“Un grande risultato per la città di Potenza che premia la capacità di pianificazione e la capacità di
proposta-tecnico amministrativa”. Cosi cinguettava, nel 2011, l’allora Sindaco della Città, Vito Santarsiero, alla notizia del finanziamento di 11 milioni circa da parte del Ministero delle Infrastrutture, il quale contribuiva con il 60 per cento alla spesa del progetto di 18 milioni per la trasformazione a metropolitana del tratto potentino della Potenza-Avigliano, Il progetto prevedeva tra le tante cose lo sdoppiamento del binario RFI/ FAl tra le stazioni di Potenza Santa Maria e Potenza Macchia Romana per rendere la linea FAL indipendente da quella RFI. Andato via Santarsiero nel 2014, quel progetto ha preso altre strade, dimenticando le opere che servivano alla metropolitana e privilegiando quelle che consolidavano e miglioravano il patrimonio della FAL. Come stanno le cose? De tre sottopassi che bisognava realizzare, due li hanno costruiti ( il secondo inaugurato pochi giorni fa), per il terzo, , a rione Mancusi, via Roma, (quello sicuramente più importante per il volume di traffico che vi si sviluppa) sussistono ancora problemi per la definizione del progetto esecutivo e contenziosi in atto.
A ciò si aggiungono, non poca cosa, la opposizione di un Comitato di cittadini per la soluzione scelta e seri dubbi di legittimità sulla deroga alle distanze dalla linea e dalla vicina galleria rilasciate da USTIF (Ministero Trasporti e Infrastrutture) ai sensi del D.M. 753/1980 . Sembra che tale deroga abbia agevolato la realizzazione del fabbricato privato ex FIAT e reso più complesso ed oneroso il sottopasso stradale di via Roma. Sarebbe interessante che l’Amministrazione comunale rendesse nota questa circostanza. Se le cose per i cittadini vanno male, per le Fal invece vanno benissimo: i lavori del Terminal del Gallitello hanno avuto inizio nel 2016 e entro quest’anno verranno ultimati: una bella galoppata vincente per il tratto del treno che deve andare al deposito. Di quelli che invece dovrebbero servire la metropolitana , si sa che non possono uscire dal deposito, senza prima fare quei lavori che erano considerati il cuore del progetto. Ci sono problemi riguardanti la pendenza del 35 per mille, nel tratto tra Potenza città e Potenza Inferiore, dato questo che rende difficoltoso lo spunto in ascesa e l’arresto in discesa dei treni in corrispondenza delle Fermate San Rocco, San Vito, Rione Lucania . Fermate che sono a binario singolo e che non permettono l’incrocio dei convogli, come una metropolitana inevitabilmente richiede per ammortizzare i tempi.
Ma la delusione maggiore, in questo che è stata sicuramente sinora una operazione fallimentare per la città, la non realizzazione del doppio binario nella tratta che da PZ S.Maria avrebbe dovuto raggiungere l’Area Ospedaliera e l’Univesrsità in c.da Macchia Romana, in quanto pare che non si farà più perché sarebbero stati revocati i finanziamenti (Fondi FESR2006-2013) a causa delle inerzie di FAL-Comune-Regione-Ministero dei Trasporti. Cioè, il cuore del problema si è perso, la metropolitana è sfumata e bisognerà ricominciare daccapo. E su tutto questo il silenzio incredibilmente sincronizzato di tre Amministrazioni comunali, quella di Santarsiero, De Luca e Guarente, dell’assessore regionale ai trasporti e ,ma questo è scontato, della FAL, che si è aggiustato il patrimonio a spese della comunità potentina.
Rocco Rosa
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