCI nella storia di Basilicata, Ed. Osanna, Venosa 1986, p. 85. [2] Questa la sua composizione: La Sala dott. Domenico (Presidente), Nocera geom. Giulio (Vice Presidente), Fantozzi geom. Luigi (segretario), Ferrara Giuseppe (cassiere), Verrastro Paolina, Colombo Maria, Boccia Raffaele, Ciciani Delie, Forlenza Gerardo, Lamorgese Nicola, Grimaldi rag. Biagio, Mancusi Domenico, Mitidieri Giuseppe, Merenda Claudio, Satriani Torquato, Vallo Vincenzo, Vaccaro Francesco, Cuscino rag. Ugo , Starace avv. Adriano, De Bonis avv. Gaetano.
[7 Nino Calice, Il PCI nella storia di Basilicata, Ed. Osanna, Venosa 1986, p. 85.
[8] Questa la sua composizione: La Sala dott. Domenico (Presidente), Nocera geom. Giulio (Vice Presidente), Fantozzi geom. Luigi (segretario), Ferrara Giuseppe (cassiere), Verrastro Paolina, Colombo Maria, Boccia Raffaele, Ciciani Delie, Forlenza Gerardo, Lamorgese Nicola, Grimaldi rag. Biagio, Mancusi Domenico, Mitidieri Giuseppe, Merenda Claudio, Satriani Torquato, Vallo Vincenzo, Vaccaro Francesco, Cuscino rag. Ugo , Starace avv. Adriano, De Bonis avv. Gaetano.
[9] Cfr. Nino Calice, op. cit., pp. 86-87.
[10] Ivi, pp. 85 e 90.
[11] Giampaolo D’Andrea, Dal governo di Salerno, cit., p. 280. Per un quadro più dettagliato cfr. Relazione Quadrimestrale “riservatissima” dei carabinieri al Prefetto del 17 dicembre 1944, in ASP, Fondo Prefettura Gabinetto, II Versamento, II Elenco, B. 8.
[12] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, n. 19, 8 ottobre 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991.
[13] Sulla rinascita della Stampa libera cfr. Domenico Notarangelo, La stampa periodica lucana 1944-1994, Ed. Osanna, Venosa 1995, pp. 25 e ss.
[14] Rinascita. Periodico delle democrazie per la Basilicata, n. 1, anno 1, 3 febbraio 1944, Tip. Ercolani, Muro Lucano 1944-1947, ristampa anastatica a cura del Centro Culturale Franco-Italiano, Finiguerra Arti Grafiche, Lavello 1998.
[15] Il Gazzettino. Quindicinale indipendente. Anno I, 1944, rist. anastatica Calice Ed., Rionero 1991. Fondato da Vito Reale, il quindicinale era diretto da Benedetto Stoppelli e veniva stampato a Potenza nella tipografia Nucci. Su di esso il Reale “svolse aspre polemiche contro la politica e gli orientamenti del Cln, cercando di dare voce alla crisi dei ceti medi preoccupati dei metodi, delle forme di organizzazione, dei problemi di una democrazia fondata sui partiti di massa”. Tra i collaboratori del giornale vi era anche il giornalista Alberto Jacoviello.
[16] L’Ordine. Periodico della Democrazia Cristiana, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il quindicinale, stampato dal 15 febbraio 1944 al 7 aprile 1946 a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, con direttore responsabile l’avvocato di Pietragalla Gaetano De Bonis, riprendeva la vecchia testata del Partito Popolare lucano nata nel 1920. Redattore era don Angelo Mazzarone, giovane professore del Seminario regionale di Potenza il quale, firmando con sigle e pseudonimi, copriva gran parte degli articoli.
[17] Azione Proletaria. Settimanale della Federazione Comunista, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il settimanale, stampato a Potenza presso la tipografia di Mario Armento, ebbe come direttori l’avv. Donato Leone (nn.1-8), Michele Pellicani (nn. 9-14), in seguito Anselmo Tursi. Venne pubblicato dal maggio 1944 al 1946. Nel 1947 uscirono un numero straordinario ed un numero speciale insieme a “Il Lavoratore”.
[18] Il Lavoratore. Giornale della Federazione Socialista Provinciale, rist. anast. Ed. Osanna, Venosa 1988. Il giornale, assunte le vesti di quindicinale, venne stampato, dal maggio 1944 e per i primi 13 numeri, a Potenza presso la Tipografia Editrice Lucana, mentre per i successivi dalla Cooperativa Tipografica potentina “La Rapida”. Direttori furono, per i primi 6 numeri, Enrico Ajello e, per i successivi, Vincenzo Torrio. Le pubblicazioni cessarono dopo le elezioni per la Costituente.
[19] Il settimanale materano La Voce Liberale iniziò le pubblicazioni il 18 marzo 1945. Direttore responsabile fu l’avvocato Alessandro Bruni. Il giornale si faceva portavoce delle esigenze d’ordine e libertà della migliore tradizione liberale italiana, spesso polemizzando con i partiti della sinistra. Cessò le pubblicazioni alla fine di aprile del 1946.
[20] Fondato da Michele Bianco, il primo numero uscì il 29 aprile 1945. Fu l’organo della Federazione Comunista Provinciale di Matera ma la sua vita fu alquanto breve, cessando all’inizio di luglio. In tutto vennero pubblicati solo otto numeri.
[21] Il primo numero venne pubblicato il 27 maggio 1945. Suo direttore responsabile fu Ignazio Ughi mentre la direzione politica venne affidata a Francesco Paolo Padula. Il giornale intendeva chiamare a raccolta tutti i democratici cristiani, essendo giunta la loro “ora” per difendere la libertà e le nuove istituzioni. Nel marzo del 1946 dovette interrompere le pubblicazioni.
1 commento
Bravo Pisani! La verità storica deve sempre essere il faro del nostro vivere!!! Prof.ssa